Cronaca

Perché Fabrizio Corona non cambierà mai

A meno di 48 ore dal via libera del Tribunale di Milano a interviste e uso dei social l'ex re dei paparazzi è già in copertina

Su Chi la prima intervista a Fabrizio Corona dopo il via libera dei giudici

Barbara Massaro

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E' più forte di lui. Fabrizio Corona non ce la fa a mantenere un basso profilo e a stare lontano dai riflettori. Meno di 48 ore fa il giudice della Sorveglianza del Tribunale di Milano Simone Luerti ha concesso a Corona di tornare a "Svolgere la propria attività lavorativa" e, dato che - si legge nel documento -  l'elemento pubblicitario e mediatico è una componente essenziale della sua peculiare attività, potrà anche utilizzare i social network  e rilasciare interviste ma non con riferimento diretto all'andamento dell'affidamento terapeutico in corso". 

La prima intervista di Corona

Detto fatto: stamane il volto dell'ex re dei paparazzi è sulla copertina del settimanale Chi con un'intervista fiume concessa al giornalista e amico Gabriele Parpiglia che, via Instagram, l'ha annunciata in anteprima.

Sul numero di Chi in edicola da mercoledì 16 maggio, Fabrizio Corona parla per la prima volta della sua vicenda giudiziaria dopo due anni di silenzio e 16 mesi di carcere. «La mia è l'unica versione, quella vera. È stata solo una guerra», attacca Corona. «Io come singolo individuo contro un macigno più grande e forte di me che non voglio identificare con nessun nome altrimenti, dopo quest’intervista, ricominciamo da capo. E come me, vittima della mala giustizia, ci sono tante brave persone». Corona ricorda il 10 ottobre di due anni fa, quando fu arrestato per aver nascosto 2 milioni e 684 mila euro in un controsoffitto a casa di una sua collaboratrice. «Mi chiama il mio avvocato, Ivano Chiesa, e mi dice tre parole: “Ti devi consegnare”. Avevo due ore di tempo. Riunisco le persone care a casa di mia madre. Arrivati da mia madre, Chiesa mi ha detto che il giudice aveva deciso di sospendere l’affidamento, ma non aveva una spiegazione. Ho abbracciato forte mio figlio, avevo paura, dieci uomini sono venuti a prendermi con modi bruschi, come se fossi uno dei peggiori criminali. Tutto sotto gli occhi di mio figlio. L’ho guardato e gli ho detto: “Papà ce la farà”. Ho incrociato lo sguardo di mia madre e per la prima volta ho provato dolore. Poi ancora una voce: “Tutti fuori. Resta solo il signor Corona”. Mia madre Gabriella sviene. Mi ammanettano e mi consegnano un mandato di custodia cautelare. Il reato: intestazione fraudolenta di beni. Dopo tre ore mi ritrovo di nuovo al casellario di San Vittore. E sento ancora quel rumore: il cancello che si chiude dietro le spalle. Quel rumore è il ritorno all’inferno. Lo sanno tutti i detenuti». #fabriziocorona #story continua...

Un post condiviso da Gabriele Parpiglia (@gabrieleparpiglia) in data:

Non vedeva l'ora Corona di raccontare la sua verità circa la seconda carcerazione e la neo-libertà riacquistia e farla sapere a quell'opinione pubblica che controlla gli umori e gli andamenti di Corona da ormai 15 anni.

Fabrizio ammette la sua "dipendenza da riflettori" e sottolinea come il grande desiderio di tornare a lavoro (che per lui significa anche essere sulla bocca di tutti) abbia determinato la fine della sua storia con Silvia Provvedi.

 

Perché Fabrizio Corona non cambierà mai

Anche in questo Corona non cambierà mai: lui le persone le usa, le spreme e poi quando non gli servono più le getta via e sale su un nuovo carro. Un cinismo beffardo per il quale ci vuole pelo sullo stomaco, caratteristica che l'araba fenice dello showbiz italiano ha dimostrato di avere in abbondanza. Ogni volta che cade e che qualcuno pensa di darlo per spacciato lui si rialza, guarda negli occhi i riflettori e torna a far parlare di sé.

A proposito di Silvia che, la povera, l'ha aspettato per 16 mesi mentre lui era in carcere arrivando persino a sognare di riuscire a sposare il dissoluto redento, a Chi ha detto: "Silvia non mi ha mai abbandonato. Era come se fosse con me in galera. Avevo la cella tappezzata delle nostre foto. Sarò sempre in debito con lei, mai nessuna donna ha fatto tanto per me. Ha rinunciato alla sua vita, per vivere la mia. Recluso io, reclusa lei. Ha messo nell’armadio il suo divertimento per non farmi stare male e portarmi ogni santa volta un sorriso, una parola, un abbraccio".

La fine della storia con Silvia

E poi nel corso dell'intervista esclusiva ha continuato ammettendo: "Ma con lei ho sbagliato. Sono uscito dal carcere ed è come se nella mia mente ci sia stato uno scatto meccanico. Lei è corsa ad abbracciarmi, io ho guardato fotografi e cameraman. Lei è diventata trasparente e le uniche parole che ho detto dinanzi a una fan che urlava: 'Corona, sei un mito', sono state: 'Lo so!'. Mi spiace, ma avevo da subito fame di vita. E non degli abbracci di Silvia".

La crisi è iniziata all'indomani della scarcerazione perchè, prosegue Fabrizio: "Ho ripreso a far l'amore con il mio lavoro. E Silvia era lì che mi guardava, che mi aspettava, che forse capiva. Forse... Siamo entrati in crisi. Dentro di me non ho mai smesso di amarla. Mai. Ma il lavoro mi ha allontanato da Silvia, che invece aveva bisogno di noi. Pensavo potesse comprendere, non lo ha fatto. Oggi, purtroppo, è finita".

Il fattore Belén

Non è stata, però, colpa di Belén che Corona ha incontrato di recente in compagnia del fidanzato Andrea Iannone: "La crisi tra me e Silvia era preesistente. Belén è una persona con cui ho passato quattro anni importantissimi della mia vita. Con cui stavo per avere il mio secondo figlio. E alla quale voglio e vorrò sempre un gran bene".

Corona, poi, ha ricordato i drammatici momenti dell'arresto sotto gli occhi della madre e del figlio Carlos Maria. Era il 10 ottobre di due anni fa e nel controsoffitto della casa di una sua collaboratrice erano stati trovati 2 milioni e 684 mila euro.

L'arresto

"Mi chiama il mio avvocato, Ivano Chiesa, e mi dice tre parole: 'Ti devi consegnare' - ricorda l'ex re dei paparazzi - Avevo due ore di tempo. Riunisco le persone care a casa di mia madre. Arrivati da mia madre, Chiesa mi ha detto che il giudice aveva deciso di sospendere l’affidamento, ma non aveva una spiegazione. Ho abbracciato forte mio figlio, avevo paura, dieci uomini sono venuti a prendermi con modi bruschi, come se fossi uno dei peggiori criminali. Tutto sotto gli occhi di mio figlio. L’ho guardato e gli ho detto: 'Papà ce la farà'. Ho incrociato lo sguardo di mia madre e per la prima volta ho provato dolore. Poi ancora una voce: 'Tutti fuori. Resta solo il signor Corona'.

Mia madre Gabriella sviene. Mi ammanettano e mi consegnano un mandato di custodia cautelare. Il reato: intestazione fraudolenta di beni. Dopo tre ore mi ritrovo di nuovo al casellario di San Vittore. E sento ancora quel rumore: il cancello che si chiude dietro le spalle. Quel rumore è il ritorno all’inferno. Lo sanno tutti i detenuti".

Il nuovo e il vecchio Corona

Retorico, arrabbiato, spudoratamente certo di essere stato vittima di un complotto con questa intervista Fabrizio Corona conferma di non essere cambiato e di avere tutte le intenzioni di riprendersi il trono di "re" dello showbusiness.

Adesso vorrebbe addirittura affidarsi a un agente che possa "Portarmi su un palco a raccontare tutta la mia storia perché in Italia non c'è mica solo Saviano".

E poi conclude: "Mi hanno arrestato per questioni morali, questioni di odio oggi per me impossibili da spiegare. Ma ho tutto chiaro nella mia testa e nel mio cuore. Posso aver sbagliato, ma ho pagato in modo esagerato. Corona un perseguitato. Stop".

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