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Brexit: cosa prevede il piano di Theresa May per i lavoratori Ue

Nel documento "segreto", misure per ostacolare l'accesso dei lavoratori meno qualificati. Ingresso in Uk solo con passaporto

Londra, attentato London Bridge

Redazione

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Fa rumore e preoccupa il piano del governo britannico, diffuso martedì 5 settembre dal Guardian, su come verranno gestite le politiche di immigrazione nel Regno Unito dopo la Brexit. Il documento di 82 pagine, datato 6 agosto, è stato, con imbarazzo, definito solo una bozza ormai superata da portavoce di Theresa May. Vediamo in sintesi cosa prevede.

  • In primo luogo, un nuovo sistema di immigrazione a più fasi, che, sostanzialmente, riduce il diritto di risiedere nel Regno Unito per la maggior parte degli immigrati dall’Europa, con restrizioni notevoli su quali famigliari possono accompagnare un nuovo residente.
  • Tre fasi durante le quali verranno introdotte le nuove regole di immigrazione dall’Unione europea. La prima fase, prima dell’avvio formale della Brexit, prevede la scrittura e l’approvazione di nuova legge sull’immigrazione; la seconda fase, di implementazione durerà due anni; durante la terza fase tutte le misure saranno operative.
  • Sarà necessario per i cittadini dell’Unione europea entrare nel Regno Unito sempre con un passaporto.
  • Durante la fase 2, di implementazione delle nuove regole, dopo l’avvio della Brexit, verrà impedita la libertà di movimento dei cittadini Ue; dovrà essere provata la cittadinanza con un passaporto o con un documento di immigrazione di tipo biometrico.
  • Oltre al documento di identità richiesto, verranno raccolte le impronte digitali.
  • Durante la fase tre, solo ai lavoratori molto qualificati verrà concesso il permesso di restare nel Regno Unito per più di tre anni.
  • Saranno ridotti i diritti di residenza di famigliari di lavoratori nel Regno Unito: potranno restare solo i partner, i figli minori e i parenti adulti dipendenti. Gli altri famigliari, intesi come parte di famiglie allargate, non potranno più essere riconosciuti come parte della famiglia dell’immigrato.
  • Il documento diffuso dal Guardian afferma anche che il Regno Unito valuterà l'introduzione di una soglia minima di reddito per i cittadini Ue prima di essere ammessi.
  • Il documento, per quanto in modo ancora generico, indica fra le misure da prendere, tutte quelle che possano spingere gli imprenditori a dare priorità a cittadini del Regno Unito nelle assunzioni di lavoratori. Ecco un passaggio, i potenziali provvedimenti comprendono: “ensuring preference in the job market is given tio resident through an economic needs test that employers must complete to check whether suitable recruits can be found locally before hiring an Eu citizen”; Oppure: “ridurre l’opportunità per i lavoratori di insediarsi per lunghi periodi nel Regno Unito”; o limitare il numero di cittadini Eu che possono arrivare nel Regno Unito per intraprendere lavori a bassa qualificazione….
  • Il documento sostiene anche che il Regno Unito intende rafforzare la capacità di rifiutare l’ingresso a cittadini Ue con precedenti penali o considerati un pericolo per il Regno Unito.

Naturalmente la diffusione del documento ha suscitato numerose discussioni, e, oltre a smentite poco convinte, ha avuto un sostanziale sostegno/conferma da parte del Ministro della Difesa Michael Fallon, che ha sottolineato che "Le persone con le capacità necessarie saranno ancora benvenute, ma le aziende britanniche devono privilegiare i lavoratori britannici".

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