Isis: l'Italia è pronta a intervenire in Libia

Ma qualsiasi intervento dovrà essere concordato con il nuovo governo di unità di Tripoli e nel quadro dettato dalle risoluzioni dell'Onu

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Ziltan, Libia, 7 gennaio 2016, camion bomba contro un centro di addestramento della polizia – Credits: Twitter

Per la prima volta, all'indomani della formazione del nuovo esecutivo libico di unità nazionale guidato da Fayez Sarraj e nato con il patrocinio delle Nazioni Unite, l'Italia si dice pronta a intervenire militarmente in Libia, eventualmente a guidare anche l'azione militare, per scongiurare la possibilità di una ulteriore penetrazione dello Stato islamico nell'ex regno di Muhammar Gheddafi. Ma tutto dovrà avvenire su richiesta del governo di Tripoli, nel quadro dettato dalle risoluzioni dell'Onu e concordando qualsiasi azione con gli americani, i quali a loro volta saranno tenuti a fare altrettanto. 

La road map potrebbe concretizzarsi nel giro di due, tre settimane, dopo l'insediamento - previsto per il 29 gennaio - del nuovo governo libico che potrà contare su un ministro della Difesa abilitato, d'accordo col premier, ad avanzare richieste alla comunità internazionale. La preferenza del governo è per una soluzione politica che coinvolga tutte le fazioni libiche. Evitando anche qualsiasi accelerazione militare non concordata. "Mentre si sta facendo di tutto per far nascere un tentativo di governo libico, azioni militari fuori controllo non farebbero che spaccare la società politica libica, portando sostegno all’Is: ogni 100 militanti eliminati ne arriverebbero altre migliaia", ribadiscono Paolo Gentiloni e il sottosegretario all'intelligence, Marco Minniti

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