Cronaca

Inchiesta sul disastro di Genova: il punto sulle indagini

Perquisite le sedi del Politecnico di Milano e del Cesi, verranno interrogate anche 40 persone potenzialmente informate sui fatti

ponte Morandi crollo Genova

Matteo Politanò

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Difetti strutturali che risalgono alla costruzione del ponte Morandi nel 1967 e il passaggio di un camion troppo pesante che alle 11.36 di quella maledetta vigilia di Ferragosto ha dato il colpo di grazia a una struttura già compromessa. Sono questi i due risultati choc della perizia condotta per ordine della procura di Genova sui resti del ponte che ha portato alla morte di 43 persone. Nel frattempo trapelano i contenuti di alcune mail riservate inviate da Autostrade per l'Italia: "Chi fa i controlli non è adeguato".

20 settembre 2018

Il quotidiano genovese Il Secolo XIX racconta oggi come Autrostrade per l'Italia avesse espresso dubbi sull'affidabilità di Spea Eginnering, la società responsabile della manutenzione del ponte Morandi che figura nel registro degli indagati. Il quotidiano, che cita una qualificata fonte investigativa, racconta come le novità siano emerse esaminando una serie di mail riservate che i finanzieri agli ordini dei colonnelli Ivan Bixio e Giampaolo Lo Turco, hanno individuato dopo l'analisi di computer e telefoni nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.

Tra i mittenti delle mail incriminate ci sarebbero anche Paolo Berti, direttore centrale operativo di Autostrade per l'Italia, e Michele Donferri Mitelli, entrambi nel registro degli indagati con le accuse di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, disastro colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

La Procura ha acquisito uno studio secondo cui lo scorso 30 giugno il segmento del viadotto in direzione Ponente, quello sopravvissuto al crollo, subì oscillazioni sino a 11 centimetri durante il passaggio dei camion. I periti del tribunale dovranno ora valutare le fluttuazioni e deformazioni del viadotto, confrontandoli con le relative operazioni di manutenzione e monitoraggio.

18 settembre 2018

La Guardia di Finanza ha sequestrato documentazioni informatiche e cartacee nelle sedi del Politecnico di Milano e del Cesi, la società che nel 2016 si occupò dello studio sul viadotto.

Le acquisizioni sono state effettuate nell'ambito dell'inchiesta sul crollo, indagini che negli ultimi giorni hanno riguardato soprattutto l'acquisizione di materiale legato alle attività di studio sul viadotto. L'elenco delle persone indicate come potenzialmente informate sui fatti conta circa una quarantina di nomi, persone non indagate ma che dal 2012 ad oggi potrebbero essere state a conoscenza di documenti e informazioni sullo stato del ponte Morandi.

Nel frattempo è iniziato a Palazzo Chigi il vertice tra il premier Giuseppe Conte, il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci. Sul tavolo c'è la scelta del nome per il Commissiario alla Ricostruzione.

17 settembre

Il team ingegneristico guidato da Piergiorgio Malerba e Renato Buratti su ordine della Procura ha prelevato campioni della struttura e le ha analizzate all'interno di un bunker nella zona rossa.

L'attenzione, in particolare, è stata posta sulla struttura di quegli stralli del pilone 9 che si sono spezzati la mattina del 14 agosto.

Da quanto sostiene il report il numero di cavi d'acciaio presenti nel calcestruzzo sarebbe inferiore rispetto a quello previsto dal progetto originario. Non solo: la guaina protettiva di quei cavi è quasi assente a indicare un totale deterioramento dei materiali utilizzati che devono essere stati di scarsa qualità.

Secondo quanto trapela materiali scedenti e addirittura una fase realizzativa dell’opera in cui si è passati sopra a componenti che, sulla carta, erano ritenuti fondamentali sarebbero alla base di un ponte nato malato.

Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti che dall'alba del giorno dopo la tragedia vagliano frame a frame il video del crollo è che a dare il colpo di grazia a un ponte già compromesso sia stato il passaggio di un tir che trasportava un rotolo d’acciaio da 440 quintali (il limite di legge è 462).

Il conducente, rimasto illeso, è stato intervistato da Corriere della Sera, e ha spiegato che quel ponte traballante col suo mezzo pesante lui lo attraversava due volte al giorno per portare i rotoli d'acciaio dall'Ilva di Genova verso altre destinazioni.

L'uomo ha ammesso di sentirsi sempre poco sicuro quando attraversava il viadotto proprio per le forti oscillazioni che percepiva. Il peso del mezzo era comunque nei limiti previsti dalla legge e la struttura avrebbe dovuto reggere. Dopo due secondi dal suo passaggio del camion dal pilone numero nove lo strallo est si è spezzato risucchiando l'asfalto e il suo camion nel vuoto. 

7 settembre

Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha definito "Un atto dovuto" l'iscrizione nel registro degli indagati di 20 persone che sarebbero coinvolte a vario titolo nell'incidente.

Cozzi ha spiegato che contestualmente all'iscrizione nel registro degli indagati la procura chiederà l'incidente probatorio all'ufficio del giudice affinché le indagini possano subire un'accelerazione sensibile e gli avvisi servono anche a far sì che le persone coinvolte possano elaborare una strategia difensiva.

Si tratta di una lista comunque provvisoria e, al momento, fra gli indagati ci sono i vertici di Autostrade Spa nelle persone di: l'amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore centrale operazioni Paolo Berti, il responsabile Maintenance Michele Donferri Mitelli, il direttore del tronco di Genova Stefano Marigliani, il suo predecessore Riccardo Rigacci, Paolo Strazzullo, responsabile unico del progetto di retrofitting (restauro della struttura)

Con loro sono indagati anche gli alti dirigenti e i tecnici ministeriali che hanno avuto a che fare con la ristrutturazione del ponte (di cui nessuno ha mai chiesto la chiusura).

Avvisi sono arrivati a Vincenzo Cinelli, responsabile della Direzione generale vigilanza autostradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al suo predecessore Mauro Coletta, al dirigente di divisione della vigilanza Bruno Santoro, al capo dell’ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa, e al provveditore alle opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta Roberto Ferrazza

Tra gli indagati ci sono anche il docente universitario del Dicca di Genova, Antonio Brencich, l’ingegnere Mario Servetto e Giuseppe Sisca coloro che avevano firmato il parere tecnico sull’appalto del ponte in qualità di consulenti del ministero.

4 settembre

Sul tavolo del è arrivata una prima lista di una trentina di nomi. Si tratta di coloro che, s'ipotizza, sarebbero stati a conoscenza dello stato di criticità.

Un elenco che ora Cozzi dovrà vagliare con attenzione per arrivare all'iscrizione sul registro degli indagati di coloro che avrebbero avuto "cognizione" di quanto sarebbe potuto accadere (e poi è accaduto) visto lo stato del viadotto.

La svolta potrebbe arrivare con l'incidente probatorio dove potrebbero venire cristallizzati per la prima volta nomi e ipotesi di reati che vanno dall'omicidio plurimo colposo al disastro colposo fino all'attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.

Sono nomi pesanti quelli che i magistrati dovranno vagliare con cura per accertare eventuali responsabilità e ipotesi di colpa: alti dirigenti ministeriali, funzionari locali, tecnici strutturali e amministratori di Autostrade Spa.

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio e dai sostituti Walter Cotugno e Massimo Terrile, s'avvale dei dati raccolti sal primo gruppo della Guardia di finanza di Genova, al comando del colonnello Ivano Bixio.

Quel che va precisato è che sarà difficile accertare eventuali responsabilità visto che quel che è certo e dimostrato è che tutti erano consapevoli della necessità di lavori di manutenzione sull'opera. La questione è: chi sapeva che il crollo era imminente? 

La lista depositata dalla Gdf comprenderebbe i nomi di Vincenzo Cinelli, direttore generale della vigilanza del ministero delle Infrastrutture, il suo predecessore Mauro Coletta e i responsabili di divisione Bruno Santoro e Giovanni Proietti.

Nell'elenco figurerebbero anche i vertici di Autostrade: il presidente del Cda Fabio Cerchiai, l'amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore centrale operation Paolo Berti, il direttore del primo tronco di Genova Stefano Merigliani e il direttore di manutenzione degli interventi Michele Donferri.

A questi andrebbero aggiunti anche i vertici di Spea che si è occupata delle verifiche sullo stato del Morandi: l'ad Antonio Galatà, Massimo Giacobbi, responsabile del progetto di retrofitting (restauro della struttura) e Massimo Bazzanelli, a capo della sicurezza.

Infine figurerebbe il nome di Roberto Ferrazza, Provveditore alle opere pubbliche e Carmine Testa, a capo dell'ufficio ispettivo territoriale delle Infrastrutture.

Le domande cui le 145 persone che si sono costituite parte civile (tra feriti e parenti delle vittime) vorrebbero risposte sono tante: chi sapeva? Davvero c'era più preoccupazione per le ripercussioni sulla viabilità causate dalla chiusura del viadotto che per la sicurezza dei cittadini? Perché si è aspettato tanto? Chi ha determinato questo stallo? E soprattutto chi, pur sapendo, non ha fatto nulla per evitare una tragedia annunciata?

Giovedì 30 agosto

- Secondo L'Espresso, esiste una lettera d'allarme datata 28 febbraio 2018 in cui è stata richiesta un'accelerazione delle procedure per le opere di rinforzo strutturale del ponte Morandi. Il documento sarebbe stato firmato dal Direttore per la Manutenzione di Autostrade, Michele Donferri Mitelli e indirizzato al Ministero delle Infrastrutture. Mitelli scrive: "Vista l'importanza strategica dell'opera e la natura dell'intervento e tenuto conto che il completamento delle procedure di affidamento può essere stimato in 13-15 mesi, si ritiene, in considerazione del protrarsi dei tempi di approvazione, che l'intervento non possa essere in esecuzione prima del secondo semestre 2019 o inizio 2020. Tale circostanza comporterebbe una serie di ripercussioni sia per la pianificazione economica che per l'incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera. Per quanto sopra, Vi preghiamo di portare avanti l'iter autorizzativo quanto prima".

- Tra i documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza spunta una relazione dello stesso ingegnere Riccardo Morandi, ideatore del ponte, che negli anni ottanta si mostrava stupito e deluso dal veloce degrado dei materiali utilizzati.

Mercoledì 29 agosto

- La Procura di Genova ha emesso un ordine di sequestro per tutta la documentazione relativa al ponte Morandi. La Guardia di Finanza ha acquisito le prove nelle sedi del Ministero delle Infrastrutture e nell'ufficio ispettivo territoriale di Genova e in altri uffici a Roma, Firenze e Milano. Finanzieri anche nella sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Val d’Aosta e della Spea Engineering, società del gruppo che controlla Autostrade per l'Italia, il gruppo Atlantia.

- Il governatore della Liguria, e commissario straordinario per l'emergenza del ponte, Giovanni Toti ha pubblicato su Facebook la sua proposta per la ricostruzione: "Autostrade apre il cantiere e paga il conto. Poi Fincantieri costruisce il ponte. Renzo Piano ha regalato a Genova il disegno di un ponte bellissimo e così la città potrà riavere in fretta un'opera indispensabile, sicura e meravigliosa"

Lunedì 27 agosto

- La società Autostrade ha pubblicato on line il testo della convenzione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in modo da "rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni" per far conoscere "tutti gli elementi che regolano la concessione".

- Il governatore della Liguria, e commissario straordinario per l'emergenza, Giovanni Toti ha parlato ai giornalisti dei tempi per la demolizione del ponte: "Dire con esattezza quando saranno demoliti i due monconi è una previsione da rabdomanti. Auspicabilmente prima di Natale".

- Nel registro degli indagati per il crollo del ponte Morandi non ci sono ancora nomi. Le indagini procedono ma secondo Il Secolo XIX di Genova è scontro tra politica e magistrati su indagini e tempi di demolizione. Delicato l'argomento degli elementi di prova, le parti crollate del ponte che la magistrura vorrebbe esaminare a fondo ma che vanno tolti per la ricostruzione.

- Chi si occuperà della ricostruzione? Di Maio vorrebbe estromette Autostrade per l'Italia mentre il governatore della Liguria Toti, che è anche il commissario straordinario per l'emergenza, sostiene che la società del gruppo Benetton debba prendersi in carico dell'operazione.

Domenica 26 agosto

- Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Edoardo Rixi, ha detto che i lavori per lo smantellamento del ponte Morandi potrebbero iniziare "per i primi di settembre, direi entro la prima settimana". Sui tempi dell'intervento: "dipende dalla tecnica usata, credo che si vada  verso un mix di smontaggio e microcariche esplosive".

- Della commissione d'inchiesta non fanno più parte Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, il nuovo arrivo è invece Alfredo Mortellaro, dirigente del Consiglio superiore dei lavori pubblici che aveva gestito parte dei progetti di ricostruzione dopo il terremoto in Irpinia e che è stato ai vertici del Sisde. 

- Le attività nella zona del ponte Morandi sono state sospese a causa dell'allerta meteo che ha colpito la Liguria fino alle 8 di questa mattina.

Venerdì 24 agosto

- Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli ha dato mandato di revocare l’incarico al numero uno della commissione d’inchiesta sul crollo di ponte Morandi, Roberto Ferrazza. Dallo stesso organismo si è dimesso Antonio Brencich che ha consegnato le sue dimissioni nella serata di giovedì.

- Il procuratore di Genova Francesco Cozzi sottolinea la necessità di procedere al più presto con lo smantellamento del ponte: "Era già malato e non solo la parte est. Le condizioni sono gravi se non gravissime". Un avanzato stato di deterioramento che era precedente al crollo del 14 agosto. Le autorità attendono ora da Autostrade un piano per lo smantellamento, previsto entro 5 giorni.

- Il fascicolo dell'indagine sul crollo del ponte Morandi resta a carico di ignoti ma nei prossimi giorni dovrebbero essere iscritti nel registro degli indagati le prime venti persone

- La Guardia di finanza ha sequestrato altro materiale negli uffici di Società Autostrade a Genova, Firenze e Roma. Nel mirino le comunicazioni interne e quelle tra Autostrade e il Ministero delle Infrastrutture.

Giovedì 23 agosto

- Le forze dell'ordine hanno ridisegnato la zona rossa intorno al ponte Morandi dopo le nuove segnalazioni di scricchiolii nella zona. Il procuratore Francesco Cozzi ha lanciato l'allarme anche sul moncone ovest del ponte: "I consulenti tecnici hanno evidenziato anche il grave stato di degrado della parte di ponte sul lato ovest".

- Il primo dossier dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi racconta come Ministero e Autostrade fossero a conoscenza della grave situazione del viadotto. Il livello di degrado della torre rimasta in piedi è infatti più alto di quello della parte crollata. Il presidente della commissione d'inchiesta ministeriale Roberto Ferrazza ha fatto sapere che sul livello ancora in piedi c'è uno stato di degrado di "quattro su una scala di cinque. Un dato superiorie rispetto al livello tre che era stato registrato nella parte crollata". Il primo dossier è stato consegnato ieri alle autorità e deriva da "un’attività d’indagine svolta da Autostrade per l’Italia", un documento dell'autunno 2017 rimasto però ignorato. Nelle prossime ore verranno notificati i primi avvisi di garanzia, circa 12, ad alcuni dirigenti di Autostrade per l'Italia e del Ministero delle Infrastrutture.

Mercoledì 22 agosto

- La Anac, Autorità nazionale anticorruzione, ha chiesto ad Autostrade per l’Italia l’invio degli atti predisposti e necessari per la manutenzione del viadotto approvati dal Consiglio d'Amministrazione e anche chiarimenti sull’appalto per i lavori sul ponte Morandi. 

- Il moncone est del ponte Morandi è pericolante e non si può più aspettare per abbatterlo. Lo ha reso noto la struttura commissariale per l'emergenza che ha ricevuto una relazione tecnica dalla commissione ispettiva del ministero guidata dall'architetto Roberto Ferrazza. Al termine della riunione del centro coordinamento soccorsi il prefetto di Genova Fiamma Spena ha fatto sapere che "abbiamo ricevuto una relazione dal presidente della commissione ministeriale che segnala sul pilone 10 un evidente stato di corrosione di grado elevato"

- Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che ricopre anche il ruolo di commissario delegato all'emergenza per il crollo, ha dichiarato che "occorre sicuramente demolire il moncone nei tempi più brevi possibili, uno per garantire sicurezza anche se oggi l'area è evidentemente sgomberata e dunque nessun essere umano corre alcun rischio, due perchè senza la demolizione non riparte la ricostruzione"

- L'inchiesta per il crollo del ponte Morandi entra nel vivo con i primi interrogatori. La squadra mobile di Genova ha iniziato sentendo alcune persone che si trovavano lungo il ponte Polcevera al momento del crollo in modo da effettuare le prime "ricostruzioni visive". La Procura sta anche repertando i pezzi del ponte più utili alle indagini, materiale che verrà spostato dall'area insieme a tutto ciò che i Pm valuteranno come materiale da sequestrare. 

Martedì 21 agosto

- Il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha dichiarato che per comprendere le cause del crollo di ponte Morandi "non ci sono dei tempi, se non quelli conseguenti alla continuità e alla completezza degli accertamenti". Intervenuto a Radio 1 il responsabile delle inchieste ha fatto sapere che "tutto quello che può essere fatto viene fatto, tra l’altro con difficoltà non indifferenti perché bisogna rendere compatibile il compito con quello della sicurezza, come il pericolo di altri crolli, la necessità di rimuovere i detriti dal torrente Polcevera o dalla ferrovia e di rendere le indagini compatibili anche con le esigenza di ripresa della vita quotidiana».

Lunedì 20 agosto

- Dopo le dichiarazioni della Procura di Genova sul sospetto che il peso del carroponte possa aver contribuito al cedimento del ponte Morandi, il direttore della Weico di Velturno, Hubert Weissteiner afferma che il carroponte non era ancora stato installato. "Stavamo lavorando all'installazione di binari sui quali avrebbe dovuto scorrere il carroponte che però non è mai entrato in funzione" ha dichiarato.

- Domani è in programma una riunione nel palazzo di giustizia di Genova per fare il punto delle indagini tra i titolari dell’inchiesta. Tra le motivazioni del crollo, oltre alla più accreditata del cedimento degli stralli, secondo fonti vicine alla Procura si ipotizza che possa aver influito anche il carro ponte attaccato all'impalcata del ponte. Ad oggi non esiste ancora nessun nome iscritto nel registro degli indagati.

- La procura è pronta, in caso di concreto pericolo, ad autorizzare l'abbattimento del moncone di ponte Morandi, sequestrato il 17 agosto dopo il crollo della campata, che si trova sopra gli edifici evacuati di via Porro. Ieri sera infatti sono stati segnalati scricchiolii che hanno portato i Vigili del fuoco alla sospensione del recupero beni da parte sei cittadini sfollati. 

Domenica 19 agosto

Roberto Ferrazza, presidente della commissione ispettiva sulle cause del crollo della campata centrale del ponte Morandi, ha fatto sapere che il disastro potrebbe essere dovuto "ad una serie di concause". Al termine del sopralluogo sul luogo della tragedia è stato reso noto che "il ponte si è prima piegato, poi è caduto".

Sabato 18 agosto

La società autostrade dovrà presentare entro due settimane una relazione dettagliata sulle operazioni di monitoraggio e pianificazione degli interventi che riguardavano il viadotto.

Venerdì 17 agosto 2018

Anche la Procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per omicidi colposi in relazione al crollo del ponte in cui sono rimasti uccisi anche 4 ragazzi francesi.

Giovedì 16 agosto 2018

L'ultimo capitolo è stato il sequestro dei due monconi rimasti in piedi dopo il crollo della campata centrale del viadotto. Le macerie del ponte, come confermato dal procuratore capo Francesco Cozzi, verranno invece rimosse e trasferite in un'area attigua individuata dal Comune dove verranno sequestrate e analizzate dai periti nominati dalla Procura. 

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Mercoledì 15 agosto

Le prime indagini riguarderanno le cause che hanno portato al crollo del ponte. "Non è stata una fatalità" ha dichiarato il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. Nel mirino degli inquirenti ci saranno soprattutto le responsabilità di Autostrade che a maggio aveva indetto un bando per un maxi appalto da 20 milioni di euro con l'obiettivo di rinforzare i tiranti superiori del ponte, il cui collasso sembra essere tra le cause principali della sciagura. I lavori sarebbero dovuti iniziare dopo l'estate.

 

Autostrade conosceva la situazione critica del ponte? Alcuni tiranti, tecnicamente chiamati "stralli", erano stati rinforzati durante gli anni '90 aggiungendo cavi di sostegno esterni. La parte del ponte caduta non era invece stata mai rinforzata e lo scorso 3 maggio Autostrade aveva indetto la gara d'appalto per una messa in sicurezza urgente. La data d'inizio dei lavori era stata decisa in modo da non penalizzare il flusso dei turisti in città e verso i traghetti. Enrico Sterpi, segretario dell'Ordine degli Ingegneri liguri, ha commentato così il bando a Il Secolo XIX: "Autostrade aveva focalizzato la criticità e si era presa una bella responsabilità facendo una gara ristretta per un importo così elevato. È chiaro che ci fosse la necessità di accelerare la procedura". Già alla fine degli anni '90 l'Ordine degli Ingegneri di Genova propose nero su bianco di integrare la struttura di calcestruzzo con l'acciaio per gestire il forte aumento del traffico sul ponte.

Al vaglio degli inquirenti ci saranno anche le certificazioni obbligatorie che Autostrade doveva eseguire per riferire sullo stato della struttura: una trimestrale con personale proprio e una biennale con periti esterni. Né gli enti locali, né il Ministero delle infrastrutture, intervengono infatti direttamente su questo tipo di controllo e manutenzione.

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