Roma accoglie la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta e gli oltre 120 mila partecipanti con i 13 capi di Stato e di governo (a rappresentare il Governo italiano ci
sarà il ministro Marianna Madia), tra cui il primo ministro indiano. La cerimonia di domenica 4 settembre è considerata l'evento più importante del Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco.

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DOMENICA 4 SETTEMBRE

Piazza San Pietro a Roma si è presentata colma di fedeli, pellegrini e anche di tanti turisti al cospetto di Papa Francesche che ha pronunciato la formula di canonizzazione e iscritto nell'albo dei santi madre Teresa di Calcutta, al secolo: Gonxha Agnes Bojaxhiu (1910-1997).

Un lungo applauso ne ha accolto la proclamazione. È stato un momento di forte commozione. Tanti i pellegrini provenienti da varie diocesi italiane, ma anche da Spagna, India, Polonia, Albania, Kosovo e altri paesi del mondo. E tante le bandierine sventolate con l'immagine di madre Teresa su un fondo azzurro, il colore di cui è bordato il sari bianco che contraddistingue l'ordine delle suore da lei fondato in India.

Le parole di Papa Francesco

"Madre Teresa di Calcutta si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato" ha detto Papa Francesco nella sua omelia. "Ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perchè riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini, dinanzi ai crimini - ha ripetuto -  della povertà creata da loro stessi".

"La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali - ha aggiunto - permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri. Oggi - ha detto il Papa - consegno questa emblematica figura di donna consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santità!".

E poco dopo: "Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l'unico nostro criterio di azione è l'amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione", che porta "speranza a umanità sfiduciata".

Madre Teresa, ha ricordato il Papa, "amava dire: 'Forse non parlo la loro lingua, ma posso sorridere'. Portiamo nel cuore - ha esortato - il suo sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino, specialmente a quanti soffrono. Apriremo così orizzonti di gioia e di speranza a tanta umanità sfiduciata e bisognosa di comprensione e di tenerezza"

"Penso che forse avremo un po' di difficoltà nel chiamarla santa Teresa, la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle 'madre Teresa'".

Papa Bergoglio, a partire dal messaggio dei profeti, "misericordia voglio, non sacrifici", ha sottolineato come per il cristiano non esista "alternativa alla carità: quanti si pongono al servizio dei fratelli, benchè non lo sappiano, sono coloro che amano Dio".

La vocazione alla carità, ha osservato papa Francesco, è vissuta dai volontari, chiamati a "toccare la carne di Cristo": "quante mani sostengono; - ha osservato il Pontefice - quante
lacrime asciugano; quanto amore è riversato nel servizio nascosto, umile e disinteressato! Questo lodevole servizio dà voce alla fede ed esprime la misericordia del Padre che si fa
vicino a quanti sono nel bisogno". Si tratta di "un impegno serio e al tempo stesso gioioso; richiede radicalità e coraggio",  e " i volontari che servono gli ultimi e i bisognosi per amore di Gesù non si aspettano alcun ringraziamento e nessuna gratifica, ma rinunciano a tutto questo perchè hanno scoperto il vero amore".

Il cristiano e il volontario si chinano "su quanti hanno perso la fede o vivono come se Dio non esistesse, sui giovani senza valori e ideali, sulle famiglie in crisi, sugli ammalati e i carcerati, sui profughi e immigrati, sui deboli e indifesi nel corpo e nello spirito, sui minori
abbandonati a sè stessi, così come sugli anziani lasciati soli. Dovunque ci sia una mano tesa che chiede aiuto per rimettersi in piedi, - ha esortato - lì deve esserci la nostra presenza e la presenza della Chiesa che sostiene e dona speranza"

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SABATO 3 SETTEMBRE

Super presidiata l'area attorno a San Pietro e al Vaticano, come sempre considerata un obiettivo sensibile.

Sul fronte misure di sicurezza per la canonizzazione di Madre Teresa, la zona è stata suddivisa in tre aree (Sant'Uffizio, Traspontina e Porta Angelica) con controlli su persone e bagagli, "secondo una logica di cerchi concentrici" per consentire una "condizione di massima sicurezza" nella parte in cui stazioneranno i fedeli e dove si troverà il Santo Padre.

La divisione, operativa dalle 19 del sabato, prevede approfondite bonifiche. A sorvegliare l'intera area dell'evento squadre specializzate di pronto intervento della Polizia (Uopi) e dell'Arma dei Carabinieri (Api), mentre i Reparti Speciali assicureranno il servizio antiterrorismo.

Tremila gli agenti delle forze dell'ordine impiegati nella giornata di domani. In campo ci saranno, infatti, circa mille uomini nell'ambito delle 24 ore che andranno a rafforzare i 2mila previsti nell'anno giubilare sull'intero territorio della Capitale. Dalle 8 di domani mattina scatterà anche il divieto di sorvolo su una vasta area sopra San Pietro. Mentre dalle 6 sarà operativo il Centro per la gestione della sicurezza dell'evento, presieduto dal questore, al quale parteciperanno rappresentanti di tutte le forze di polizia, dell'Aeronautica Militare, dell'Esercito impegnato nell'operazione "Strade Sicure", della polizia municipale, del 118 e dei servizi di intelligence.

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