Tasi, in arrivo le modifiche
Tasi, in arrivo le modifiche
Economia

Tasi, in arrivo le modifiche

Il governo sta pensando a detrazioni di 50 euro e a un possibile accorpamento con la Tari

Si cominciano sa far sentire gli effetti delle polemiche scatenate dall’introduzione della Trise, il nuovo tributo per i servizi comunali che dovrà andare a sostituire Imu e Tares. Nell’occhio del ciclone è finita in particolare la Tasi, una delle due componenti della Trise, che dovrebbe rappresentare il contributo per i cosiddetti servizi indivisibili, ossia ad esempio per la manutenzione delle strade e per l’illuminazione pubblica. Mentre infatti per quanto riguarda la seconda componente, ossia la Tari, è chiaro che dovrà coprire la raccolta e la gestione dei rifiuti, il modello di applicazione della Tasi ha lasciato molte perplessità.

SE LA TRISE DIVENTA UNA MINACCIA

Al punto che da più fonti sono state proposte delle stime, anche molto autorevoli, secondo le quali il suo gettito potrà addirittura superare quello generato dall’Imu nel 2012. Una prospettiva che ha fatto scattare anche nel governo un vero e proprio allarme, raccolto in particolare dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che ha promesso nei giorni scorsi un intervento di aggiustamento sull’impianto della Tasi nel corso del suo iter di approvazione iniziato in Parlamento. E proprio in queste ore cominciano a circolare le prime ipotesi di intervento messe in cantiere.

LA TASI A CONFRONTO CON L'IMU

Innanzitutto, come previsto da più parti, dovrebbero essere reintrodotte le detrazioni. Queste ultime infatti nel caso del pagamento dell’Imu, hanno funzionato per molte famiglie come elemento di forte attenuazione dell’entità dei versamenti. Per la Tasi però erano state del tutto eliminate. Ora si pensa di introdurre un contributo minimo di 50 euro da applicare su tutto il territorio nazionale. Una seconda ipotesi, che va anche verso una maggiore semplificazione del quadro normativo, riguarda una possibile fusione di Tasi e Tari, che verrebbero pagate sulla base di un unico criterio contabile. Attualmente infatti la Tasi è dovuta in base agli indici catastali, mentre la Tari è calcolata in riferimento ai metri quadrati effettivi delle abitazioni.

Infine un giro di vite potrebbe interessare anche le aliquote della Tasi. Il governo ha previsto infatti una percentuale unica, pari all’uno per mille per tutti i Comuni, con la facoltà però per questi ultimi di salire fino a un massimo del 2,5 per mille. Da molti sindaci è venuta però la richiesta di abolire qualsiasi tetto alle aliquote, permettendo alle amministrazioni comunali di agire in maniera più flessibile nella combinazione di detrazioni ed eventuali percentuali impositive. In pratica i Comuni potrebbero essere abilitati ad aumentare oltre i 50 euro le detrazioni per alcune fasce di popolazione controbilanciando questo mancato gettito con l’aumento delle aliquote base per proprietari più agiati.

TRISE, SI PENSA A POSSIBILI SCONTI

Al momento però siamo ancora allo stadio di semplici proposte, che in ogni caso dovranno essere discusse tra Senato e Camera per poi essere approvate. Di certo però fin d’ora si è capita una cosa: così com’è la Tasi proprio non può restare.

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