Redazione

-

Il giovane Mohamed Ataya, 31 anni, soprannominato "Abu Maher", prima dell'inizio della guerra in Siria era un calciatore professionista. Ancora oggi vive ad Arbin, una città controllata dai ribelli anti Assad, situata alla periferia della capitale Damasco, nella regione orientale di Ghouta, che nel corso degli ultimi sei anni è stata sistematicamente bombardata dalle forze governative.

Sul tetto di quella che era la sua casa, tra le rovine degli edifici circostanti distrutti, Abu Maher ha deciso di nutrire quel che resta della sua speranza, realizzando uno spazio verde in cui produce sementi da vendere al mercato. Il fotografo Amer Almohibany dell'Agence France-Presse lo ha immortalato lo scorso 3 marzo in questi scatti dalla forte valenza simbolica: eccolo al lavoro nella sua piccola macchia di verde in mezzo al grigio della distruzione, che racconta il potere della resilienza e dello spirito di sopravvivenza.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

“Boots on the ground”. I Marines Usa in Siria per marciare su Raqqa

C’è voluto Donald Trump per mettere fine all’indecisione. Le truppe statunitensi sono ora ufficialmente schierate in Siria contro l'Isis

I bambini siriani: fotografia delle ferite "invisibili" della guerra

Save The Children denuncia: in 5,8 milioni hanno bisogno di aiuto. Smettono di parlare, tentano il suicidio. Vogliono morire per trovare in Paradiso un letto e un pasto caldo

Siria: la cruenta controffensiva dell'Isis

Dopo la perdita di Al Bab, nel governatore di Aleppo, lo Stato islamico risponde con due stragi terroristiche che fanno 50 morti

Siria, Amnesty: le impiccaggioni degli oppositori di Assad

Tredicimila esecuzioni, decine di migliaia di morti: la descrizione di Saydnaya, il carcere per dissidenti, nell'ultimo report choc dell'organizzazione umanitaria

Commenti