Esteri

Storia degli amici argentini uccisi nell'attentato di New York

Chi erano le vittime del gruppo di Rosario che, sulla pista ciclabile del lungo-Hudson a Manhattan, sono state travolte dal furgone guidato dal terrorista

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Chiara Degl'Innocenti

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Otto ex compagni di scuola di un istituto tecnico di Rosario, Argentina, per festeggiare la loro amicizia, e il diploma ottenuto 30 anni prima, fanno un viaggio a New York. Un giovane uzbeko celebra la morte e, in nome dell’Isis, con un furgone a New York uccide cinque di loro, oltre a un'altra turista belga e altre due persone. È il giorno di Halloween, il giorno di un altro attentato che colpisce la metropoli americana.


Chi sono le vittime

Nel viaggio verso la Grande Mela il gruppo di amici vuole pianificare il proprio futuro, vuole rivivere i tanti ricordi del passato. Del gruppo di rosarinos fanno parte infatti anche altri sopravvissuti per miracolo, anche se uno di loro, Marin Marro, è ricoverato in un ospedale di Manhattan. Lui è argentino ma vive e lavora a Boston. Poi ci sono le vittime: Hernan Mendoza, Diego Angelini e Hernan Ferruchi, tutti architetti. Ariel Erlij, 48 anni, invece è un riconosciuto imprenditore e proprietario di un acciaieria a Rosario, 300 chilometri a nord di Buenos Aires.. È il più facoltoso di tutti e per questo ha deciso di pagare il biglietto aereo di alcuni suoi amici che non potevano permetterselo.

Il viaggio a New York

Per tutti il viaggio ha il gusto della gita, è un giro di una settimana realizzato dopo un anno di preparativi che riporta gli amici indietro nel tempo. Così partono insieme dall'aeroporto di Rosario per raggiungere New York, dopo aver visitato Boston, dove vive Marro. A New York, sempre insieme, decidono di fare una passeggiata in bicicletta nell'area ciclabile a Lower Manhattan dove però vanno incontro alla morte.

L'impatto mortale con il furgone

Un furgoncino bianco guidato dal killer, Sayfullo Saipov sembra fuori controllo, invade la ciclabile alle 15.05 del 31 di ottobre. Falcia le persone. Le prime notizie fanno sapere che cinque delle otto vittime erano argentine. Poco dopo arriva anche la conferma del ministero degli Esteri, che dà i loro nomi: Hernan Mendoza, Diego Angelini, Alejandro Pagnucco, Ariel Erlij e Hernan Ferruchi. Sono gli amici di Rosario diplomati nell'87.


Il racconto del sopravvisuto alla moglie

A raccontare quegli attimi di follia a Manhattan è stato uno dei superstiti, Ariel Benvenuto, che ha telefonato alla moglie Cecilia per avvisarla della tragedia e dirle che lui invece era vivo, si era salvato. "Volevano fare una passeggiata nella zona di Central Park e poi arrivare fino al ponte di Brooklyn, ha detto la donna all’Ansa.

Nel momento dell'attacco erano divisi in due gruppi di cinque: è toccato a quelli che si trovavano più sulla destra. "Mi ha detto che il furgone correva a 150 km orari e che gli è passato vicinissimo, a 20 centimetri. Ariel si è girato, ha visto il veicolo e gli amici sparsi in terra. Ha subito capito la gravità della situazione perché il furgone è letteralmente passato addosso al gruppo. Chi lo guidava continuava ad accelerare".


Chi si è salvato, chi è rimasto a casa

Tra gli studenti diplomati a Rosario, che oggi ha disposto tre giorni di lutto, c'erano anche Jorge Nid e Ricardo Berlot: dovevano far parte del gruppo di New York, poi hanno lasciato perdere. Nid oggi ha raccontato alla stampa che ad avvisarlo del dramma è stato Ivan Brajkovic, un altro dei sopravvissuti. L'imprenditore Ariel Erlij era stato tra i più attivi nell'organizzare il viaggio. Oltre ad aver pagato i biglietti di alcuni degli amici aveva fatto stampare la scritta 'Libre' nella maglia che tutti gli ex studenti indossavano nella foto scattata a Islas Malvinas di Rosario, prima di imbarcarsi, per New York. Come tanti degli altri ex ragazzi del Politecnico Ariel, aveva dei figli. Quello del gruppo argentino è stato lo stesso destino della 31enne belga Ann-Laure Decadt, mamma di due bimbi di 3 anni e di 3 mesi: anche lei stava visitando la città in bicicletta fino al momento in cui è finita travolta dalla follia del killer.

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