Redazione

-

14 novembre 2016 - Sono oltre 50 le città degli Stati Uniti nelle quali si sono manifestati cortei e manifestazioni di protesta contro Donald Trump e la sua elezione a presidente degli Stati Uniti dell'8 novembre.

Anche domenica le proteste non si sono fermate, e siamo al quinto giorno consecutivo.

I centri principali delle manifestazioni sono ancora New York City, in particolare a Manhattan, nelle vicinanze della Trump Tower e, sulla costa occidentale a Portland, nell'Oregon. In questa città sono stati almeno 70 gli arresti in questi cinque giorni di manifestazioni.
Un migliaio di persone hanno manifestato anche a San Francisco, in California, così come nella baia di Oakland.

11 novembre 2016 - Non si fermano le proteste contro Donald Trump presidente. Dopo i 100 arresti di ieri, questa notte altre 29 persone sono state fermate a Portland in Oregon, come riportato dalla Polizia della città che ha iniziato a sparare pallottole di gomma e a usare spray al peperoncino per disperdere una manifestazione finita in rivolta. Oltre 4.000 persone sono scese in piazza per protestare contro l'elezione del tycoon a presidente degli Stati Uniti e la polizia ha minacciato di arrestare chiunque si allontani dall'area concessa per la manifestazione.

- LEGGI ANCHE: 5 motivi che spiegano l'elezione di Trump
- LEGGI ANCHE: Gli errori dei sondaggi (e della stampa)
- LEGGI ANCHE: Tutti i presidenti Usa della storia
- LEGGI ANCHE: Chi è il popolo che ha scelto Trump
- LEGGI ANCHE: Quale America ha vinto e quale ha perso

In due giorni le proteste hanno attraversato tutte le grandi città americane, almeno 25. A New York la polizia ha arrestato almeno 30 persone che manifestavano davanti alle Trump Tower sulla Fifth Avenue e a Columbus Circle. A Los Angeles a finire in carcere 15 manifestanti, a Chicago 13. A Oakland, in California, le proteste più dure con 6mila persone che hanno paralizzato il traffico lanciando oggetti contro la polizia in assetto antisommossa, bruciando rifiuti e rompendo finestre dei negozi. Gli agenti hanno risposto lanciando gas lacrimogeni sui manifestanti. Secondo quanto diramato dalle autorità locali alcuni poliziotti sono rimasti feriti.

Tra gli slogan cantati dalla folla "Not my President" e "Hey Hey Ho Ho Donald Trump has to go".

In migliaia, nonostante la pioggia, già la notte del 9 novembre, si sono radunati a Union Square e hannno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove si trova l'abitazione del nuovo presidente Usa. Alcuni hanno anche bruciato maschere ed effigi che rappresentavano il volto del nuovo presidente degli Stati Uniti.


Paralizzato per ore il traffico nella zona. Tensione ed arresti anche a Columbus Circle, all'ingresso Nord di Central Park, dove si trova il grattacielo del Trump Hotel. Tutta l'area dove si trova la residenza del nuovo presidente, uno dei cuori pulsanti dello shopping e del turismo a Manhattan, è blindatisssima. I voli sopra la zona sono stati vietati.

L'isolato della Trump Tower è circondato da camion anti-bomba pieni di sabbia e da decine di agenti alcuni in tenuta antisommossa.

Nel centro di Chicago, circa 1.800 persone si sono radunate invece davanti al Trump International Hotel e Tower gridando "No Trump. No Ku Klux Klan, No razzismo in Usa". La polizia di Chicago ha chiuso le strade intorno al centro bloccando il corteo dei manifestanti.

© Riproduzione Riservata

Commenti