Rimborsi sulle pensioni, 5 cose da sapere
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Rimborsi sulle pensioni, 5 cose da sapere
Economia

Rimborsi sulle pensioni, 5 cose da sapere

Risarcimenti per chi ha un reddito tra 1.500 e 3mila euro lordi. Come verranno restituiti i soldi ai pensionati, dopo la sentenza della Consulta

Dal 1 agosto molti pensionati italiani hanno diritto ai rimborsi sulle pensioni dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 30 aprile scorso. La Consulta ha infatti stabilito l'illegittimità del blocco delle pensioni deciso nel 2012 e nel 2013 dal governo Monti, che non ha rivalutato in base all'inflazione gli assegni allora superiori a circa 1.400 euro lordi al mese. Dopo il pronunciamento dei giudici costituzionali, molti pensionati italiani vantano adesso un credito nei confronti dell'Inps che, dando attuazione a un decreto del governo Renzi, ha pubblicato una circolare che spiega come verranno effettuati i pagamenti dal 1° agosto. Ecco, di seguito, una panoramica sulle cose da sapere per capire come avverranno i rimborsi sulle pensioni e a chi andranno.

Rimborsi, ma non per tutti

Innanzitutto, va ricordato che gli arretrati verranno restituiti soltanto ai pensionati che guadagnano tra 3 e 6 volte il trattamento minimo, cioè tra 1.500 e 3mila euro circa lordi al mese  (tra 1.200 e 2.400 euro circa, al netto delle tasse). Chi incassa un assegno Inps superiore a 3mila euro lordi non avrà invece alcun rimborso. Stesso discorso per chi ha una pensione inferiore a circa 1.500 euro lordi che non ha diritto ad alcuna restituzione, poiché nel 2012-2013 non subì il blocco deciso dal governo Monti.

Leggi qui: Pensioni, la bocciatura della Fornero

Sistema per scaglioni

Il governo darà i rimborsi a tutti pensionati basandosi  su un meccanismo regressivo di rivalutazione degli assegni. In pratica, la pensione verrà rivalutata soltanto di una “fetta” del carovita del 2012-2013, con una percentuale che diminuisce all'aumentare del reddito. Esempio:  chi guadagna tra 1.500 e 2mila euro lordi al mese, riceverà un arretrato pari al 40% dell'inflazione registrata nel 2012 (2,7%) e nel 2013 (3%). Chi riceve una pensione tra 2mila euro e 2.500 euro lordi, invece, avrà un arretrato pari al 20% dell'inflazione registrata nel biennio 2012-2013. Infine, chi ha un assegno tra 2.500 e 3mila euro lordi riceverà un rimborso pari al 10% del carovita di quel periodo

Leggi qui: Pensioni e legge Fornero, a chi spettano i rimborsi

Aumenti in vista

Oltre a ricevere gli arretrati, molti pensionati vedranno crescere il proprio assegno nel 2016, di qualche decina di euro. Si tratta di una misura che ha lo scopo di recuperare i mancati aumenti del 2012-2013, che ovviamente hanno un effetto permanente e "a cascata" sugli anni successivi. Chi oggi  incassa una pensione di 1.500 euro lordi, per esempio, avrà un aumento di 40 euro lordi circa (25 euro netti).

Quando arriveranno i soldi

Gli arretrati verranno pagati a tutti il prossimo 1° agosto. I calcoli e le procedure verranno effettuati direttamente dall'Inps senza che i diretti interessati debbano fare domanda. Soltanto gli eredi di un pensionato defunto che avrebbe diritto al rimborso devono presentare un'apposita istanza con il certificato di successione.

Leggi qui: Pensioni da rimborsare, i numeri

Come verranno tassati

Le somme arretrate che spettano ai pensionati, relative ai mancati aumenti degli anni scorsi, subiranno una tassazione separata. Sui rimborsi verrà cioè applicata l'aliquota media dell'irpef pagata dal pensionato nel biennio precedente. Discorso diverso per gli aumenti di pensione che arriveranno nel 2016, grazie al ricalcolo degli assegni effettuato per tenere conto delle rivalutazioni del 2012 e 2013. Su ogni euro in più percepito mensilmente, il pensionato pagherà la sua aliquota marginale dell'iperf (che è un'imposta progressiva, il cui peso cresce all'aumentare dei redditi).

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