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Esteri

Parigi, due italiani nell'inferno del Bataclan

C'erano anche due ragazzi di Senigallia nel locale dove i terroristi hanno sterminato almeno 70 spettatori

Di Riccardo Paradisi

Alla mattanza del Bataclan – oltre settanta morti giustiziati dai colpi dei terroristi dell’Isis - sono scampati due italiani di Senigallia (Ancona): i quarantenni Massimiliano Natalucci e Laura Apolloni.

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L'allarme del padre

A dare l’allarme immediato, nella stessa Senigallia, è stato Massimo Natalucci il padre di Massimiliano che sconvolto entra a mezzanotte in un ristorante del lungomare di Senigallia per chiedere consiglio al titolare, un amico. È terrorizzato, cerca una parola, una soluzione. Ha parlato con il figlio al telefono prima del concerto, sa che Massimiliano è lì dentro, ostaggio dei boia dei terroristi che con un’azione coordinata stanno seminando la guerra nella capitale francese.

 


Con Massimiliano c’è Laura Apolloni, una sua amica, anche lei di Senigallia: sono andati al Bataclan per ascoltare un concerto rock e si trovano inghiottiti in uno scenario di guerra.

L'angoscia dei parenti davanti alla tv

Intanto i parenti dei due seguono al telegiornale l’evoluzione dei fatti: apprendono dai cronisti, in diretta tv, che i miliziani dell’Isis hanno cominciato a sparare sugli ostaggi. Un tiro al bersaglio mirato, preciso: li stanno ammazzando uno a uno. Le forze speciali francesi decidono di fare irruzione al Bataclan. Sono ore, minuti di terrore puro. Massimo Natalucci cerca di mettersi in contatto con l’unità di crisi della Farnesina per avere un’informazione, un consiglio: è un modo come un altro per sedare un senso di impotenza devastante.

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Il silenzio delle autorità italiane

Le autorità italiane e i Tg per tutta la notte non saranno in grado di dire che ci sono anche degli italiani al Bataclan, anzi si tende ad escluderlo. Le forze francesi irrompono nel locale all'una del mattino, uccidono tre terroristi, ma i morti sul pavimento si contano a decine. Il terrore dei parenti e degli amici  dei due senigalliesi si moltiplica, si teme il peggio. Poi cominciano ad arrivare per via privata notizie più rassicuranti. Massimiliano riesce a comunicare con la famiglia: è salvo, ha qualche piccola escoriazione ma è vivo. Per miracolo: uno dei terroristi era a quattro metri da lui mentre sparava sugli ostaggi. Anche Laura Apolloni è viva ma è ferita a una spalla, è ricoverata in un ospedale parigino, le sue condizioni non sembrano particolarmente gravi. Non c’è bisogno di attendere che l’Isis colpisca in Italia. Ha già colpito.

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