Redazione

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Ci sono almeno 68 bambini tra le 126 persone rimaste uccise nell'attentato-kamikaze contro un convoglio di pullman che portava via persone sfollate da due località a maggioranza sciita, in Siria. Una strage. È questo l'ultimo dato che arriva dall'Osservatorio siriano per i Diritti Umani, in merito all'attentato compiuto sabato a Rashidin, alla periferia di Aleppo.

Secondo l'ong, nell'attentato sono morte 126 persone, di cui la gran parte, 109, erano abitanti delle citta di Foua e Kefraya, le due località filo-regime che venivano evacuate; il resto delle vittime erano ribelli a guardia del convoglio ed operatori umanitari.

Cosa è successo
L'attentato è avvenuto a Rashidin dove si incrociano i convogli di pullman provenienti da quattro località siriane assediate e che sono gradualmente svuotate in base a un accordo per ragioni umanitarie tra gli Hezbollah libanesi e l'ala siriana di al Qaida.

Secondo le ricostruzioni concordanti dei media locali, l'esplosione è stata causata da un pick-up bomba guidato da un attentatore suicida che era sul posto per distribuire cibo e bevande alle centinaia di persone che sostavano a Rashidin da questa mattina. Sembra stesse distribuendo anche caramelle proprio per attirare i bambini prima di farsi esplodere.

I soccorsi
Per soccorrere i numerosi feriti sono state usate anche ambulanze messe a disposizione per completare l'evacuazione dalle varie città assediate, tra cui mezzi di soccorso affidati all'ala siriana di al Qaida, che è parte integrante dell'accordo raggiunto con gli Hezbollah e con la mediazione di Iran e Qatar.

Le immagini video diffuse dai media dal luogo dell'attentato mostrano diversi corpi senza vita a terra, numerose auto in fiamme, scene di disperazione e urla dei feriti e dei soccorritori.


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