Esteri

Chi è Christian Lindner, il "Macron tedesco" che ha messo in crisi la Merkel

Il leader della Fdp, il partito liberale, ha fatto saltare le trattative con la Cancelliera per la coalizione "Giamaica". Si torna alle urne?

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Matteo Politanò

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In Germania il personaggio politico del momento è Christian Wolfgang Lindner, leader dei liberali della Fdp che con il loro "no" alla coalizione "Giamaica" (così chiamata per i colori dei partiti che ne fanno parte, gli stessi del paese caraibico) hanno piazzato un duro colpo al potere politico di Angela Merkel che adesso rischia il ritorno alle urne.

La Cancelliera ha vinto le ultime elezioni ma non ha la maggioranza in governo, un calo di voti che ha imposto la negoziazione con gli altri partiti. Ora che la trattativa è naufragata si prospetta uno scenario politico inedito e instabile. La frase con la quale Lindner ha annunciato la fine delle contrattazioni è destinata a restare nella storia della Germania: "Meglio non governare che governare male".

Il "Macron di Germania"

Nato e cresciuto a Wuppertal, nel Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, Christian Lindner è il leader del partito liberale Fdp dal dicembre 2013. Laureato in scenze politiche con specializzazione in filosofia, è già stato ribattezzato il "Macron di Germania" per le sue idee europeiste e la richiesta di investimenti massici nel settore educativo e nella ricerca.

La Fdp

Il partito liberale democratico tedesco è nato nel 1948 come erede dei partiti liberali storici della Germania. Nel 2013, al termine di quattro anni di coabitazione con la Merkel, la Fdp non aveva raggiunto la soglia di sbarramento del 5% restando così fuori dal Bundestag per la prima volta dal 1949. L'arrivo di Lindner alla guida è coinciso con la rinascita del partito che in quattro anni è passto dal milione ai 3,2 milioni di voti.

La trattativa

La Cdu di Angela Merkel ha cercato l'intesa con tre partiti: la Csu bavarese, i liberali della Fdp e i Verdi. L'obiettivo era quello di unire le forze per la formazione di un nuovo governo esecutivo, una prospettiva interrotta proprio dalla Fdp.

I punti di disaccordo

Gli argomenti di rottura sono stati principalmente quelli riguardanti politica energetica, tasse e immigrazione. La Fdp non accettava il progetto dei Verdi di rinunciare ai combustibili fossili entro il 2025, chiedeva una diminuzione di tutte le tasse (e non solo di quelle per i redditi più alti come i Verdi), voleva i respingimenti degli immigrati provenienti da paesi non a rischio ed era a favore dell'uscita della Grecia dall'Europa. Abbastanza per far saltare il tavolo delle trattative.

Cosa succederà adesso

La mancata possibilità di una coalizione mette nei guai il governo Merkel che adesso intravede il rischio del ritorno alle urne. Il fallimento delle trattative per "Giamaica" è uno dei colpi più duri nella storia politica della Cancelliera. La palla passa adesso a Frank-Walter Steinmeier, presidente della Repubblica Federale tedesca che spera invece di non dover tornare al voto: "Chi si candida a un ruolo di responsabilità politica non può tirarsi indietro quando lo ottiene". La Merkel non è dello stesso parere e si è già dichiarata pronta a farsi da parte: "meglio andare a nuove elezioni, piuttosto che optare per un governo di minoranza".

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