Cronaca

Psico-sette, cosa sono e come evitarle

Secondo l'Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici aumentano le vittime di gruppi organizzati che coinvolgono donne, uomini ma soprattutto adolescenti

rituale magico

Nadia Francalacci

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I dati sono inquietanti: 3.200 psico-sette e 3 milioni di persone, tra cittadini italiani e quelli stranieri ma residenti nel nostro Paese, ridotti in una vera e propria schiavitù psicologica.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici che lavora il collaborazione con l’unica Squadra Antisette della Polizia di Stato con sede a Firenze, in Italia negli ultimi anni si è assistito, in particolare, ad un aumento delle sette e dei santoni locali.

I dati che come specifica l’Osservatorio sono indicativi e al ribasso, ovvero indicano in circa 3 mila le sette locali gestite da santoni e maghi. Le grandi psico-sette presenti, invece, in tutto il Paese e di carattere internazionale, sono solamente una decina ma contano centinaia di migliaia adepti. Infine ci sono anche circa 150 gruppi sincretisti definiti anche "a macchia di leopardo" perché presenti in varie aree geografiche italiane, che si ispirano a filosofie orientaleggianti e new age. Un indicazione dettagliata ce la fornisce Luigi Corvaglia, membro della Federazione europea dei Centri di Ricerca ed informazione sul settarismo.

Dottore, quali sono i nuovi settori del sociale coinvolti dal proliferare di questi nuovi culti?
L'ambito della salute e del benessere è attualmente invaso da una cultura antiscientifica che, diffusa, produce cose come l'irrazionalismo anti-vaccinista, il complottismo contro Big Pharma e bislacche, quanto pericolose terapie, come la "Medicina Germanica" di Hamer concentrata in gruppi chiusi e autoritari, che dà luogo alle cosiddette "psicosette". Queste organizzazioni non hanno nulla di religioso, anche se sono generalmente connotati in modo spirituale, e si presentano come percorsi, sistemi di miglioramento di Sé.

Quali sono fattori sociali che hanno determinato questo incremento?
Tanto la crescita dei culti religiosi minoritari quanto l'esplosione delle psicosette possono, a mio avviso, essere viste come espressione del medesimo bisogno di "reincanto" del mondo che qualcuno ha definito "nostalgia d'assoluto". Al cadere dei cosiddetti pensieri forti (religioni istituzionali e ideologie) l'uomo ha soddisfatto la propria ricerca di affidamento a punti fermi alternativi, una ricerca che ha dato luogo ad un risveglio spirituale che ha preso varie forme. Fra queste, la più pregnante e pervasiva è quella della filosofia New Age. Questa, più che altro, è una atmosfera, un ambiente, un modo di sentire di tipo spirituale ed olistico che rigetta la visione occidentale tanto per la oggettività scientifica quanto per la tradizione religiosa. La NewAge è a metà fra un patchwork e un network di varie spiritualità alternative dal quale è possibile pescare filosofie orientali, astrologia, spiritismo, credenza nella reincarnazione, ufologia ed esoterismo. Questo clima culturale, favorito non poco da concezioni filosofiche anti-oggettive andate di moda negli scorsi decenni (postmodernismo, decostruzionismo, ecc.), informa di sé tanto molti dei nuovi culti religiosi quanto la maggior parte delle terapie alternative di stampo olistico (cura coi cristalli, riallineamento vertebrale, prana-yama, ecc.) che imperversano nella cornice culturale descritta.

Premesso che non tutti questi movimenti pseudospirituali esercitano abusi psicologici o fisici sui propri appartenenti. Quali sono pressioni psicologiche più comuni esercitate dai leader sugli adepti?
Infatti, non tutte le religioni minoritarie sono abusanti. In molti culti, però, è quantomeno sistematica l'imposizione all'adepto di chiudere i suoi rapporti con il mondo e la vita precedente. Ciò viene realizzato convincendo il seguace della pericolosità e perversione del mondo esterno e perfino, spesso, della sua stessa famiglia. Molto comune, poi, è lo sfruttamento non retribuito del lavoro per l’organizzazione, così come le esose richieste di denaro che, molto spesso, deve essere versato nelle casse del leader. A ciò si aggiungono alcuni casi di vessazioni, umiliazioni pubbliche, violenze sessuali (anche su minori). Talvolta il controllo del leader arriva a ridefinire le relazioni di coppia imponendo separazioni e decidendo unioni fra gli adepti. Abbiamo, ancora, più volte visto persone che sono state indotte ad abbandonare farmaci necessari a curare malattie gravissime per affidarsi ad intrugli o ai rituali salvivici del gruppo.

Rispetto al numero dei soggetti schiavizzati sono pochissimi gli individui che riescono a ribellarsi e ad allontanarsi dalla setta. In questi casi che cosa o chi determina la presa di coscienza?
La cosa interessante è questa. In teoria tutti questi gruppi sono ad adesione volontaria e spesso non esiste neppure una chiara violenza visibile ad impedirne l'uscita. I difensori delle sette, truffaldinamente, utilizzano questo argomento per dire che guru e santoni non fanno poi niente di male, ma questo significa non parlare dei costi d'uscita. Questi sono le penalità psicologiche, i disincentivi che l'apostata dovrà pagare per uscire. Io uso l'esempio del personaggio di Truman Burbank in The Truman Show. Quello che scatta in chi riesce ad andarsene da un gruppo costrittivo è che il piccolo germe del dubbio che può essersi prodotto per un evento, permette all'incrinatura nelle proprie certezze di diventare una spaccatura, al punto da rivalutare questi costi e trovare più sconveniente restare. Spesso è necessario un intervento esterno perché ciò si verifichi.

Lei dichiara che alcune di queste sette addirittura godono di una sorta di protezione istituzionale. Che cosa significa?
Significa che alcuni promotori di gruppi settari cercano e trovano sponde istituzionali, referenti politici. Nel nostro paese si sono svolte perfino conferenze nel palazzo di Montecitorio organizzate da federazioni di culti molto discussi come Scientology e Damanhur. A livello europeo esiste una vera e propria azione di lobbying messa in atto da organizzazioni settarie che hanno accoglienza nelle sedi istituzionali della Comunità Europea alle quali si presentano coperte dal vessillo della “libertà religiosa” e dei “diritti civili”. Parliamo di gruppi religiosi che intervengono pesantemente contro le libertà individuali, eppure si presentano come vittime di intolleranza e difensori delle libertà individuali. Paradossale...

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