Il conflitto d'interesse dei coniugi May
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Il conflitto d'interesse dei coniugi May
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Il conflitto d'interesse dei coniugi May

Il premier inglese accusa le società estere che eludono le tasse. Ma molte sono gestite dal fondo di 20 miliardi del marito

Per Lookout news

Capital Group è una società di gestione degli investimenti indipendente operante a livello globale, con 80 anni di esperienza nella gestione patrimoniale per conto di clienti privati e istituzionali. La sua attività è incentrata esclusivamente sulla gestione degli investimenti.

 No, non state leggendo un’informazione pubblicitaria ma il profilo della società di cui il marito del prossimo primo ministro britannico, Theresa May, è un alto dirigente. Il che ha acceso i riflettori della City sulla posizione di Philip May e sul suo possibile conflitto d’interessi. Philip May gestisce, infatti, un fondo d’investimento per 20 miliardi di dollari di azioni di società fiscali, senza contare giganti come Amazon e Starbucks. Per ammissione della stessa Capital Group, il marito del premier in pectore è un esperto nella gestione di fondi pensione per conto della società.

 Il suo ruolo ha raccolto ancora più attenzione da quando la moglie-premier ha promesso di reprimere l’evasione fiscale, nel suo discorso d’investitura presso il partito conservatore. Soprattutto, dopo che Theresa May ha citato proprio Amazon e Starbucks – che, come detto, sono entrambi clienti di suo marito – quali esempi di società che eludono le tasse sul suolo britannico e che il governo promette di punire. “Non m’importa se vi chiamate Amazon, Google o Starbucks – ha dichiarato la May – avete il dovere di restituire qualcosa, avete un debito verso i cittadini e la responsabilità di pagare le tasse. È questo il prezzo che paghiamo per vivere in una società civile”.

 

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LA SCHEDA: CHI È THERESA MAY

 

La Capital Group, con sede a Los Angeles, controlla qualcosa come 1,4 trilioni di asset e detiene partecipazioni rilevanti in diverse grandi aziende, tra cui i produttori di armi della Lockheed Martin, il gigante del tabacco Philip Morris International, la banca d’affari JP Morgan Chase (quella coinvolta nella speculazione finanziaria che portò alla crisi del 2008) e grandi case farmaceutiche come la Merck & Co. “Philip è un relationship manager. È in contatto con le organizzazioni e le istituzioni nel Regno Unito, per assicurarsi che i clienti siano soddisfatti del servizio che viene fornito da Capital Group e che noi abbiamo capito i loro obiettivi. Non è coinvolto con le nostre attività di ricerca d’investimento o nella gestione di portafogli”, ha riferito un portavoce del gruppo al quotidiano The Indipendent.

 

 Secondo i documenti depositati a partire dal 31 marzo di quest’anno, dice ancora The Indipendent ripreso da Russia Today, la Capital Group attraverso le sue varie divisioni e fondi possiede almeno 32 milioni di azioni di Amazon, pari al 6% dell’intera quota, per un valore di circa 20 miliardi di dollari. Dunque, Capital Group è, di fatto, uno dei maggiori azionisti di Amazon (possiede anche circa 9 miliardi di dollari in azioni di Philip Morris International, 2,7 miliardi in azioni Starbucks, 7 miliardi di JP Morgan Chase, 5 di McDonald, 6,6 di Lockheed Martin e 1,5 miliardi di Ryanair), accusata di evadere le tasse inglesi.

 Insomma, non proprio una bella pubblicità per la famiglia May e di certo non un fatto rassicurante sull’imparzialità di chi si appresta a governare il Paese che, soprattutto dopo la Brexit, dovrà far fronte alla fuga di capitali stranieri e alla gestione delle tasse nazionali.

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