Michele Zurleni

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La navigazione è a vista. Ed è in mezzo alla tempesta. Alexis Tsipras dovrà usare tutte le sue migliori doti di timoniere per mantenere a galla la sua barca. L'intesa con l'Europa passerà. I voti necessari arriveranno dall'opposizione, Pasok e Nuova Democrazia.

Alla vigilia del voto del parlamento greco sul pacchetto d'accordi, la notizia è che Siryza, il partito di Tsipras si è spaccato. Metà del Comitato Centrale ha votato contro l'accordo. Di fatto, il premier è andato in minoranza. Questo voto potrebbe cambiare gli equilibri dentro il gruppo parlamentare? Sulla carta, almeno una quarantina di deputati erano contrari. Un numero destinato ad aumentare dopo l'esito della riunione del Comitato Centrale? 

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Contro l'intesa
Importanti personalià hanno già fatto sapere di essere assolutamente contrari all'intesa siglata a Bruxelles. La vice-ministra delle Finanze, Nadia Valavani, si è dimessa. Il leader dell'ala radicale del partito,  Pangiotis Lafazanis. il ministro dell'energia, ha detto che non la Grecia non diventerà una colonia tedesca.
Il presidente del parlamento, la pasionaria Zoe Konstantopoulou, ha già annunciato che cederà  temporanemanete il suo scranno al suo vice in modo da poter partecipare alla seduta da semplice deputata e urlare tutto il suo sdegno contro la firma di Tsipras. Davanti al Parlamento, si sono radunati migliaia di sostenitori del No che si sono sentiti traditi dall'intesa di Bruxelles; i sindacati del pubblico impiego sono entrati in sciopero.

Gli alleati
Il primo ministro greco deve governare il suo partito (impresa difficile, come abbiamo visto), il suo governo e la sua coalizione. Anel, il partito alleato - ha forti perplessità sull'appoggio al piano, ma il suo leader Panos Kammenos, ha annunciato che non voterà contro.
"Come in tutti i grandi partiti ci sono tante opinioni. Ci saranno voti contrari all'intesa, ma la maggioranza dei parlamentari voterà a favore dell'intesa. E grazie ai partiti che in passato hanno appoggiato le misure richieste dall'Europa, i provvedimenti passeranno. Poi ci sarà un rimpasto di governo, e forse un esecutivo di minoranza. E' presto per dire se andremo alle elezioni già a settembre". Argiris Panagopulos, portavoce di Siryza in Italia, delinea questo scenario.

Il voto del parlamento greco sancirà la crisi politica del governo di Tsipras. Lui rimarrà con un esecutivo di minoranza che chiederà voti volta per volta.  Il primo ministro non vuole un governo tecnico perché sa che non sarebbe lui a guidarlo. Se nasce un esecutivo di unità nazionale, ci sono altre personalità destinate a prendere il posto di Tsipras.
Per questo lui punta a rimanere in sella almeno per qualche mese e presentarsi alle elezioni come l'uomo responsabile che ha dovuto firmare un'intesa odiosa, ma indispensabile per consentire alla Grecia di rimanere nell'euro. Con questa immagine, punterà a rivincere le prossime consultazioni politiche, alla guida della parte moderata di Siryza.

Funzionerà il suo piano? Troppo presto ora per dirlo. Per adesso sappiamo che il partito è spaccato in due.  L'ex ministro dell'Economia, Yanis Varoufakis, è andato ancora all'assalto di Tsipras. "Quell'intesa è stato come il golpe dei colonelli del'67".

Parole molto forti. La risposta di Argiris Panagopulos è diplomatica solo nella forma. "Varoufakis è una grande economista, ma non è un politico. Siryza non ha mai votato per uscire dall'Euro. Ed è questa la volontà del popolo greco" - dice il nostro interlocutore. Alexis Tsipras sa che almeno il 70% dei greci vuole rimanere nella moneta unica. Punterà su questo per rimanere in sella nonostante il si all'accordo di Bruxelles.

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