Brexit e immigrazione: pochi risultati dal Consiglio europeo

Piccoli passi avanti sulla questione migranti, sulla quale Matteo Renzi ha attaccato i paesi dell'est Europa. In stallo il negoziato con il Regno Unito

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Un gruppo di migranti all'arrivo sull'isola di Lesbo, Grecia. – Credits: ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images

Redazione

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"Qualche timido passo avanti sull'immigrazione" e "passi indietro sulla Brexit", su cui Matteo Renzi si dice "ancora fiducioso ma meno ottimista di quando sono entrato": la sintesi, alle 2,30 del mattino, su come è andata la prima parte del Consiglio europeo la dà il presidente del Consiglio italiano.

I leader dei Ventotto sono infatti riusciti ad approvare un testo di conclusioni sull'immigrazione, riservandosi però di discutere ancora della questione assieme al premier turco Ahmet Davutoglu (che ha dovuto ieri e oggi rinunciare al viaggio a Bruxelles in seguito all'attentato di Ankara di mercoledì) in un vertice straordinario che sarà convocato i primi di marzo.

Lo hanno annunciato, senza precisare la data che potrebbe essere quella del 5 marzo, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al termine della prima giornata del vertice.

Sul tavolo dei leader, ad appesantire la situazione e ad allungare la discussione, la decisione dell'Austria di procedere unilateralmente a limitare il numero degli ingressi: "gli assoli nazionali non sono auspicabili", si è limitato a dire il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker senza citare esplicitamente Vienna, che invece ha confermato l'intenzione di andare avanti per la sua strada.

Nella lunghissima cena di lavoro, secondo alcune fonti, Matteo renzi ha attaccato i paesi dell'est Europa che non accettano i ricollocamenti: "Cari amici basta con le prese in giro. Da un anno vi diciamo che questo problema riguarda tutti. La solidarietà non può essere solo nel prendere". Con una minaccia: "Inizia adesso la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere. Oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori." Parole che hanno raccolto i favori di Francia e Germania.

Sulla questione del negoziato con il Regno Unito, invece, la riunione riprende oggi dopo una prima sessione ieri pomeriggio e il lavoro notturno sul testo di un possibile accordo degli esperti giuridici.

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