Investire coi tassi a zero
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Investire coi tassi a zero
Economia

Investire coi tassi a zero

Tutti i prodotti del risparmio poco rischiosi danno ormai solo qualche decimo di interessi. Ecco una mappa dei rendimenti

Poche decine di euro all'anno, su un capitale di 10mila euro investiti. Sono i rendimenti che purtroppo devono aspettarsi oggi i risparmiatori italiani, dopo che i tassi d'interesse ufficiali sono stati completamente azzerati dalla Banca Centrale Europea. Ecco, di seguito, una mappa degli interessi offerti dai più diffusi prodotti d'investimento a basso rischio come i conti di deposito, i Buoni Postali e i titoli di stato.

Titoli di Stato

Non più dell'1,5% lordo, che scende all'1,3% al netto del prelievo fiscale del 12,5%. E' quanto offrono oggi i Buoni del Tesoro Poliennali italiani (i Btp) con scadenza nel 2026. Per avere un guadagno netto superiore a un punto, dunque, i risparmiatori sono costretti a mettersi nel portafoglio titoli con vita residua di quasi 10 anni, che purtroppo sono un po' rischiosi perché possono subire fluttuazioni nei prezzi, in caso di turbolenze sui mercati. Con i Btp a 5 anni, invece, il rendimento lordo che si ottiene è di appena mezzo punto, che scende a poco più dello 0,4% al netto delle tasse.

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Conti deposito

Fino a 2 punti percentuali. E' il rendimento lordo offerto oggi dai conti di deposito più remunerativi sul mercato. Gran parte degli interessi, però, vengono rosicchiati dalle tasse, cioè dal prelievo fiscale alla fonte del 26%, a cui si aggiunge un'imposta di bollo pari allo 0,2% del capitale. Attualmente, i conti più generosi su base annua sono quello di Widiba che offre il 2% lordo ogni 12 mesi, corrispondente all'1,28% al netto di tutte le tasse. Leggermente più redditizio è il Deposito Sicuro di Banca delle Marche (istituto oggi in fase di profonda ristrutturazione) che dà il 2,05% lordo su base annua (1,32% al netto delle tasse).

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Buoni Fruttiferi Postali

E' davvero ridotto al lumicino anche il rendimento dei Buoni Fruttiferi Postali (Bfp), che sono prodotti d'investimento con lo stesso profilo di rischio dei titoli di stato. I Buoni Ordinari danno infatti un'interesse dello 0,01% annuo che sale progressivamente fino allo 0,6% per chi tiene i Bfp nel portafoglio per molto tempo (cioè per un periodo fino a 20 anni). Per fortuna, la tassazione sui guadagni incassati dai risparmiatori è agevolata, cioè pari al 12,5% come per i titoli di stato. Al netto delle tasse, dunque, il rendimento dei buoni ordinari scende a allo 0,09% circa nel primo anno. Ciò significa incassare appena 9 euro con un capitale di 10mila euro investiti.

Polizze assicurative

Nel 2015, le polizze assicurative sulla vita del ramo I, cioè quelle che investono prevalentemente sui titoli di stato, hanno guadagnato in media il 3,6%. Vanno ricordati però due particolari importanti. Innanzitutto, si tratta di rendimenti lordi, da cui vanno tolte le tasse e soprattutto le commissioni e i caricamenti applicati dalle compagnie, che spesso sono molto salati. Dunque, il rendimento netto di queste polizze nel 2015 è sceso in molti casi sotto il 3%. Non è comunque poco, se si considera che i tassi d'interesse ufficiali oggi sono a zero. Non va dimenticato, però, che oggi le polizze del ramo I  stanno riempendo progressivamente il loro portafoglio di una buona dose di nuovi titoli di stato e di bond che danno praticamente un interesse nullo. Dunque, sarà difficile per questi prodotti garantire le stesse performance messe a segno negli anni passati.

Fondi d'investimento

Con i tassi d'interesse a zero, anche chi ha nel portafoglio dei fondi d'investimento obbligazionari non deve aspettarsi grandi guadagni. Nell'ultimo anno, per esempio, i prodotti più redditizi che investono in titoli di stato dell'area euro sono stati Anima Tricolore e il Pioneer S.F. Euro Curve 5-7 year che hanno avuto una performance positiva dell'1,6% , mentre molti altri fondi della stessa categoria hanno registrato anche delle piccole perdite, seppur inferiori all'1%. Di sicuro, se il costo del denaro rimarrà al tappeto come adesso,  i risparmiatori non possono sperare di ottenere rendimenti maggiori nei prossimi mesi.

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