Vendesi laurea a un centesimo...

La storia di Giorgio Tedone, lo studente che ha venduto la sua laurea per provocazione

Carmelo Caruso

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Voleva vendere tutto, tutto. I francobolli, le monete collezionate da bambino, gli oggetti in disuso, qualche libro, ma Giorgio Tedone non si accorse che invece stava scrivendo un canto di Natale.

Dice che faceva freddo, dice che a Torino erano i giorni che precedevano il Natale e che quella «era una sera, una di quelle sere quando la malinconia ti prende…». Fu allora che Giorgio alla disperata ricerca di qualcosa da vendere frugò i cassetti. Ne aprì uno. Ma nulla. Ne aprì altri ancora, ma era tutta roba di poco valore. Che ci avrebbe fatto? «Avevo bisogno di denaro, quanto bastasse per fare qualche regalo, nulla di più». A ventisei anni e se sei studente come Giorgio il banco dei pegni non ha una via ma un indirizzo senza esattori digitato su un pc. Si chiama Ebay o Bakeka, tutti siti di compravendita online, uno stagno di occasioni e bizzarrie.

Si vende e si compra, in alcuni casi si cerca di ammannire qualche utente disposto a spendere, in altri servirebbe un collezionista a cui offrire le stravaganze dell’adolescenza, le passioni spente. Giorgio inserì annunci: «Si vende, si offre…» e poi in tralice vide la pergamena di laurea. Laurea in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, intonsa e arrotolata conseguita dopo un master a Londra e adesso uno stage a Torino, ma di cui Giorgio non sa che farsene.

Tanto vale venderla questa pergamena pensò, per celia, per regalarsi un sorriso. E’ stato così che la laurea di Giorgio è diventato l’oggetto conteso di questo paese dai titoli altisonanti, dalla laurea come feticcio svilita a consumo, l’oggetto che faceva arrabbiare Gaetano Salvemini nella nazione dei “Cocò all’università”.

«Ho pensato che si potesse vendere per provocazione al costo irrisorio di un centesimo». E infatti decide di venderla. L’annuncio si perde subito nel web, come quei fogli di giornale che poi tornano a distanza di settimane. Ed è così che l’annuncio di Giorgio pochi giorni fa, comincia ad essere rimbalzato dal web, nei social network, rilanciato da tanti studenti e laureati. Il testo finisce per essere un’epigrafe: «Vendesi laurea in scienze politiche causa mancata utilizzo», nonostante il resto del testo sia una lettera ragionata e agrodolce: «La pergamena finemente decorata può assolvere a diversi compiti. Le ampie dimensioni possono permettere di costruire fino a tre aereoplanini. Per i più sapienti può essere arrotolata e costruire un binocolo potentissimo ed efficientissimo con cui guardare le stelle nelle notti in cui facciamo i camerieri. Costruita in materiale resistente può anche essere utilizzata come tappeto volante per sognare una vita migliore. Le versione deluxe del pacchetto contiene un master, un corso di specializzazione e vari attestati di lingua, nel caso vogliate arredare le pareti delle vostre case con dell’inutile carta straccia. Non esitate a contattarmi per qualsiasi altra informazione».

Una laurea che Giorgio ha conseguito dopo aver partecipato a un corso di specializzazione in marketing a Londra: «Sapevo che non avrei trovato lavoro con una laurea in Scienze Politiche, sbagliai ad iscrivermi tanto che avevo abbandonato il corso a tre esami dal termine». A fare cambiare idea è stata la Ied di Torino, l’Istituito Europeo di Design, che gli ha assegnato una borsa di studio, ma con l’obbligo di conseguire il titolo di laurea entro breve tempo se non vuole vedersi ritirata la borsa. «Ho ricominciato a studiare per ottenere la laurea e il master. In una settimana ho discusso sia la dissertazione del master che quella di laurea».

Tesi sulla comparazione economica tra Italia e Spagna, due nazioni così simili perfino nella crisi. Successivamente inizia uno stage in un’ azienda torinese con un contratto che scade questa settimana. Sul web, però, il gesto scorretto di Giorgio comincia a far discutere al punto da far scomodare sia gli amministratori di Ebay che di Bakeka, i quali gli spediscono una mail in cui annunciano che il testo ha violato le condizioni d’uso e che di conseguenza il post verrà rimosso. Ma come avviene in questi casi la censura è soltanto l’incentivo alla diffusione e al dibattito fra insulti e solidarietà.

«C’è chi mi ha insultato chiedendomi perché avessi scelto scienze politiche. Altri, soprattutto architetti, geometri, avvocati mi hanno espresso quasi solidarietà e apprezzato la provocazione. Io per primo so che esistono lauree non spendibili. La mia è una di queste». Dietro c’è la retorica della laurea a tutti i costi, l’indottrinamento del titolo come irrinunciabile e il guasto di una scelta. «Dalle superiori mi dicevano. Cosa farai senza laurea? Oggi credo che anche con un diploma si possano imparare dei mestieri altrettanto validi e gratificanti».

La provocazione è arrivata nello studio dove Giorgio sta proseguendo il suo stage e agogna un contratto a progetto («magari). Forse adesso, sarà più facile ottenerlo? «No, è un momento difficile, spero di continuare a collaborare. Hanno riso molto, questo sì». Ma perché farlo? Per Giorgio era giusto farlo, quanto meno per il gusto dello scherno all’università intera, per educare al desiderio. «Arrabbiatevi, siate maleducati. Per non rimanere dottori per sempre». Nessuno l’ha comprata. La laurea di Giorgio dorme a Torino, in una stanza, adesso non più in un cassetto, ma sopra una libreria in attesa. Come un modellino d’aeroplano…

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