Dov'è la "cultura" di governo di Fassina?
Dov'è la "cultura" di governo di Fassina?
News

Dov'è la "cultura" di governo di Fassina?

Ieri, a Ballarò, il viceministro all'Economia ha fatto più di una "gaffe", mostrando tutti i limiti della nostra politica

Ancora Italia-Germania. Sì, il confronto di questi giorni è illuminante circa il destino di questo sciagurato paese, dico l’Italia, se paragonato a quello dei nostri cugini tedeschi. Nel frammentato dibattito che si coglie da noi alla tv, percepisco frasi che lì per lì neppure mi colpiscono più, tanto la Babele è normale, ordinariamente caotica. Voglio dire: sento baggianate incredibili, delle quali mi accorgo solo dopo. Non credo alle mie orecchie. 

Metti Stefano Fassina, il viceministro dell’Economia “in quota Pd”, a Ballarò. Ascoltandolo mi torna alla mente un’espressione: “cultura di governo”. Perché lui me ne fa sentire la nostalgia. Che cosa dice Fassina? In sintesi:

“Parlo da singolo, in qualità di me stesso. Potrò pur esprimere una mia idea personale…”. E spiega che bisogna rivedere la decisione del (suo) governo sull’abolizione dell’Imu, restaurandola per il 10 per cento dei proprietari, cioè i ricchi (anche quelli che hanno investito i risparmi di una vita nell’unica casa di proprietà e ci abitano o la affittano). Ovvio che la sua è un’opinione. Il parere di un singolo. “Ho la mia autonomia”

Intanto, a Fassina sfugge la possibilità di tagliare la spesa, la sua unica preoccupazione è far tornare i conti aumentando le tasse. Facile facile: o tasso la casa o tasso i consumi, o tasso la benzina o le birre o i bot. Da qualche parte c’è sempre e comunque una tassa da mettere, mai un taglio da fare. Ma ancora più grave è l’incertezza che le personali opinioni del “cittadino Fassina” generano (smentendo le decisioni prese dal governo qualche giorno prima) nelle famiglie che non sanno più su quale plafond contare e, soprattutto, nelle imprese.

“Cultura di governo”. È davvero sorprendente il siparietto tra Fassina e la contendente del Pdl, Anna Maria Bernini a Ballarò. Quest’ultima insiste che la legge Severino non è stata approvata così com’è dal Parlamento, ma dal governo. Fassina, il viceministro Fassina, obietta che non è vero perché “le leggi le fa il Parlamento”. Forse non sa che cos’è una legge delega, cioè quel tipo di legge che delega al governo la funzione legislativa… Insomma, il cittadino nonché viceministro Fassina non conosce i decreti legislativi. 

Ma la Germania, mi chiederete, che cosa c’entra? C’entra, c’entra… Si è appena votato e Angela Merkel, che ha vinto ma non nella misura che le consentirebbe di governare da sola o col vecchio alleato liberale, è già al lavoro per concordare con gli avversari socialdemocratici una qualche forma di “grossa coalizione” bilanciata secondo i rapporti di forza. Non si è mica messa a fare scouting come Bersani tra gli estremisti di destra o di sinistra pur di racimolare qualche voto sparso di opportunisti voltagabbana e restare aggrappata alla poltrona della Cancelleria. E i socialdemocratici, da parte loro, ragionano su quanto potranno ottenere nel negoziato con la Merkel e la Cdu-Csu, ma non si sognano certo di affossare il governo e il paese rifiutandosi alla collaborazione. 

Cultura di governo contro scouting. Ignoranza della Costituzione contro senso dello Stato. Italia-Germania. Fassina e la Merkel. Parliamone…  

Ti potrebbe piacere anche

I più letti