Centinaia di migliaia di persone - 137 mila solo sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, secondo la polizia - sono scese in piazza oggi in tutto il Brasile in una giornata nazionale di protesta chiedendo l'impeachment del presidente, Dilma Rousseff.

Accusata di essere coinvolta nel colossale scandalo di corruzione di Petrobras e di essere la responsabile della peggior crisi economica del Paese in un quarto di secolo, la sua popolarità negli ultimi mesi è crollata drasticamente.

In un misto di rabbia e atmosfere carnevalesche, alle colorite e variopinte manifestazioni, specie quella "carioca" molti dimostranti hanno partecipato con indosso la maglia della nazionale di calcio "verde oro" e cartelli con lo slogan "Fora Dilma" (Dilma vattene), oltre ai fischietti e ai tamburi e le facce dipinte con i colori nazionali.

La Bbc scrive che ci sono decine di migliaia di persone in piazza anche a San Paolo e migliaia anche fuori dalla sede del parlamento nella capitale federale Brasilia. Affollate proteste contro Rousseff si erano già tenute in Brasile in marzo e in aprile, accanto a grandi manifestazioni di sostegno.

I fautori del processo di impeachment affermano che Rousseff non potesse non essere a conoscenza del ricco giro di tangenti  attorno alla compagnia petrolifera nazionale Petrobras quando lei la dirigeva. Lei ha sempre negato qualsiasi suo coinvolgimento nella vicenda e un'inchiesta su di lei è stata bloccata dalla magistratura. In maggio un ex manager del colosso petrolifero per la prima volta direttamente in ballo, accusandola di aver autorizzato l'acquisto di una raffineria negli Stati Uniti a un prezzo superiore a quello di mercato nel 2006, quando era ministro del governo Lula e presiedeva il cda di Petrobras. Lei ha sempre detto di essersi opposta a quell'acquisto.  

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