Boston: tre ipotesi per una strage

Galassia islamista, terrorismo interno o un cane sciolto: le piste che stanno seguendo gli investigatori. Articoli, video e foto

Ferito

Il dolore di un ferito. Boston, 16 aprile 2013 – Credits: Jim Rogash /Getty Images

Stefano Vespa

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C’è grande prudenza nell’intelligence prima di articolare un’ipotesi precisa sull’attentato di Boston. Al termine di una giornata di analisi e di contatti con gli americani, gli investigatori dell’Aise confermano che al momento sono tre le ipotesi: la matrice qaedista, una causa interna forse collegata ai limiti sull’uso delle armi negli Stati Uniti e il “cane sciolto”.

I servizi statunitensi propendono al momento per il terrorismo islamico, in attesa di valutare dettagliatamente le analisi scientifiche dell’esplosivo e di tutto il materiale raccolto lungo la Boylston Street. Secondo la polizia di Boston, gli ordigni usati durante la maratona sarebbero state pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori. Le pentole erano all’interno di buste di plastica o zaini e si ipotizza l’uso di timer visto che sono stati trovati circuiti elettrici. Dettagli che, anche se venisse confermata la pista qaedista,  dimostrano un’organizzazione non professionale perché è evidente che altrimenti le vittime sarebbero state molto superiori.

Ancora non ci sono elementi, invece, per avvalorare la trama interna. Molti hanno istintivamente pensato alle furiose polemiche delle settimane scorse tra i favorevoli e i contrari a una legge che ponesse molti paletti alla vendita e all’uso delle armi dopo le tante stragi nelle scuole. Un ipotetico attentatore avrebbe potuto puntare a diffondere una paura tale da convincere gli americani che dotarsi di un’arma è la soluzione migliore.

Ma solo nei prossimi giorni si potranno avere informazioni precise, soprattutto quando si saprà di più sul tipo di esplosivo usato.

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