Edoardo Frittoli

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Mercoledì 20 settembre 2017 i mezzi bianco-verdi della Guardia Civil hanno circondato le sedi dei ministeri della Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, sequestrando documenti relativi al referendum sull'indipendenza catalana programmato per il prossimo mese di ottobre e dichiarato incostituzionale da Madrid, accendendo la protesta dei sostenitori della trasformazione della regione in nazione autonoma, idea sviluppata lungo un secolo e mezzo di storia della Catalogna.

GLI ALBORI

Il sentimento nazionalista catalano si sviluppa rapidamente partire dalla seconda metà del XIX secolo, quando nella regione si sviluppa la prima industrializzazione di una Spagna prevalentemente rurale ed arretrata. Nascono i movimenti culturali e linguistici a guida neoborghese che sospingono l'idea di una nazione politicamente ed economicamente autonoma da Madrid.

Nel 1901 viene fondata la Lega Catalana Regionalista (Lliga Regionalista) sotto il cui leader conservatore Enric Prat de La Riba, la Catalogna godette di una limitata forma di indipendenza amministrativa, spezzata dall'avvento della dittatura del premier Miguel Primo de Rivera, che nel 1925 soppresse le libertà locali conquistate nel primo ventennio del secolo XX.

Durante gli anni della Lliga erano fioriti all'interno dell'indipendentismo le frange anarco-socialiste di origine operaia che si scontrarono presto con la borghesia industriale la quale, spaventata da una possibile rivoluzione di stampo bolscevico, accettò la dittatura di Madrid. La caduta di Primo de Rivera e l'abolizione della monarchia fece rivivere l'autonomismo per un breve periodo sino allo scoppio della Guerra Civile Spagnola nel luglio del 1936. La Catalogna fu il cuore delle forze repubblicane e delle milizie istitutite dai partiti di sinistra, dai sindacati  e dagli anarchici. Tuttavia nel periodo della guerra contro i nazionalisti di Francisco Franco si verificarono gravi tensioni tra le forze catalane, che sfociarono in conflitti aperti indebolendo il fronte e permettendo al generalissimo di sfondare il fronte dell'Ebro dilagando in Catalogna tra il 1938 ed il 1939.

UNA REPRESSIONE LUNGA 40 ANNI

Da Madrid, il lunghissimo regime di Franco attuò una durissima repressione di ogni forma di autonomia della Catalogna, generando l'esilio di molti attivisti catalani tra quelli che riuscirono a sfuggire al carcere o alla fucilazione. Ogni utilizzo della lingua e della cultura catalana fu severamente vietato.

Il lungo silenzio dell'autonomia iniziò a rompersi alla fine degli anni '60, quando il miglioramento delle condizioni economiche della regione e il nuovo turismo di massa fecero di Barcellona il centro del rinnovamento oltre che il cuore della nuova industrializzazione iberica.

LA RINASCITA DELLA GENERALITAT E IL GOVERNO AUTONOMO

Alla morte di Franco nel 1975 seguì due anni dopo la rifondazione del governo regionale catalano, la Generalitat. Nel 1978 la nuova Costituzione spagnola riconosce l'esistenza di diverse comunità nazionali, iniziando di fatto il processo di regionalizzazione. Per la Catalogna lo statuto autonomo arriva l'anno successivo, che introduce ufficialmente il bilinguismo.

Il centro-destra è il primo schieramento a guidare la Generalitat con l'elezione del suo leader Jordi Pujol, che guiderà il parlamento catalano fino al 2003, passando per il periodo aureo simboleggiato dalle Olimpiadi del 1992.

Dopo 23 anni, il centrodestra cede il passo nelle elezioni regionali ad una coalizione di sinistra che comprende Socialisti, Sinistra rivoluzionaria e Verdi. Il presidente è il socialista Pasqual Maragall, seguito tre anni dopo dal compagno di partito Jose Montilla.

Nel 2006 la prima riforma dello Statuto regionale entra in vigore, ampliando l'autonomia amministrativa e quella finanziaria della Catalogna. Per la prima volta nella storia, lo Statuto riporta la dicitura "nazione" ad identificare il territorio catalano.

LA CRISI

La recessione mondiale investe la Spagna a partire dal 2009. L'acuirsi del dissesto finanziario e della depressione occupazionale rinfocolano i sentimenti indipendentisti-separatisti che si traducono in una serie di referendum esplorativi sull'indipendenza della Catalogna. Il potere centrale di Madrid reagisce alle spinte separatiste con la sentenza della Corte Costituzionale spagnola del 2010, che di fatto giudica incostituzionale l'identificazione della Catalogna come nazione autonoma, negando inoltre la supremazia del catalano nel bilinguismo locale. Ritornato il centro-destra al potere, la crisi costringe la Generalitat a richiedere un prestito di oltre 5 miliardi di Euro al governo di Madrid. Nel settembre dello stesso anno i nazionalisti scendono in piazza portando con sè 1,5 milioni di Catalani a richiedere l'indipendenza cogliendo l'occasione del malcontento per l'accresciuta pressione fiscale da parte di Madrid. Il premier Mariano Rajoy respinge le richieste del governatore catalano Artur Mas, negando la possibilità di una più ampia indipendenza fiscale della regione.

L'ESCALATION DELLA TENSIONE E I REFERENDUM

La tensione tra i nazionalisti sale alle stelle. Alla fine dell'anno si prepara il terreno per l' idea di un referendum sulla secessione dalla Spagna, che è respinto nuovamente dalla Corte Costituzionale di Madrid. Dopo la decisione, il governo catalano di Artur Mas cerca di ammorbidire la tensione virando momentaneamente su un referendum non vincolante sul tema dell'indipendenza. Il voto popolare si esprime nel novembre del 2014. L'80% vota per l'indipendenza.

Le tensioni aumentano esponenzialmente dal 2015 quando al governo della Generalitat sale un governo a maggioranza separatista, che in breve emette una risoluzione a supporto della secessione, subito bloccata da Madrid. Nel gennaio 2016 alla guida della Generalitat vi è l'ultra indipendentista Carle Puigdemont, che nel giugno 2017 indice un nuovo referendum in programma per l'ottobre successivo. Il 20 settembre nuclei della Guardia Civil hanno fatto irruzione nelle sedi dei ministeri catalani sequestrando documenti sul referendum in programma e procedendo all'arresto di 14 funzionari. Gli scontri di piazza con la Guardia Civil hanno segnato la più grave tensione tra Madrid e Barcellona dai tempi della Guerra Civile.

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