Diciotti, la nave simbolo della guerra tra Italia e Unione Europea

Nel trattenere i migranti a bordo il Governo italiano vuole far smuovere l'Unione Europea sul tema dell'accoglienza

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I minori non accompagnati scendono dalla nave Diciotti al porto di Catania - 22 agosto 2018 – Credits: ANSA/ORIETTA SCARDINO

Ilaria Molinari

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La nave Diciotti è diventata ormai una nave simbolo. Poco interessa chi ci sia a bordo. Quello che interessa al Governo italiano è che sia il terreno nuovo di scontro per arrivare a una collaborazione in materia di ricollocamento di immigrati nei vari paesi della UE.

È così che dopo cinque giorni di navigazione e due di fermo nel porto di Catania, solo dopo le sollecitazioni della Procura di Agrigento e di quella dei minori di Catania in base a quanto previsto dalle convenzioni internazionali e dalla legge italiana, il Ministro degli Interni Matteo Salvini ha detto sì allo sbarco dei 29 minori non accompagnati a bordo. Si tratta di ragazzi eritrei tra i 14 e i 16 anni e di una bambina che saranno trasferiti in due centri di accoglienza messi a disposizione dai Servizi sociali del Comune di Catania. Gli altri 148 immigrati restano invece in attesa.

E poco interessa a Salvini che il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, salito a bordo della nave, abbia aperto un'indagine per sequestro di persona e arresto illegale per il trattenimento dei migranti a bordo a carico di ignoti. E che anche la Dda di Palermo abbia aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani. E che anche i pm di Catania abbiano deciso di aprire un fascicolo di "atti relativi" per accertare l'esistenza di eventuali reati. "Mi denunciano? Facciano pure!", ha replicato il responsabile del Viminale con diversi post sulla sua pagina Facebook.

La reazione dell'Europa

L'obiettivo è (secondo Salvini) smuovere l'Europa. Le tensioni infatti aumentano anche a suon di ripicche che non fanno onore a nessuna delle parti in campo. Malta, che il 22 ha riferito di aver soccorso altri cento naufraghi su un barcone, spiega che "sfortunatamente, Roma non ha ancora rispettato i suoi impegni sul meccanismo di redistribuzione dei migranti sbarcati a La Valletta dalla Lifeline il 27 giugno", replicando così a Salvini, che aveva accusato il governo maltese di non rispettare i suoi impegni sugli immigrati sbarcati a giugno a Pozzallo.

Per ora l'unico passo in avanti è stata la convocazione di un mini vertice per il 24 agosto organizzato dalla direzione generale Affari interni e a cui sono invitati i consiglieri per gli Affari europei dei leader di dodici Paesi, il cosiddetto 'gruppo dei volenterosi': Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta e Grecia, e Irlanda.

I temi da discutere

Diciotti è infatti solo l'ultimo caso che segue a quello della Aquarius, a ridosso di Ferragosto, e delle navi Protector e Monte Sperone a metà luglio e che hanno dimostrato la necessità di uscire dall'emergenza, almeno con una soluzione ponte, in attesa di un piano a più a lungo termine ma ancora lontano da venire.

La discussione sulle piattaforme regionali per gli sbarchi - uno dei pilastri della soluzione strutturale a 28 - è solo all'inizio e non sembra esserci grande appetito sul negoziato per la riforma del regolamento di Dublino ormai in stallo da oltre due anni e mezzo, nonostante i ripetuti tentativi delle presidenze di turno del Consiglio europeo. E ora che è la volta dell'Austria, col cancelliere Sebastian Kurz la situazione di certo non sarà più fluida.

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