Uber meglio di Facebook sul web
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Uber meglio di Facebook sul web
Economia

Uber meglio di Facebook sul web

L'applicazione che permette di trovare un’auto con autista secondo gli esperti può diventare un'icona web più forte del social network

Se Amazon ha messo in discussione l’esistenza delle librerie tradizionali , una nuova web company si prepara a insidiare il primato dei taxi. Nata nel 2009 in California, Uber è un’applicazione mobile che mette in contatto chi si muove in città con chi ha una berlina (con autista) da noleggiare. Ma non si tratta dell’ennesima applicazione per amanti della tecnologia, perché secondo il New York Mag che gli dedica un servizio , Uber ha il potenziale per trasformarsi in qualcosa di più. E di insidiare, addirittura, il primato di icone del web come Facebook o Twitter. Esattamente come Amazon che, partendo dagli efficientissimi magazzini e dall’infrastruttura, è diventato anche editore, produttore di tecnologia, fornitore di spazio sul cloud, proprietario di un servizio di streaming e un formidabile antagonista dei player delle consegne a domicilio, la app made in California ha il potenziale per evolvere.

Nella baia di San Francisco, Uber  è considerata un’azienda in grado di crescere fino a diventare un business da cento miliardi di dollari nei giro di cinque anni. Il servizio di trasporto, infatti, potrebbe servire anche alle consegne e alla logistica. Una volta in cui è diventato automatico per le persone prenotare un passaggio auto dal proprio cellulare, nulla vieta di che ci si possa far portare qualsiasi cosa. E’ per questa ragione che l’azienda ha recentemente cambiato posizionamento, sottolineando l’incontro fra lifestyle e logistica

La giovane azienda è anche una fra le realtà a più rapida crescita: negli ultimi mesi è entrata in 60 città in 22 Paesi diversi. Il profitto nell’ultimo anno pare abbia toccato 200 milioni di dollari e, dunque, la valutazione da 3,25 miliardi che ne è stata fatta appare fin troppo conservativa, specie se paragonata all’attivo da 317 milioni di Twitter, la cui capitalizzazione tocca i 25 miliardi di dollari. Uber, inoltre, continua a crescere e, recentemente, è diventata un’azienda specializzata in servizi finanziari. La scorsa settimana, per esempio, ha fatto sapere di aver raccolto fondi per 2,5 miliardi di dollari che serviranno a pagare prestiti a tasso agevolato per gli autisti che vorranno aggiungersi al network Uberx che aggregga auto non top di gamma. Questo piccolo capitale, dunque, permetterà a oltre 200mila persone di comprare auto a condizioni più vantaggiose, a patto di mettersi a disposizione del network per tutta la durata del finanziamento. 

La crescita del parco auto di Uber si tradurrà in una riduzione dei prezzi e, quindi, in una crescita ulteriore. Quando spostarsi sarà diventato facile ed economico per tutti, la proprietà di un’auto – come la “sharing economy ”  prevede - perderà a poco a poco il suo fascino. E Uber potrà aggiungere sempre nuovi servizi (che dire, per esempio, della sincronizzazione della propria agenda con l’arrivo di un’auto in occasione degli appuntamenti?) complice il fatto che, a differenza di Twitter e Facebook, le fonti di reddito di Uber sono indipendenti dalla pubblicità.

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