Cronaca

Sinodo della Chiesa: porte aperte alla famiglia

Papa Francesco apre i lavori dei vescovi: via le barriere, nessun compromesso, discussione su amore uomo-donna, valore delle unioni, divorziati

sinodo-papa-francesco

Redazione

-

IL PUNTO - Con il saluto del Papa si è aperta nell'aula nuova del Sinodo in Vaticano la XVI assemblea su "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo".

Prendono parte a queste assise complessivamente 270 padri sinodali: 42 ex officio (15 Patriarchi, Arcivescovi Maggiori e Metropoliti delle Chiese metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; 25 capi dei dicasteri della curia romana; il segretario generale e il sotto-segretario del sinodo dei Vescovi), 183 ex electione e 45 ex nominatione pontificia.

Tra i membri si contano 74 Cardinali (tra cui un patriarca e 2 arcivescovi maggiori), 6 patriarchi, 1 arcivescovo maggiore, 72 arcivescovi (di cui 3 Titolari), 102 vescovi (tra i quali 6 ausiliari, 3 vicari apostolici e 1 emerito), 2 preti diocesani (entrambi Parroci) e 13 Religiosi. Ci sono poi 14 delegati fraterni in rappresentanza di altre chiese, 24 esperti, 51 uditori e uditrici. Tra gli uditori ci sono anche 17 coppie di sposi, e una coppia è anche tra gli esperti.

I lavori si svolgeranno da oggi al 25 ottobre. Nel nostro live blogging i momenti più importanti

-------------------------

9:58 - Il Papa, aprendo i lavori del sinodo sulla famiglia ha spiegato che per lasciare agire lo Spirito santo, "noi padri - ha detto - pratichiamo il coraggio apostolico, l'umiltà evangelica e l'orazione fiduciosa". È quello che il Papa chiede ai padri sinodali per lasciar agire lo Spirito. "Il coraggio apostolico, - ha detto nel saluto che inaugura i lavori della XIV sinodo ordinario dei vescovi, dedicato alla famiglia - che non si lascia impaurire di fronte alle seduzioni del mondo che tendono a spengere nel cuore degli uomini la luce della verità, sostituendola con piccole luci, e nemmeno di fronte all'impietrimento di alcuni cuori che nonostante le buone intenzioni si allontanano da Dio".

"Il coraggio - ha aggiunto - di portare vita e non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi". "L'umiltà evangelica - ha proseguito il Pontefice - che sa svuotarsi delle proprie convinzioni e pregiudizi per rivestirsi di Dio, che porta non a puntare il dito contro gli altri per giudicarli, ma a tendere loro la mano per aiutarli a rialzarsi, senza mai sentirsi superiori a loro".

"L'orazione fiduciosa - ha ancora spiegato il Papa ai padri sinodali - quando ci si apre a Dio, si fanno tacere tutti i nostri umori per ascoltare la soave voce di Dio che parla nel silenzio: senza ascoltare Dio tutte le nostre parole saranno soltanto parole,
che non saziano e non servono, senza lasciarsi guidare dallo Spirito tutte le nostre decisioni saranno soltanto delle decorazioni che invece di esaltare il vangelo lo ricoprono e lo nascondono".

9:00 - Il sinodo, ha detto il Papa aprendone i lavori "è un camminare insieme con spirito di collegialità e sinodalità, adottando coraggiosamente parresia (parlar franco evangelico, ndr), zelo pastorale  e dottrinale, saggezza, franchezza, e mettendo sempre davanti ai nostri occhi il bene chiesa, delle famiglie e la salute delle anime".

Il sinodo, ha detto il Papa aprendone i lavori, "non è un parlamento dove per raggiungere il consenso si fa un accordo comune, un negoziato, un patteggiamento o dei compromessi: unico metodo è quello di aprirsi allo Spirito santo con coraggio apostolico e umiltà evangelica".

---------------------------

4 Ottobre 2015

È la Chiesa dalle porte aperte, che "non tradisca" se stessa creando "barriere", Chiesa "ospedale da campo", capace come il samaritano di chinarsi sulle "ferite" dell'uomo, di accoglierlo e curarlo, di costruire ponti.

È questa la Chiesa che il Papa auspica per sostenere il lavoro del sinodo dei vescovi sulla famiglia: la Chiesa che "insegna e difende i valori", ma sa che il sabato e' per l'uomo, non per il sabato.

Questa l'esortazione conclusiva della meditazione che papa Francesco ha proposto nella omelia della messa di ieri con cui ha aperto la XVI assemblea ordinaria del sinodo dei vescovi, che ha per tema "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo". Con 314 concelebranti nella basilica di San Pietro gremitissima, il Pontefice ha celebrato il rito solenne che ha espresso l'universalità della Chiesa anche con le letture e le preghiere in inglese, latino, italiano, francese, spagnolo, arabo, cinese, portoghese e swahili.

I temi sul tavolo

Papa Bergoglio ha dato molto materiale su cui meditare e incanalare il discernimento pastorale che chiede alle assise sinodali, seconde in due anni dedicate alla famiglia, sulle quale ci sono molte aspettative da parte delle diverse anime della Chiesa.

La riflessione si è mossa su tre assi principali: la solitudine, l'amore tra uomo e donna e la famiglia. "Oggi viviamo, - ha osservato  - in un certo senso, la stessa esperienza di Adamo: tanta potenza accompagnata da tanta solitudine e vulnerabilità; e la famiglia ne èl'icona. Sempre meno serietà nel portare avanti un rapporto solido e fecondo di amore: nella salute e nella malattia, nella ricchezza e nella povertà nella buona e nella cattiva sorte. L'amore duraturo, fedele, coscienzioso, stabile, fertile - ha costatato il Pontefice - è sempre più deriso e guardato come se fosse roba dell'antichità. Sembrerebbe che le società più avanzate siano proprio quelle che hanno la percentuale più bassa di natalità e la percentuale più alta di aborto, di divorzio, di suicidi e di inquinamento ambientale e sociale".

La solitudine

Viviamo il "paradosso", ha osservato, di tanti grandi grattacieli "ma sempre meno calore della casa e della famiglia", abbiamo tante persone sole, anziani, vedovi, persone abbandonate dal coniuge, vittime di tutte le età della cultura dello scarto, migranti in fuga dalle guerre. Abbiamo, ha commentato, "tanti piaceri, ma poco amore; tanta libertà, ma poca autonomia? Sono sempre più in aumento le persone che si sentono sole, ma anche quelle che si chiudono nell'egoismo, nella malinconia, nella violenza distruttiva e nello schiavismo del piacere e del dio denaro".

L'alleanza per la vita

Alla solitudine il Papa oppone l'"amore tra uomo e donna", quella "alleanza" per la vita, che è alleanza "non soltanto a vivere insieme per sempre, ma ad amarsi per sempre", con un amore che non è "utopia adolescenziale", ma "sogno senza il quale la creatura è destinata alla solitudine: la paura di aderire a questo progetto paralizza il cuore umano".

In "un contesto sociale e matrimoniale assai difficile", osserva il Pontefice, la Chiesa deve vivere la sua missione "nella fedeltà nella verità e nella carità". Con fedeltà deve incoraggiare le tante famiglie che vivono il matrimonio, difendere la sacralità della vita e la indissolubilità del vincolo coniugale"; con verità deve proteggere l'uomo "dalle tentazioni della autoreferenzialità e di trasformare l'amore fecondo in egoismo sterile, l'unione fedele in legami temporanei".

Con carità deve "curare le coppie ferite con l'olio dell'accoglienza e della misericordia", "uscire dal proprio recinto verso gli altri, con amore vero, per camminare con l'umanità ferita, per includerla e condurla alla sorgente della salvezza".

© Riproduzione Riservata

Commenti