Cronaca

L'amnesia di Carla Bruni: "Battisti, chi?"

Dopo averlo difeso, e forse aiutato, per anni oggi la modella-cantante e moglie di Sarkozy prende le distanze dal terrorista dei Pac

Carla Bruni

Terry Marocco

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Cesare Battisti chi? Chiusa nel suo studio di registrazione a lavorare al nuovo album Carla Bruni, l’affascinante ex modella, ex première dame soignée, purtroppo sta soffrendo di una grave forma di amnesia.

All’indomani dell’arresto del terrorista pluriomicida da lei sempre difeso e, secondo molte indiscrezioni, aiutato a fuggire in Brasile, ha così dichiarato: «Non lo conosco, non l’ho mai incontrato e mio marito non l’ha protetto durante i suoi anni di presidenza». E poi quasi infastidita: «Mi piacerebbe ci fosse silenzio e non bugie, non pettegolezzi, al fine di rispettare il dolore mai sopito dei familiari delle vittime».

Ti piacerebbe hanno risposto in coro i social, twittando inesorabili: «Carla Bruni ora nega di avere mai aiutato Battisti a fuggire in Brasile e dice di non avere idea di come quella calunnia sia nata. Deve avere la memoria corta o il…». «Una smentita un po’ tardiva». «Ecco la sinistra che dagli attici tifava per il compagno Cesare Battisti». «Se sei a posto con la coscienza cara Madame, non c’è bisogno di spiegazioni».

Ha la faccia come il botox o è una calunnia lunga 10 anni? ci si domanda.

Forse è una prerogativa delle femmes fatales francesi, che sembrano impazzire per il mito del pistolero senza tetto né legge. La prima vittima fu Fanny Ardant: «Curcio è un eroe e le Br un fenomeno molto coinvolgente e passionale». Parbleu!

Poi è stata la volta della scrittrice noir Fred Vargas, che andava a trovare Battisti in Brasile con assidua regolarità. E infine Carlà.

I nemici della coppia Sarkozy dicono che nel 2008 incontrò personalmente il presidente brasiliano per perorarne la causa. Proprio lei, che nel 1972 lasciò Torino con la sua famiglia rifugiandosi in Francia per paura del terrorismo. «Hanno arrestato l’amichetto tuo. Sei una vergogna». «Carla Bruni: “Io Battisti nemmeno lo conosco”. Ora capisco perché ha fatto quei dischi mediocri». «Fai tanto la radical chic, ma se avesse ucciso tuo figlio? Sarebbe ugualmente un perseguitato politico? Fai schifo. Adesso poi non sei nemmeno più bella, sei un Avatar».

La gente è davvero impietosa, si attacca anche al lifting. Però neanche lei era stata compassionevole, quando anni fa in un’intervista su Battisti a Il Giornale aveva dichiarato: «Mi sembra che il dolore del nostro Paese sia abbastanza comprensibile». Abbastanza. 

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