Esteri

Perché Trump ha licenziato il capo dell'Fbi, James Comey

Ha gestito male l'emailgate di Clinton, dicono alla Casa Bianca. Ma la vera causa sta nelle indagini sulle relazioni dell'amministrazione con la Russia

Il direttore dell'Fbi James Comey (sx), e il direttore della National Security Agency, Mike Rogers

Luigi Gavazzi

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha licenziato in tronco martedì 9 maggio il direttore dell'Fbi, James Comey.

Il motivo dichiarato dal presidente in una lettera, è: "Apprezzo che tu mi abbia detto in tre diverse occasioni che non sono indagato, tuttavia secondo me non sei in grado di guidare l'Fbi".

Russiagate

La notizia ha colto di sorpresa  Washington e gli Stati Uniti e rischia di creare una grave crisi istituzionale. Infatti l'Fbi di Comey stava scavando a fondo nel Russiagate che coinvolge l'amministrazione Trump.

Qualche ora prima la notizia del licenziamento di Comey, la Cnn aveva avuto informazioni su ulteriori indagini dell'Fbi relative a Michael Flynn e ai legami fra gli uomini di Trump e la Russia. Flynn era il consigliere per la sicurezza nazionale rimosso da Trump il 13 febbraio 2017, perché aveva mentito sui contatti avuti con il governo russo prima dell'insediamento del nuovo presidente.

Ovviamente la Casa Bianca attraverso i portavoce nega che l'attacco a Comey sia legato all'indagine sul Russiagate, a proposito del quale una commissione del Senato sta tenendo delle audizioni per chiarire soprattutto la posizione di Flynn e cosa Trump sapesse delle attività di interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016.

Il motivo vero, dice Trump, riguarda il modo in cui Comey ha gestito le informazioni relative all'uso dei server di posta privata da parte dei Hillary Clinton, che hanno segnato soprattutto gli ultimi giorni di campagna elettorale, e che, secondo molti osservatori hanno influito pesantemente sull'esito delle elezioni: come dire Comey aveva agevolato il cammino di Trump.

Comey ha saputo del licenziamento mentre a Los Angeles stava parlando a un gruppo di dipendenti dell'Fbi. I televisori alle sue spalle hanno lanciato le breaking news dei network che riportavano la notizia.

Nixon e il Watergate

Ai media e a molti politici a Washington non sfuggono le analogie fra il licenziamento di Comey - impegnato nelle indagini sul Russiagate di Trump - e il brutale licenziamento deciso da Nixon nell'ottobre del 1973, di Archibald Cox, il procuratore speciale che stava indagando in aspetto decisivo dello scandalo Watergate.

Attacco all'indipendenza dell'Fbi

Comey era al terzo anno del suo mandato di direttore dell'Fbi che dura dieci anni. I
ll lungo mandato è istituzionalmente importante perché contribuisce a rendere indipendente il direttore dell'Fbi da un presidente che non dovesse gradire chi o cosa l'Fbi decide di indagare. 
È dunque uno dei tanti contrappesi istituzionali al potere del presidente, che rendono così salda la democrazia liberale americana.
Un intervento così forte sull'Fbi mentre sta indagando Trump e i suoi, rivela secondo Benjamin Wittes e Susan Hennessey di  Lawfare blog, un tentativo di limitare l'indipendenza del Bureau. Anche se formalmente non è illegale l'atto di Trump.

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