Elezioni 2013, lo spread e la Borsa hanno paura dell'ingovernabilità
ANSA/JENNIFER LORENZINI
Elezioni 2013, lo spread e la Borsa hanno paura dell'ingovernabilità
Economia

Elezioni 2013, lo spread e la Borsa hanno paura dell'ingovernabilità

La speculazione e le paure sull'instabilità politica italiana mettono al tappeto Piazza Affari e tutta l'Europa

Nelle sale operative l'attesa era alta. Ma non certo la sorpresa. Tutti gli operatori sapevano che sarebbe accaduto quanto sta interessando i mercati: il caos. La Borsa la dice lunga su quello che gli investitori pensano. Su cosa prevedono. E già ieri aveva dato le prime avvisaglie di non aver gradito di certo la situazione di ingovernabilità in cui è caduta l'Italia con il risultato elettorale.

Questa mattina il messaggio è ancora più chiaro: lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, è esploso passando da 283 di lunedì a 347 punti (il livello più alto dai 360 punti di dicembre scorso) per poi ripiegare intorno ai 320 punti. Cosa significa? Che i nostri Btp a 10 anni oggi rendono il 4,28%, mentre fino a ieri non arrivavano al 4%. Ovvero: oggi investire nel nostro Paese significa rischiare di più. È più pericoloso. E quindi, a chi lo fa, viene riconosciuto un premio maggiore per il rischio assunto.

Di più. I mercati, le Borse: Wall Street ieri ha chiuso in calo dell'1,55%, mentre Tokyo ha perso un preoccupante 2,26%. E oggi Piazza Affari ha aperto in ribasso e al momento oscilla intorno al -4,8% con i titoli bancari (e non solo) fermi per ecesso di ribasso con cali intorno al 10%. Le Borse di tutta Europa sono state trascinate al ribasso. A partire da Madrid, che segna un calo del 3,7%. E poi Francoforte (-2%), Parigi (-2,6%), Londra (-1,5%). E ancora: l'esito delle elezioni italiane produce i suoi effetti anche sul rendimento del debito emesso dai grandi gruppi quotati a Piazza Affari e sui credit default swap (cds), cioè le assicurazioni contro la loro insolvenza. Secondo i dati di Bofa Merrill Lynch elaborati da Bloomberg, il debito a lungo termine delle aziende italiane segna il maggior calo in Europa, con il valore dei bond dell'Enel giu' dell'1,7%, quello di Finmeccanica dell'1,4% e quello di Telecom dell'1%. Balzano invece i cds: quelli su Telecom di 22 punti base, quelli su Intesa di 22 punti, su Unicredit di 20 punti, sull'Enel di 18 punti, su Generali di 16 punti. Cosa significa? Che le assicurazioni contro i fallimenti delle aziende costano di più perché sono considerate più a rischio.

Insomma, da oggi il nostro Paese è in balìa della speculazione e dell'incertezza. La Consob già questa mattina stava valutando la possibilità di bloccare le operazioni più speculative come la vendita alla scoperto. Il mercato non perdona.

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