Two Pack, Finanziarie ai raggi X, sorvegliati speciali e…
Two Pack, Finanziarie ai raggi X, sorvegliati speciali e…
Economia

Two Pack, Finanziarie ai raggi X, sorvegliati speciali e…

Un pacco? No, due. Nel tentativo spasmodico di trovare nomi più o meno accattivanti che magari strappino pure un sorriso a provvedimenti sempre più stringenti (o meglio dire invasivi?) i signori di Bruxelles scommettono sul rispolvero del “two pack…Leggi tutto

Un pacco? No, due. Nel tentativo spasmodico di trovare nomi più o meno accattivanti che magari strappino pure un sorriso a provvedimenti sempre più stringenti (o meglio dire invasivi?) i signori di Bruxelles scommettono sul rispolvero del “two pack”. E accelerano i tempi dei negoziati. Di che si tratta?

In palio ci sono due regolamenti che permetterebbero all’Unione europea di mettere il naso nelle politiche nazionali di bilancio prima che vengano rese definitive perché possa valutarle e nel caso consigliare (caldamente!) di modificarle. In soldoni: i governi dell’euro-zona saranno chiamati a comunicare entro il 15 ottobre di ogni anno la propria Finanziaria alla Commissione. Obiettivo: fare rigare dritti tutti ed evitare sorprese future. Pacco uno.

Pacco due: un Paese in deficit eccessivo o minacciato da una seria instabilità finanziaria sarà oggetto di particolare vigilanza. Una sorta di sorvegliato speciale, insomma. Nel dettaglio: l’idea del primo punto è di lavorare pure sui calendari dei singoli Stati per consentire una cooperazione maggiore. Come dire: se tutti presentano la propria legge di bilancio entro la stessa scadenza coordinarsi sarà più facile.

E il secondo punto? Si vorrebbe fare in modo che i Paesi in grande difficoltà possano entrare in un programma di protezione dalla bancarotta. Starà alla Commissione, salvo il via libera del Consiglio europeo, mettere sotto tutela chi è a rischio default (parolina magica!) impedendo che venga dichiarato insolvente. Pure i suoi tassi di credito verrebbero congelati.

Ma il condizionale è d’obbligo perché la discussione deve ancora iniziare. Quel che è certo è che si tratterebbe del terzo intervento in un anno o poco più sul fronte controllo tra e su Stati membri. Gli altri sono i ben poco digeribili ma inevitabili fiscal compact e six pack (altre paroline magiche!).

Il punto vero è un altro: chi sorveglierà i sorveglianti? E ancora: tutto questo bailamme ha senso se dovesse servire per convincere la riluttante Germania ad accettare l’unione di bilancio. Per ora niente eurobond, d’accordo. Ma l’idea del fondo di rimborso in cui fare confluire la parte dei debiti pubblici nazionali che supera il 60% del Pil non è male e potrebbe garantire uno o più boccate d’ossigeno. In tempi di follie dei mercati non sarebbe affatto male. Vero Frau Merkel?

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