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Chi è Emma Gonzalez, la leader degli studenti americani contro le armi

Classe 2000, era a Parkland il giorno della strage di San Valentino e da quel momento ha capito che non c'era più tempo da perdere

Emma Gonzalez, la giovane leader che guida la marcia degli studenti

Barbara Massaro

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Per capire che non ci fosse più tempo da perdere gli studenti della Marjory Stoneman Douglas ci hanno messo 6 minuti e 20 secondi. Tanto è durato il massacro di San Valentino, quando l'ex studente Nicholas Cruz è entrato nella loro scuola e, armato di un fucile semi automatico Ar 15 ha ucciso 17 studenti ferendone altri 15.

Quel giorno a scuola c'era anche Emma Gonzalez, la ragazza che ieri, al termine della lunga giornata degli studenti a Washington (e in altre 800 città in giro per il mondo) ha tenuto mezzo milione di ragazzi in silenzio per 6 minuti e 20.

Chi è Emma Gonzalez

Emma è nata nel 2000 e ha appena compiuto 18 anni. Porta i capelli rasati, i jeans strappati e a Washington indossava un giubbotto pieno di toppe e di segni della pace. Ma non assomiglia ai ragazzi che negli anni '70 sfilavano per chiedere il potere alla fantasia invocando peace&love. Emma è piuttosto una guerrigliera, una combattente per il diritto alla vita.

Di origini cubane e già attivista all'interno dell'istituto superiore della Florida già all'indomani della strage è stata tra le co-fondatrici del movimento #NeverAgain con lo scopo unico e preciso di lottare per una nuova legislazione sulla vendita delle armi affinché - aveva detto nel suo toccante discorso del 17 febbraio a Fort Lauderdale, in Florida - "Sui libri di scuola quella nella nostra scuola sia l'ultima sparatoria di massa nella storia americana".

Da quel giorno Emma Gonzalez è diventata la leader del movimento con una forza trainante e un impatto comunicativo sui suoi coetanei difficile da trovare. 

Il silenzio di Washington

Sul palco di Washington, davanti a mezzo milione di persone, ha fatto un discorso che non è "virale", ma "storico". "Sei minuti e 20 secondi, più o meno - ha esordito - In poco più di sei minuti, 17 dei nostri amici ci sono stati portati via per sempre; 15 sono rimasti feriti; e tutti, tutti, sono cambiati per sempre. Chi c’era capisce cosa sto dicendo; chiunque sia stato toccato dalla gelida morsa della violenza delle armi da fuoco lo capisce. Nessuno avrebbe potuto immaginarne le devastanti conseguenze né la portata, o dove ci avrebbe portato. Per quelli che ancora non capiscono perché si rifiutano di farlo, ve lo dirò io: ci ha trascinati sottoterra".

Tra gli applausi ha poi continuato: "Sei minuti e venti secondi con un AR-15 e la mia amica Carmen non si sarebbe più lamentata degli esercizi al pianoforte. Aaron Feis non avrebbe più chiamato Kira 'Miss Sunshine'. Alex Schachter non sarebbe più arrivato a scuola con suo fratello Ryan. Scott Beigel non avrebbe più scherzato con Cameron. Helena Ramsey non avrebbe più passato i pomeriggi con Max. Gina Montalto non avrebbe più salutato il suo amico Liam a pranzo. Joaquin Oliver non avrebbe più giocato a basket con Sam o Dylan. Alaina Petty non avrebbe più… Cara Loughran non avrebbe più… Chris Hixon non avrebbe più… Luke Hoyer non avrebbe più… Martin Duque Anguiano non avrebbe più… Peter Wang non avrebbe più… Alyssa Alhadeff non avrebbe più… Jamie Guttenberg non avrebbe più… Meadow Pollack non avrebbe più..."

 

Dopo aver pronunciato i nomi delle 17 vittime Emma, apparsa di colpo troppo adulta per il suo giovane corpo, è stata zitta per lunghi e intensi minuti mentre le lacrime le solcavano il viso. 

E poi ha concluso dicendo: "Dal momento in cui sono salita su questo palco sono passati sei minuti e 20 secondi. L’assalitore ha smesso di sparare e presto abbandonerà il fucile, si mescolerà agli studenti in fuga e rimarrà a piede libero per un’ora prima di essere arrestato. Combatti per la tua vita, prima che diventi il lavoro di qualcun altro."

Barack e Michelle Obama, nel corso della manifestazione, hanno twittato dicendo che questi giovani sono d'ispirazione per tutti.

Una generazione che dice basta

L'esistenza di almeno mezzo milione di Emma Gonzalez (tanti erano i ragazzi in marcia a Washington) in questo mondo è un dato confortante. Si tratta di una generazione tanto giovane quanto attiva. Padrona dell'uso del web, consapevole dei rischi della viralizzazione della notizia, capace di scovare le fake news nel coro impazzito dell'informazione online.

Ragazzi con le idee chiare e stufi dei giochetti di potere di una classe dirigente vecchia. Non credono alle favole del "Studia se vuoi diventare qualcuno". Sanno bene che lo studio senza l'impegno attivo nel presente non serve a nulla.

Nel suo discorso del 17 febbraio Emma aveva detto: "Quanti soldi ha preso Trump dalla NRA? 30 milioni di dollari che diviso per il numero di morti per arma da fuoco da inizio anno sono 5.800 dollari. Tanto vale la vita di un americano?"

La generazione dei neo-diciottenni ha bisogno di una guida e con la Gonzalez l'ha trovata. Una lucida fonte d'ispirazione per ragazzi che hanno capito che il loro domani dipende da oggi.

Non solo Emma Gonzalez

"Noi siamo la generazione del cambiamento" ha detto nel corso della manifestazione Ann, 18 anni, arrivata a Washington dalla Pennsylvania: "Sono già registrata per votare".

"E' la volta buona, le cose possono cambiare- ha aggiunto speranzosa Martha Saccocio, mamma di uno degli studenti in marcia - Questi sono i ragazzi che voteranno presto". E Rylynn, neanche 14 anni, è venuto dalla Virginia e insiste dicendo: "Cambierà. Questa volta siamo noi ragazzi a chiederlo. E cambierà".

A dare forma alla speranza di un reale cambiamento anche il fatto che Emma Gonzalez non sia la Giovanna D'Arco che guida una protesta troppo grande per la sua giovane età.

Il movimento NeverAgain, infatti, si sta organizzanso a partire dalla leadership. C'è, ad esempio, Cameron Kasky. È uno dei ragazzi sopravvissuti alla sparatoria Parkland. Veniva ritenuto "il clown della classe" prima che la sua adolescenza venisse spazzati via dalla follia di Cruz.

E' lui stato il primo a pensare al nome Stay alert - #NeverAgain e durante la veglia del 14 febbraio per ricordare i compagni morti ha proposto agli altri di fondare un movimento apartitico e non violento. La sera stessa ha aperto la pagina Twitter #NeverAgain e ha ottenuto prima della mezzanotte 60.000 follower (oggi ne ha 178.000).

C'è poi Chris Gandy. Prima del 14 febbraio pensava solo alle ragazze e alla sua passione per il teatro. Dopo quel pomeriggio è diventato uno dei principali leader di NeverAgain. Alfonso Calderon si occupa di fake news e ama i numeri. "Non parliamo di sangue ma di memoria e cambiamento - ha dichiarao - Cruz è stato denunciato alla polizia 39 volte prima che decidesse di agire". 

David Hogg è il direttore del giornale scolastico e si occupa del rapporto con i media a Sarah Chadwick ha iniziato un dialogo con le autorità locali perché solo dialogando con la politica si può avviare il cambiamento.

E infine c'è proprio Emma Gonzalez che con quel "Vergognatevi" sputato in faccia al mondo degli adulti ha messo tutti a tacere.

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