Il M5S espelle i dissidenti. Il partito va in pezzi
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Il M5S espelle i dissidenti. Il partito va in pezzi

Cacciati 4 senatori mentre altri 6 minacciano di andarsene. Il racconto della giornata nera del partito di Grillo - L'ironia di twitter

Il Movimento 5 Stelle sta andando in pezzi. Ieri il gruppo parlamentare grillino al Senato ha visto l’espulsione da parte della rete, con 29mila voti favorevoli e 13mila contrari, dei senatori Francesco Campanella, Lorenzo Battista, Alberto Orellana e Fabrizio Bocchino, i quattro senatori scomunicati nei giorni scorsi da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

REAZIONE A CATENA Altri cinque senatori pentastellati, in segno di solidarietà con i loro colleghi, o meglio in dissenso con il metodo adottato per le espulsioni, hanno annunciato le dimissioni da Palazzo Madama, e così anche Maria Mussini, Alessandra Bencini, Maurizio Romani, Laura Bignami e Monica Casaletto  stanno per lasciare il Movimento. Mentre la senatrice Chiara De Pietro, anche lei intenzionata a dimettersi dal Senato, ha affidato alla rete la decisione definitiva sulla sua permanenza in Parlamento. In aggiunta a questi dieci, altri cinque senatori pentastellati stanno meditando l’abbandono del gruppo 5 stelle a Palazzo Madama. Ma non è finita, infatti ci sono ulteriori 15 senatori in profondo dissenso con i fedelissimi di Grillo e Casaleggio che sono ancora nel gruppo senatoriale.

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CRISI Così se tutte le dimissioni annunciate si tradurranno in atti concreti il gruppo dei 5 Stelle al Senato si troverà con 40 senatori, di cui solo 25 in perfetta sintonia con Casaleggio e Grillo mentre gli altri 15 sembrano intenzionati a dare filo da torcere ai due padri fondatori. Il motivo di tanta acredine, spiegano dei senatori grillini che vogliono restare anonimi, è che “l’assemblea che ha deciso di far votare alla rete l’espulsione di Orellana, Bocchino, Bocchino e Battista non era legittimata a farlo”. In più denunciano che non sono stati resi noti i nomi dei senatori che hanno firmato la richiesta di sottoporre i quattro colleghi alla procedura di espulsione.

LA GIORNATA Veniamo alla cronaca della giornata. Nel pomeriggio di ieri si sono riuniti tutti i senatori grillini per fare il punto della situazione e lì sono riusciti a scoprire i nomi di alcuni dei firmatari, “perché non tutti – spiegano alcuni senatori del movimento - hanno avuto il coraggio di ammetterlo”. E lì hanno scoperto che i promotori dell’espulsione dei quattro colleghi sono stati alcuni senatori del cerchio magico di Grillo e Casaleggio, cioè Laura Bottici, Bruno Marton e Carlo Martelli.

Ma la riunione che doveva servire a rasserenare gli animi è finita bruscamente quando Battista ha detto al capogruppo al Senato, Maurizio Santangelo, “visto che per espellermi avete violato le regole, chiama Grillo e digli di ricominciare la procedura per la mia espulsione”, ma il capogruppo lo ha invitato ad andarsene. A quel punto la riunione si è sciolta bruscamente e alcuni dei senatori più vicini a Grillo hanno contattato l’ex comico per convincerlo a bloccare la procedura di espulsione ma non c’è stato nulla da fare e alle 19 è arrivato il risultato sull’espulsione dei 4 senatori.

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Dopo di che c’è stata una nuova riunione dei senatori grillini per convincere a desistere almeno i 5 che hanno annunciato le loro dimissioni dal Senato. Nelle stesse ore, comparivano a Palazzo Madama anche due deputate fedelissime di Grillo, come Roberta Lombardi e Laura Castelli che però non andavano alla riunione dei senatori. Nel frattempo anche alcuni deputati del Movimento si sono riuniti per decidere sulla loro permanenza nel gruppo alla Camera. A notte fonda le riunioni vanno ancora avanti e intanto in casa 5 stelle c’è chi fa già i conti per vedere quanti soldi del gruppo si perderanno a causa dell’uscita dei colleghi.  

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