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Dal Mondo

La fine del sogno del Cirque du Soleil (oppure no)

La compagnia fondata dall'ex mangiafuoco Guy Lalibertè ha dichiarato bancarotta dopo aver accumulato debiti per milioni di dollari. Ma punta a ripartire dopo il Covid

Novecento milioni di dollari. A tanto ammonterebbe il debito che ha costretto il Cirque du Soleil a dichiarare bancarotta controllata, estremo tentativo per salvare un'azienda – perché di questo si tratta – che vale diversi miliardi di dollari.

La richiesta di quello che era stato definito dal New York Times "il più grande franchising del divertimento al mondo" è di sottoscrivere un accordo che prevede un investimento da parte degli azionisti di 300 milioni di dollari. In cambio della sostanziale cancellazione del debito, i creditori riceveranno il 45 per cento della proprietà della nuova società.

Il crac del Cirque è in parte conseguenza della cancellazione, causa Coronavirus, dei 44 spettacoli programmati nel 2020 in giro per il mondo. L'azzeramento degli incassi ha avuto come primo effetto il licenziamento, già a marzo, del 95% del personale, circa 4.000 persone e oggi - a fronte dell'impossibilità di corrispondere a pagamenti per 165 milioni di dollari tra rate del debito e biglietti da rimborsare - è arrivata la richiesta di bancarotta.

In realtà già prima della pandemia i Cirque non navigava nell'oro. Secondo Forbes i guai della compagnia sono iniziati nel 2015 con la famosa operazione di leveraged buy-out con cui il fondo Usa di private equity Tpg acquistò il 90% del Cirque dal fondatore Guy Laliberté. Su un prezzo pattuito di 1,5 miliardi di dollari, Tpg tirò fuori direttamente 600 milioni, il resto fu finanziato con nuovo debito del Cirque du Soleil.

Fino a quando il Circo era nelle mani di Laliberté le cose andavano diversamente, ma l'eccentrico mecenate, uno degli uomini più ricchi del Canada, si era stufato. "Voglio tornare a fare l'artista" aveva detto, e ha girato le spalle alla mastodontica creatura onirica che cui aveva dato vita nel 1984.


Cirque du Soleil: Kurios www.youtube.com


La Storia del Cirque du Soleil

La storia del Cirque du Soleil, infatti, inizia quasi 40 anni fa quando il giovane guitto Guy Laliberté, di Montreal, girava per il mondo in autostop sbarcando il lunario come trampoliere e mangiafuoco. Creativo, eclettico e visionario il ventitreenne Guy amava il teatro di strada con la sua musica, i suoi colori e la caleidoscopica umanità che componeva una cornice scenica mai uguale. Insieme all'amico Gilles Ste-Croix a inizio anni '80 Laliberté ha fondato la compagnia Les Échassiers. La loro sede era nella piccola cittadina del Québec Baie-Saint-Paul dove questo gruppo di giovani artisti animava le strade e le feste paesane con coreografie di stampo circense rivivendo quel concetto medievale di evento teatrale che univa alla frattura carnevalesca il gusto per l'eccesso e il mimo.

Guy sognava di dar forma a una nuova idea di circo, dove il centro nevralgico non era il superomismo dell'ammaestratore di elefanti o del domatore di leoni in grado di sottomettere l'animale al potere dell'uomo, ma l'uomo stesso protagonista assoluto del superamento dei suoi stessi limiti fisici e mentali alla ricerca della perfezione acrobatica e dell'arte scenica. Mimo, giocoleria, acrobazia, e danza sono i punti cardinali di quello che da lì a qualche anno sarebbe diventato il Cirque du Soleil, il leader mondiale dell'intrattenimento dal vivo con 190 milioni di spettatori in 450 città e oltre 60 Paesi del mondo.

La grande occasione di quella che allora era la compagnia Les Échassiers è arrivata nel 1984 quando il governo del Quebec ha lanciato un bando offrendo un milione di dollari per produrre uno spettacolo itinerante come parte delle celebrazioni per il 450° anniversario della scoperta del Canada. Quel bando è stato vinto da Laliberté e i suoi guitti che con un cast di 73 persone ha fondato il Cirque du Soleil che, 36 anni dopo, aveva a libro paga 4.500 dipendenti provenienti da 70 Paesi diversi con 100 differenti professioni e 25 lingue parlate. Dal suo primo tour canadese la compagnia ha guadagnato 40.000 dollari, subito reinvestiti per un secondo tour in Canada che ha moltiplicato nel vendite e 10 anni dopo (i dati arrivano da Forbes) il giro d'affari del circo era già di 30 milioni di dollari.

Da solo il Cirque du Soleil vende ogni anno più biglietti di tutti gli spettacoli di Broadway messi insieme. Tra spettacoli itineranti e fissi (solo a Las Vegas ci sono 10 teatri del Cirque du Soleil) ogni anno vengono messe in scena 40 performance uniche con quell'impronta di fabbrica inconfondibile che unisce magia ad arte circense, suprema tecnica attoriale con tecnologia all'avanguardia, musica suonata dal vivo e coreografie che lasciano a bocca aperta col naso all'insù grandi e piccoli in tutto il mondo.

Eppure il burattinaio di tutto il carrozzone, Guy Laliberté, è una sorta di mangiafuoco oscuro dal patrimonio stimato di 3,2 miliardi di euro; un mecenate ambiguo che unisce al fiuto per gli affari una straordinaria creatività artistica, ma che viene definito "arido, calcolatore, dedito a sesso sfrenato e consumatore di ogni tipo di droga".Nel 2009 era uscita una biografia non autorizzata di Laliberté che lo disegnava come un dio bacco promotore di festini a base di ogni tipo di eccesso dove intervenivano politici, attori e personaggi pubblici cui veniva offerto ogni genere di trasgressione tra prostitute, droghe, alcol e promiscuità di ogni tipo.

Dopo aver ceduto la sua quota della società Laliberté ha messo in tasca 1,5 miliardi di dollari con cui ha comprato case e isole in tutto il mondo creando una capillare rete di proprietà che gli dà il controllo di una buona fetta del mercato immobiliare globale. Per togliersi lo sfizio, inoltre, ha anche speso 35 milioni di dollari per viaggiare nelle spazio ed è stato il primo turista canadese in orbita.

Nel 2018 ha fondato una nuova compagnia, la Lune Rouge, in cui ha investito un centinaio di milioni di dollari. L'idea è quella di organizzare spettacoli ad alta tecnologia utilizzando solo laser, luci e proiettori all'interno di piramidi giganti. Ora il destino del Cirque du Soleil è in mano ad amministratori straordinari che dovranno ammortizzare debiti milionari e investimenti ingenti di una macchina per far soldi perfetta e risollevare le sorti di questo gioiello dell'arte teatrale contemporanea nato per gioco dalla folle idea di un guitto di strada.

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