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Economia

Imu e Tasi, gli ultimi dubbi prima di pagare

In vista della scadenza del 16 giugno chiariti, tra gli altri, gli obblighi dei nuovi proprietari e per gli immobili in costruzione o inagibili

Si fa sempre più imminente la fatidica data del 16 giugno, ultima scadenza utile per il pagamento dell’Imu e della Tasi sulle seconde case e sugli immobili a uso commerciale. Ultime ore che potrebbero far nascere in tanti contribuenti, soprattutto quelli che si apprestano ad effettuare per la prima volta il versamento, dubbi circa la correttezza del proprio adempimento. Le incertezze riguardano in particolare una serie di situazioni che potremmo definire particolari, anche se non propriamente rare visto che potrebbero investire migliaia di cittadini. Ci riferiamo a chi ad esempio ha acquistato un’abitazione nel corso dell’anno, e vorrebbe sapere come si procede con la ripartizione delle tasse con il vecchio proprietario. Oppure ancora quali siano gli obblighi nel caso di immobili in costruzione. Vediamo allora nel dettaglio qualche consiglio utile.

Nuovi e vecchi proprietari

Uno dei dubbi maggiori emersi in queste ultime ore, riguarda i soggetti che hanno acquistato da poco una nuova abitazione e che, obbligati a pagare Imu e Tasi, non sanno come determinare la ripartizione con i precedenti proprietari. Innanzitutto chiariamo che la divisione degli oneri avviene in base ai mesi di effettivo possesso del bene. Incertezza resta invece nel caso del mese in cui avviene materialmente il passaggio di proprietà. La regola stabilisce che paga chi è proprietario per almeno 15 giorni. Quindi, visto che a fare testo è la data del rogito, se questo è avvenuto il 15 di un mese con 31 giorni, il pagamento spetta al nuovo proprietario. Se il mese invece ha esattamente trenta giorni, allora i due soggetti si troverebbero in una situazione di perfetta parità e bisognerà trovare una soluzione concordata.

Comproprietari, occhio a chi non paga

La legge stabilisce che in caso di multiproprietà su di un immobile, i Comuni possano considerare tutti i soggetti aventi diritto come responsabili in solido. Questo significa che se qualcuno decidesse sciaguratamente di non pagare la propria quota di imposte, l’amministrazione locale potrebbe rifarsi anche nei confronti degli altri proprietari. Come detto si tratta di un’opzione che il Comune stabilisce se applicare o meno. Quindi, se ci si trovasse in queste condizioni, è bene informarsi sulla disciplina che la propria amministrazione comunale intende tenere su questo fronte.

Immobili in costruzione o inagibili

Altri due casi molto specifici ma che potrebbero interessare più contribuenti di quanto si creda sono quelli riguardanti edifici in costruzione oppure dichiarati inagibili. Nel primo caso ricordiamo che l’immobile è esente da tassazione non avendo ancora nessuna rendita catastale. Si dovrà pagare invece l’Imu sul terreno, in quanto superficie edificabile. Nella seconda ipotesi invece, le norme stabiliscono che le imposte su immobili non più abitabili siano ridotte del 50%. Attenzione però, l’inagibilità della struttura deve essere esplicitamente dichiarata dal Comune oppure autocertificata dal proprietario.

Residenza anagrafica

È bene sottolineare che affinché su un’abitazione scatti l’esenzione della Tasi e conseguentemente dell’Imu, essa deve risultare abitazione principale del contribuente che deve avervi trasferito la residenza anagrafica. Questa precisazione è rilevante nel caso di acquisto di prima casa. Come già ricordato più sopra per la suddivisione delle spese con i vecchi proprietari, anche in questo caso infatti a fare testo sarà il rogito, a cui però, deve fare seguito una tempestiva richiesta di trasferimento della residenza principale.

Versamenti minimi

Chi, dopo i calcoli di rito, si dovesse trovare a dover pagare per Imu e Tasi complessivamente una cifra inferiore o uguale a 12 euro, non è tenuto a fare il versamento. Attenzione però, questa è una regola generale, ma alcuni sindaci potrebbero aver stabilito soglie minime inferiori. È dunque buona norma verificare quali siano i regolamenti attivi nel proprio Comune.

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