La vita e la morte della "vedova bianca dell'Isis"

Storia di Sally Jones, una delle più pericolose reclutatrici dello Stato Islamico, morta sotto i colpi di un raid americano con suo figlio

Conflitto Syria Isis

Lo Stato Islamico può contare su un esercito composta da migliaia di uomini e donne, di cui 15 mila provenienti dai Paesi occidentali. Nella foto, una brigata islamica nella città siriana di Deir Ezzor – Credits: Zac Baillie /AFP /Getty Images

Chiara Degl'Innocenti

-

Ci sono donne che hanno subìto lo Stato islamico e donne che lo hanno scelto. Sally Jones, considerata una delle più pericolose reclutatrici dell’Isis, era una donna che aveva deciso di abbracciare la fede jihadista e imbracciare un’arma. Era una donna che aveva preferito nascondere i suoi capelli biondi sotto il velo e che si era sposata con un guerrigliero a costo di sacrificare anche uno dei suoi figli.

Ora, l’ex cantante rock di origine inglese, si dice sarebbe morta in Siria con il suo piccolo di 12 anni. A rivelarlo al quotidiano britannico The Sun è una fonte vicina agli 007 di Londra.

Come entra nell’Isis

Nata a Greenwich, sud-est di Londra, e poi trasferita a Chatham, nel Kent, con una grande passione per la musica, negli anni '90 la Jones entra a far parte di una band chiamata Krunch. Uscita dal giro e diventata commessa in un negozio L’Oreal, a 46 anni e due figli, conosce su Internet un 19enne, Junaid Hussain, innamorandosi di lui. Hussain, a capo della divisione hacker dell’Isis la convince a lasciare la Gran Bretagna per legarsi al Califfato, insieme al più piccolo dei suoi bambini.

Jojo, all’epoca 9 anni, infatti sarebbe stato costretto a cambiare nome in Hamza, considerare come padre il giovane miliziano dell’Isis sposato con sua madre, a entrare a far parte del gruppo dei “leoncini”.

Lo spietato Jojo

Reclutato, indottrinato, addestrato e spedito a compiere atroci delitti come tanti altri bambini. Questo era diventato Jojo, a causa della madre e della sua scelta. Un'infanzia negata, portato a uccidere come uno spietato assassino, il bambino diventa così il triste protagonista di un video di propaganda dell'orrore dello Stato Islamico.
Lo riconoscono i nonni e il padre: carnagione chiara, occhi celesti, vestito in mimetica scuote violentemente la testa di un prigioniero inginocchiato di fronte a lui. Poi, tira fuori una pistola, la alza in aria, la punta sulla nuca del poveretto e fa fuoco. Questo avveniva oltre un anno fa.

966124Il piccolo Joe, il figlio di Sally Jones ripreso in un video mentre uccide un prigioniero

La vita di Sally Jones

La Jones ha fin da subito un compito preciso: reclutare decine di donne convincendole ad unirsi a lei e al battaglione Anwar al-Awlaki. Poi, alla morte del marito Hussain ucciso nell’agosto del 2015, diventa quella che i giornali britannici definiscono la “vedova bianca spietata che si fa ritrarre avvolta nel velo integrale mentre imbraccia un AK47”. E le donne convinte a seguirla diventano centinaia.

Il suo compito della Jones

Sally Jones addestra le donne che colpiscono in Occidente, recluta le nuove muhajirat, musulmane pronte a compiere l’egira verso la Siria per sposare un mujahidin, incita ad “uccidere gli infedeli” facendo appello alla “fede” e chiedendo di lanciarsi negli “attacchi a Londra, Glasgow e in Galles durante il Ramadan”. Non a caso, secondo gli 007 britannici, la "vedova bianca" sarebbe stata la mente di decine di piani terroristici poi sventati.
La Jones usa diversi account per reclutare le donne e nei suoi post fornisce consigli pratici su come arrivare in Siria e come entrare a far parte del gruppo. Azadeh Moaveni, autore del Lipstick Jihad, la definisce “una dei reclutatori più iconici" dello Stato islamico.

Come è morta Sally Jones

Fuggita da Raqqa assieme al figlio dodicenne Joe, a giugno, sarebbe stata centrata da un missile sganciato da un drone Predator americano. Ma come nel caso del capo dell’Isis, Abu Bakr al Baghdadi, per la morte della Jones e di suo figlio l’uso del condizionale è d’obbligo.

Per l’intelligence statunitense è ancora difficile e prematuro affermare con certezza se il ragazzino si trovasse effettivamente con la madre al momento del raid, ma Washington appare “fiduciosa” nel sostenere che la “vedova bianca” sia effettivamente la donna morta nell’attacco.

© Riproduzione Riservata
tag:

Leggi anche

Contro l'Isis e gli altri terroristi: le donne nei servizi segreti

Ai vertici del Mossad in Israele due donne con identità top secret e un passato da "spie". Ma ci sono importanti casi anche in Italia

Commenti