Esteri

Elezioni Europee: quindici giorni per convincere gli elettori

Scende l'attenzione dell'opinione pubblica sull'immigrazione, cresce su economia e occupazione - mappa interattiva

corte europea

Anna Maria Angelone

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A due settimane dalle europee, la campagna elettorale entra nella fase decisiva e il dibattito politico si focalizza sui temi più caldi. Ma mentre i partiti stringono alleanze e fanno sondaggi sull'esito del voto in vista della composizione del futuro Parlamento europeo, in molti paesi il primo obiettivo è quello di convincere gli elettori ad andare alle urne.

La Mappa Interattiva

Prima incognita: l'affluenza

Nella tornata precedente del 2014 l'affluenza a livello europeo si era fermata al 42,61 per cento degli aventi diritto, con punte massime fra i paesi Ue più europeisti (oltre l''80 per cento in Belgio e Lussemburgo) e minime fra i più euroscettici, come cechi e slovacchi (quest'ultimi fanalino di coda con una partecipazione al voto di appena il 13,05 per cento). In Italia, l'affluenza raggiunse il 57,22 per cento. E oggi?

Stando alle ultime rilevazioni di Bruxelles, il 19 per cento degli europei confessa di essere propenso a non votare e un altro 27 per cento si dice ancora indeciso. In Italia, la quota degli incerti tocca il 34 per cento. Per questo, questi ultimi giorni saranno decisivi per conquistare voti preziosi. Quali le priorità della campagna elettorale?

Economia, ambiente e immigrazione: i tre temi chiave

In base ai nuovi dati, cresce l'attenzione degli europei su economia e lotta alla disoccupazione. Complice il rallentamento economico globale e la guerra dei dazi scatenata dal presidente americano Donald Trump con la Cina, l'elettorato oggi guarda soprattutto alla soluzione di problemi come la bassa crescita e la creazione di posti di lavoro. Rispetto a sei mesi fa (il precedente sondaggio era stato fatto a ottobre scorso), i temi economici hanno conquistato tre punti percentuali (in media, un cittadino su due li inserisce fra le questioni chiave) e, dal quarto posto, sono ora indicati come priorità assoluta in dieci paesi Ue.

Viceversa, è scemato nell'opinione pubblica l'interesse per l'immigrazione: oggi, solo il 44 per cento degli europei lo ritiene il punto principale da affrontare (ben 6 punti percentuali in meno). Del resto, gli arrivi in calo rispetto agli anni precedenti (quando la crisi siriana aveva provocato massicci flussi di migranti), rende meno urgente il tema. Che, tuttavia, è rimasto al primo posto delle preoccupazioni dei votanti in quattro paesi: Malta, Ungheria, Repubblica ceca e anche Italia (seppure con un calo di consenso dal 69 al 62 per cento). Il nostro paese, però, è l'unico a presentare un singolare pareggio: il 62 per cento degli interpellati, infatti, giudica cruciali a pari merito economia, disoccupazione e immigrazione.

L'altra novità è il riemergere delle questioni ambientali negli interessi degli europei: la lotta al cambiamento climatico e la tutela della natura coinvolgono quasi ovunque più elettori (cinque punti in più solo in Italia) diventando la prima preoccupazione in sette paesi Ue.

Fra questi, una conferma arriva dall'area scandinava come Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia e quella Svezia da cui proviene Greta Thunberg, da sempre più sensibile all'ecologia. Ma anche il Portogallo che, dopo i devastanti incendi dell'estate scorsa, lo inserisce ora fra le scelte irrinunciabili per la politica europea (il 21 per cento in più rispetto all'anno scorso). Non a caso, i movimenti ecologisti sono previsti in rimonta in più punti, come Germania e Francia. La causa «verde» conquista soprattutto le generazioni giovani e i più istruiti: il 58 per cento dei manager lo ritiene essenziale. Ma non è tutto.

In molti paesi Ue le europee coincidono con altre scadenze elettorali

Un'altra variabile, infatti, riguarda la coincidenza delle europee con altre scadenze elettorali in numerosi paesi Ue. Una circostanza che ha spostato, più del solito, il dibattito politico su temi più interni che europei. Come confermano anche molte ambasciate contattate da Panorama, nei dibattiti televisivi i politici parlano di riforme di sistemi sanitari, pensioni, corruzione, servizi pubblici, tasse e disuguaglianze sociali. Meno di fondi europei o del funzionamento della macchina burocratica europea.

Del resto, prima delle europee del 23-26 maggio c'è stato un voto politico in Estonia e Slovacchia (rispettivamente il 3 e il 16 marzo), poi in Finlandia e Spagna (rispettivamente il 14 e 28 aprile). Seguirà la Lituania (presidenziali il 12 maggio). Domenica 26 maggio, invece, è previsto un «superdomingo» per gli spagnoli (che vedono coincidere le europee con la tornata elettorale locale di regionali e amministrative), per i belgi (tornata elettorale unica fra europee, legislative e regionali) e per alcuni Länder in Germania. Mentre Paesi Bassi e Danimarca hanno fissato il voto politico dopo quello europeo (rispettivamente 27 maggio e 5 giugno). Ma il calendario prevede altre tappe (vedi tabella sotto). 

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Mercoledì 15 maggio il confronto dei candidati alla guida di Bruxelles

Intanto, i sei «Spitzenkandidaten», i candidati ufficiali alla futura presidenza della Commissione europea che, come noto, sono ormai indicati dal Parlamento europeo (https://www.ebu.ch/eurovision-debate) scaldano i muscoli per il dibattito in diretta previsto mercoledì 15 maggio: per l'occasione, l'Aula di Strasburgo sarà trasformata in un mega studio televisivo sotto la conduzione di due giornalisti: Emilie Tran Nguyen, di France Televisions e Markus Preiss, di ARD Germany.

Sarà possibile seguire il confronto in eurovisione, dalle ore 21, in diretta streaming disponibile nelle 23 lingue ufficiali e con linguaggio dei segni (http://www.europarl.europa.eu/ep-live/en/other-events/video?event=20190515-2100-SPECIAL2). Ma, per il rinnovo di tutti i vertici istituzionali europei tutto è rinviato a dopo il voto, quando inizieranno i veri giochi (https://www.panorama.it/news/esteri/una-donna-alla-guida-europa/).

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