Start-up: i dieci errori da evitare per cominciare bene
Mladen Antonov/AFP/Getty Images
Start-up: i dieci errori da evitare per cominciare bene
Economia

Start-up: i dieci errori da evitare per cominciare bene

Decalogo per aspiranti imprenditori: ecco cosa fare e cosa non fare per portare a casa i finanziamenti necessari

Nasce dall’esperienza di Jim Price, imprenditore seriale e formatore di aspiranti imprenditori il decalogo, pubblicato da Business Insider , sulle mosse più intelligenti da compiere per mettere le ali, finanziariamente parlando, alla propria start-up. Primo errore: avete un prodotto, ma non avete un business. Ovvero: la vostra idea imprenditoriale non è in grado di sostenere un’azienda, nel caso dovete fare attenzione, perchè non è vero che tutte le buone idee sono sufficienti da sole a portare a casa un profitto. Secondo errore: il progetto è ancora in una fase embrionale, ma voi vi siete messi a cercare investitori per il lancio. Chi tiene i cordoni della borsa non vuole rischiare con imprese soggette a un rischio tecnologico. Meglio, piuttosto, continuare a cercare fondi per sostenere la ricerca, invece che il lancio. Non sottovalutate la concorrenza. Piuttosto, quando si cerca un finanziatore, meglio sottolineare come intendete sottrarre quote ai concorrenti. Analogamente, non minimizzate l’importanza del marketing e delle vendite, perché la convizione che i clienti comprino un prodotto o un servizio per il semplice fatto che esiste è un falso mito. 

Quarto: evitate di competere sul prezzo. Se avete in programma il lancio di un’impresa, con tutta probabilità, avrete identificato dei consumatori con un delle esigenze non soddisfatte. Nel caso, avrete anche trovato come soddisfare i loro bisogni con un prodotto o un servizio che è migliore, più veloce, più divertente della soluzione attuale. Siate orgogliosi di far pagare per questa nuova soluzione. Quinto: fate in modo che il vostro successo non dipenda da alleanze strategiche, perché significa attribuire troppo potere alla scelta di altre persone. Sesto errore: puntare immediatamente al profitto. Nella realtà, le cose si svolgono a un ritmo differente. Occorre, infatti, organizzarsi in modo tale da lasciarsi il tempo di costruire l’infrastruttura, sviluppare il prodotto, implementare i canali di vendita, prima di pensare anche solo a emettere una fattura. 

L’eccesso di ottimismo è uno dei classici errori degli aspiranti imprenditori che credono di poter conquistare una quota significativa del mercato in poco tempo. Prodotti innovativi e di successo come l’iPad e iPod, per esempio, ci hanno messo sette anni a raggiungere il 30-50% del mercato, con una grande potenza di fuoco sul fronte del marketing. Anche l’errore diametralmente opposto di sottostimare le vendite può costare caro, perché dimostra meno fiducia nel progetto di quanta se ne richiede a chi lo dovrebbe finanziare. Nono errore: sottostimare le spese nel medio periodo può portare alla messa a punto di un business plan che non tiene conto dei reali costi di gestione di un’impresa. La soluzione è fare un bagno di realtà e studiare, numeri alla mano, come i concorrenti presenti spendono per voci come amministrazione, marketing e personale. Infine, attenzione a come vi relazionate con gli investitori. Non si tratta di persone che vi prestano dei soldi e che vogliono essere ripagati con gli interessi come una banca, ma di imprenditori che hanno tutte le intenzioni di trarre il massimo dal loro investimento, arrivando alla vendita dell’azienda o a un’Ipo. 

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