Cronaca

Sciopero generale della scuola: i motivi e le conseguenze

Nel mirino una sentenza del Consiglio di Stato sul diploma magistrale: seimila insegnanti rischiano di tornare a fare le supplenti

scuola-protesta

Matteo Politanò

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Il nuovo anno inizia subito con uno sciopero generale della scuola che riguarda tutto il personale docente e Ata, in particolare della scuola materna statale e della primaria. L'adesione prevista si aggira intorno al 30% del personale e ha coinvolto tutta Italia, dal Nord al Sud, nelle piazze e di fronte alle sedi del Miur.

I motivi

Rinnovo contrattuale: Il contratto di lavoro è fermo da anni e nonostante i ripetuti incontri degli ultimi mesi tra sindacati e Miur le offerte del Ministero sono state ritenute insufficienti.

I diplomi magistrali: il punto centrale dello sciopero è la protesta contro la sentenza del Consiglio di Stato sui Diplomi Magistrali che ha stabilito come tutti gli aspiranti docenti in possesso di questo titolo non possano essere inseriti nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE), quelle per entrare di ruolo.

Le conseguenze

"Le famiglie italiane si accorgeranno di cosa vuol dire perdere il maestro del proprio figlio, dopo diversi anni, per colpa di una sentenza che non doveva neanche essere pronunciata" ha spiegato il presidente dell'Anief Marcello Pacifico. La sentenza impone alle maestre con il diploma magistrale ante 2002, circa 6000, di tornare a fare le supplenti. Oltre a loro tra gli esclusi dalle GAE ci sono anche 43.600 diplomati magistrali.

 

I cortei in tutta Italia

Gli insegnanti della scuola Primaria e dell'Infanzia hanno protestato davanti al Ministero dell'Istruzione in diverse città italiane: da Roma a Milano passando per i sit in davanti agli Uffici Scolastici Regionali di Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari. A Genova il corteo è stato aperto da alcuni bambini con lo striscione "Non toccate le nostre maestre".

Le richieste dei Sindacati

Le organizzazioni sindacali, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno chiesto "una soluzione politica in grado di ricomporre i diritti di tutti", consentendo tra l'altro di "riaprire le graduatorie d'istituto per permettere l'inserimento dei docenti che, collocati in Gae e quindi in prima fascia d'istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia".

La risposta del Ministero

Il Ministero dell'Istruzione ha sottolineato che la sentenza "riguarda i diplomati che hanno conseguito il titolo entro il 2001/2002, che non risultavano inseriti nelle Graduatorie permanenti all'atto della loro trasformazione in Graduatorie ad esaurimento nel 2007 e che recentemente hanno proposto ricorsi per ottenere comunque l'inserimento nelle citate Gae".

Inoltre "la sentenza non ha alcun impatto, né immediato né futuro sui diplomati magistrali, già di ruolo o ancora oggi iscritti nelle Gae, che risultavano già iscritti nelle Graduatorie permanenti nel momento in cui la legge 296 del 2006 le ha trasformate in Graduatorie ad esaurimento". Sullo sciopero è intervenuto anche il Ministro dell'istruzione Valeria Fedeli: "Appena l'Avvocatura dello Stato ci risponderà convocheremo le parti e troveremo le soluzioni equilibrate per i diversi interessi in campo e per le diverse situazioni in essere".

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