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Banche Popolari: 5 matrimoni in vista

L'obbligo di trasformarsi in Spa e la necessità di rafforzare il patrimonio sta per dare il via a una nuova stagione di fusioni tra istituti di credito

Da una parte la riforma voluta da Renzi che spinge le Popolari ad abbandonare il principio di mutualità per trasformarsi in Spa e dall'altro la Bce che chiede ulteriori rafforzamenti patrimoniali ai principali istituti di credito italiani. Sono le due condizioni che, a detta di molti osservatori, daranno il via a un risiko bancario che coinvolgerà almeno 10 banche italiane di medio - grandi dimensioni e che porterà a un ulteriore consolidamento del mercato del credito lungo la Penisola.

Si parte dalle grandi Popolari del Nord Italia, costrette ad aggregarsi per rimanere competitive su un mercato sempre più globale e che richiede la capacità di fare economie di scala in un periodo in cui per le banche è difficile guadagnare con i tassi bassi, per poi finire in Liguria e nel Centro Italia dove Mps, Carige, Banca Marche e Banca Etruria, banche che riusciranno difficilmente a camminare da sole nei prossimi anni (le ultime due sono commissariate), restano ancora in attesa di un socio - compratore tricolore per evitare di finire in mani straniere.

Di seguito le unioni ipotizzate sulla stampa finanziaria nelle scorse settimane.

Bpm, la più corteggiata

La Popolare che tutti vorrebbero in sposa è quella di Milano, forte della posizione geografica, nel cuore della Lombardia, una delle zone più ricche e produttive d’Europa. Guidata dall’ex Intesa Sanpaolo Giuseppe Castagna, è la più piccola delle grandi Popolari (dietro UBI, Banco Popolare e Bper). Il pretendente numero uno è il Banco Popolare. L'attuale numero uno dell'istituto veronese, Pier Francesco Saviotti, vede di buon occhio un asse con Milano che porterebbe alla creazione di un istituto fortissimo in tutto il Nord Ovest e con una buona presenza nel Nord Est.

L’unione tra le Popolari in Veneto

Da anni si parla del matrimonio tra la Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che forse convoleranno finalmente a nozze nel 2015. Il presidente dell’istituto vicentino, il banchiere - viticoltore Gianni Zonin, ha di recente lanciato un appello agli "amici di Montebelluna" ribadendo la necessità di costruire "una grande banca del Veneto". Tra un elenco di quattro possibili partner, stilato da Mediobanca, advisor incaricato dai vicentini per sondare il terreno in vista della trasformazione in Spa, costringendo le Popolari più grandi a trovarsi un partner per aumentare le dimensioni patrimoniali, Veneto Banca è il solo che manterrebbe la centralità del territorio, rispetto a Carige e alle due popolari valtellinesi.

Bper in pressing su Unipol Banca

La fusione tra Bpm e Banco Popolare, secondo alcuni, potrebbe addirittura diventare a tre, con l’ingresso dell’emiliana Bper da cui nascerebbe una banca da 230 miliardi di euro in attivi. Tuttavia, dalle parti di Modena si stanno studiando anche altri dossier: Veneto Banca (non tutti gli azionisti dell'istituto di Montebelluna vedono con favore un’unione con i vicentini), in vista di una futura espansione nel Nord Est, e Unipol Banca, che andrebbe a rafforzare le relazioni con Unipol, con cui l'istituto ha già avviato una partnership nella bancassurance tramite Arca Vita.

Il matrimonio tra le due "big"


Per il Banco Popolare c’è un’altra strada, ben più ambiziosa, oltre a quella dell’unione con la milanese Bpm: il matrimonio con l’altra grande popolare del Nord, UBI, condizione necessaria per la futura acquisizione del Montepaschi di Siena che rischia di passare in mani straniere. UBI, Banco Popolare e Mps darebbero vita alla terza grande banca italiana con oltre 400 miliardi di euro in attivi, anche se in questo caso sarà difficile trovare un equilibrio tra i vari centri di potere, distribuiti tra Bergamo, Brescia, Verona e Siena.

Nozze in Valtellina

Un altro matrimonio "chiacchierato" è quello tra le due Popolari della Valtellina, il CreVal e la Popolare di Sondrio. I due istituti dovranno decidersi se mettersi assieme o se, eventualmente, aggregarsi a un’altra banca popolare. Mediobanca, in qualità di advisor, ha incluso le due banche valtellinesi nell'elenco delle migliori opzioni strategiche a disposizione della Popolare di Vicenza che è a caccia di partner in vista della trasformazione in spa.

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