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Catalogna verso la secessione. Rajoy non ci sta

Il governo ricorrerà al corte costituzionale per annullare la risoluzione con cui oggi il Parlamento dela Catalogna ha avviato il processo

Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha confermato che il governo centrale di Madrid ricorrerà alla Corte Costituzionale per ottenere l'annullamento della risoluzione con cui oggi il Parlamento regionale della Catalogna ha ufficialmente avviato il processo di secessione: un provvedimento, ha avvertito il premier nel corso di una conferenza stampa, che "non avrà alcuna conseguenza".

Rajoy ha riferito di aver dato ordine agli organi competenti di predisporre l'impugnazione per manifesta incostituzionalità: "La sottoscriverò e solleciterò l'immediata sospensione di questa iniziativa e di ogni suo effetto. Questo è il primo passo", ha osservato. "Vorrei proprio che fosse anche l'ultimo. Nessuno sarà costretto a scegliere la sua nazionalità nè dovrà sentirsi abbandonato", ha aggiunto. "Utilizzeremo tutti i mezzi messi a disposizione dallo stato di diritto".

Quindi ha fatto sapere che per dopodomani è già stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri. Il presidente catalano uscente Artur Mas ha chiesto al parlamento di Barcellona di essere rieletto per una fase "costituente" di 18 mesi in cui costruire il futuro "stato catalano". Mas ha anche attaccato il governo del premier di Madrid, Mariano Rajoy, accusando il potere spagnolo di esprimere "orgoglio imperiale".

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