Esteri

Migranti: l'accordo Ue-Africa spiegato bene

Al centro, la creazione di una task force congiunta con l'ONU per gestire rimpatri e reintegro dei migranti e la ricollocazione dei richiedenti asilo

Africa-Ue-Onu

Una donna africana davanti al cartello del summit Ua-Eu in Costa d'Avorio - 29 novembre 2017 – Credits: ISSOUF SANOGO/AFP/Getty Images

Il quinto vertice Ue-Unione Africana che si è svolto ad Abidjan in Costa D'Avorio ha avuto due grandi temi all'ordine del giorno: il problema della gestione dei flussi migratori verso l'Europa e la sicurezza e la lotta al terrorismo.

Le decisioni per i flussi migratori

Sul tema della gestione dei flussi migratori il summit ha portato un primo importante risultato: la volontà espressa di UE e UA, in collaborazione con l'ONU, di creare una task force congiunta per la gestione del fenomeno migratorio dall'Africa verso l'Europa con un'attenzione particolare alla Libia, accelerando i rientri volontari assistiti nei Paesi d'origine e le ricollocazioni dei richiedenti asilo.

Coordinata dall'Onu e dal segretario generale Antonio Guterres, la riunione con il Presidente della UA Moussa Faki Mahamat, con quello della Ue Jean Claude Juncker e con l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha trovato tutti uniti su un obiettivo: proteggere i migranti, tentare di smantellare le reti di trafficanti di esseri umani (la tratta di schiavi denunciata dalla CNN ha acceso l'attenzione sul tema), aiutare soprattutto i libici a gestire i campi profughi e sgomberare i campi di detenzione illegali.

"Esprimiamo il nostro forte impegno politico per affrontare le cause profonde del fenomeno", si legge in una delle ultime bozze del testo, che auspica uno spirito di "responsabilità condivisa" e sottolinea l'importanza di "rispettare e applicare in pieno il diritto internazionale per quanto riguarda il ritorno e la riammissione dei nostri cittadini".

Principi, sottolinea il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani parlando con l'ANSA, che "ora devono trasformarsi in un'azione forte e concreta. È il momento di passare dalle parole ai fatti".

In particolare:

  • I rimpatri: l'obiettivo è svuotare i campi libici con 15 mila rimpatri entro la fine di gennaio. Il costo sarò a carico della UE che ha già stanziato 100 milioni di euro ed è pronta a stanziarne altri 50.
  • Il reintegro: l'obiettivo è lavorare al reinserimento dei migranti nei loro paesi di origine per fare in modo che non tornino a cercare fortuna altrove.
  • La ridistribuzione: 50 mila richiedenti asilo, invece, saranno distribuiti in Europa.

Il summit ha rappresentato anche la tappa conclusiva del viaggio africano del nostro Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che, da un lato, ha sottolineato i "risultati straordinari" nella riduzione dei flussi migratori verso l'Italia, dall'altro ha invitato a una maggiore condivisione, anche finanziaria, del problema. Sul punto, i big europei sono apparsi unanimi. "È chiaro che le migrazioni sono una responsabilità congiunta" tra Unione europea e Unione Africana, ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

A testimonianza di quanto sia ritenuto importante il tema in Germania, la cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata in Costa d'Avorio nonostante le fibrillazioni per la formazione del suo governo. L'Unione europea, ha assicurato, vuole lavorare più strettamente con l'Africa per affrontare il fenomeno delle migrazioni.

Le decisioni sulla sicurezza

Sul tema della sicurezza e della lotta al terrorismo, invece, l'Unione Europea ha deciso di sostenere il G5 africano, una forza militare composta dall'esercito di Niger, Mali, Mauritania, Burkina Faso e Ciad. Da subito saranno i soldati francesi a fare la loro parte coordinando le operazioni europee contro le minacce di Al Quaeda e di altri gruppi jihadisti in Nord Africa.

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