Esteri

Elezioni in Georgia, perché la vittoria repubblicana è importante per Trump

La sfida elettorale è stata una sorta di referendum sul presidente Usa. Che ha trionfato. E può andare avanti con la sua agenda politica: prima fra tutto, abolizione dell'Obamacare

Donald Trump

Redazione

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Contestato da una parte della cittandinza americana, travolto dallo scandalo del Russiagate che lui accoglie su di sé con la solita faccia sdegnata e di sfida, Donald Trump ha perso appeal presso i propri elettori? Non sembrerebbe. 

I risultati delle elezioni congressuali speciali in Georgia, soprattutto, e in South Carolina consegnano la vittoria ai repubblicani e spargono sale sulle ferite non ancora riemarginatesi dei democratici che, a sette mesi dalla cocente sconfitta alle presidenziali, devono nuovamente riflettere sui loro errori.

Incassano la quarta sconfitta consecutiva da quando Trump è stato eletto. E ora, ancor più di prima, devono trovare la loro anima in vista delle elezioni di metà mandato del 2018.

Le elezioni in Georgia

Al termine di quattro mesi di agguerrita campagna elettorale, la più costosa per un posto in Congresso della storia americana (oltre 56 milioni di dollari), la repubblicana Karen Handel vince le elezioni congressuali speciali nel sesto distretto della Georgia.

Ha avuto la meglio sul giovane democratico Jon Ossoff, 30 anni e tante belle speranze, su cui il partito tanto puntava. Volto nuovo della politica, Ossoff in breve tempo ha raccolto 25 milioni di dollari, giunti da tutti i liberal degli Stati Uniti come segno di rimostranza nei confronti di Trump.

Alla fine la candidata di destra ha vinto con il 52,6% dei voti contro il 47,4% dello sfidante, in un seggio apparso in bilico fino all'ultimo.

La Georgia è un feudo tradizionalmente repubblicano, dal 1979, ma i democratici speravano di rovesciarlo. E invece registrano l'ennesima sconfitta: quest'anno hanno perso tutte e quattro le sfide in cui hanno cercato di conquistare un seggio rivale. Prima ancora non erano riusciti a trasformare da rosso ad azzurro un seggio in Kansas e uno in Montana.

La vittoria repubblicana in South Carolina

Al voto del South Carolina i democratici affidavano meno attese e la sconfitta (per soli 4 punti percentuali) sembra meno pungente. 

Il repubblicano Ralph Norman si aggiudica le elezioni per il seggio alla Camera lasciato vuoto da Mick Mulvaney, nominato dal presidente Trump responsabile del Bilancio. Batte il democratico Archie Parnell.

La vittoria di Norman, in un distretto fortemente repubblicano, era in programma, ma è stata più risicata del previsto grazie all'affluenza elevata degli elettori afroamericani. 

Nuovo vigore per la presidenza Trump

Trump tira un sospiro di sollievo. 

La vittoria in Georgia e in South Carolina sono nuova benzina per la sua amministrazione e la spinta ad andare avanti con la sua ambiziosa agenda politica. I risultati elettorali potrebbero accelerare e rendere più facili gli sforzi dei repubblicani in Senato per l'abolizione dell'Obamacare

Il presidente Trump non nasconde la sua soddisfazione, che al solito affida a Twitter: ''Una grande vittoria di Karen Handel. Siamo orgogliosi di te".

Tweet di gioia anche per l'esito in South Carolina: "Ralph Norman ha corso una gara fantastica per vincere nel 5° distretto del Grande Stato del South Carolina. Siamo tutti onorati dal tuo successo!".

Il fallimento della politica anti-Trump

La sinistra americana credeva di cavalcare l'ondata di opposizione a Trump: sperava nella perdita di approvazione popolare del tycoon e che le accuse di collusione con i russi si traducessero in un appoggio democratico. Hanno cercato "nazionalizzare" la sfida. Senza successo

"Gli elettori vogliono che ci concentriamo sui posti di lavoro e sull'economia", ha detto a Fox News la democratica Cheri Bustos, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato dell'Illinois. "Russia, impeachment... Non sono questioni su cui la gente vuole che ci concentriamo".

I democratici non sono riusciti a connettersi con gli americani che lavorano. La politica anti-Trump non ha pagato. E lo stesso Trump, gongolante, lo scrive ancora su Twitter: "L'ostruzionismo non funziona".

La sinistra ha tradotto questa tornata elettorale in un referendum su Trump. Il verdetto parla chiaro: Trump ha vinto.

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