Cronaca

Cardinale George Pell, le accuse di pedofilia e la sua difesa

Tra i principali consiglieri di Papa Francesco, è incriminato per abusi sessuali su minori. "Sono innocente", dice il prelato. E dal Vaticano parole che lo difendono

George Pell

Simona Santoni

-

Il cardinale australiano George Pell, 76 anni e uno dei principali consiglieri di Papa Francesco, è accusato di abusi sessuali su minori dalla polizia dello stato australiano di Victoria. Un caso che mette alla prova la credibilità delle iniziative messe in campo dal pontefice, dopo i casi di pedofilia che hanno scosso la Chiesa cattolica in tutto il mondo.

Il prelato, dal 2014 prefetto della Segreteria per l'economia presso la Curia romana, rigetta le accuse: "Sono innocente", dichiara in una conferenza indetta apposta il 29 giugno. E tornerà in patria per poter difedendere il suo nome.

Ecco i dettagli. 

Cosa è successo

Il cardinale australiano George Pell è stato incriminato per gravi reati sessuali su minori, come ha comunicato la polizia australiana nella notte del 29 giugno.

"Il cardinale Pell deve fronteggiare diverse accuse e contestazioni multiple", ha detto il vice commissario di polizia dello Stato australiano di Victoria, Shane Patton, precisando che nell'inchiesta contro l'alto prelato sono state seguite le stesse procedure che vengono adottate nei casi di reati sessuali storici e che il cardinale "è stato trattato come ogni altro indagato".

Pell è stato chiamato a comparire in tribunale a Melbourne il prossimo 18 luglio.

Lo scorso ottobre la polizia australiana era stata a Roma per interrogare Pell in seguito a denunce di molestie che sarebbero avvenute a partire dagli anni Settanta, quando era un semplice sacerdote a Ballarat, sua città natale, e andate avanti fino a quando è diventato arcivescovo di Melbourne. Pell ha ripetutamente respinto le accuse.

"Vorrei ribadire la mia innocenza", ha detto il mese scorso quando la polizia australiana aveva comunicato che rischiava l'incriminazione.

Chi è il cardinale George Pell

Il cardinale George Pell di fatto è il capo delle finanze dello Stato Vaticano. Ex arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney, nel 2013 Pell era stato indicato da Papa Francesco tra gli otto cardinali scelti come consiglieri per modernizzare la chiesa cattolica. È il più alto rappresentante Vaticano mai coinvolto in un'inchiesta per reati sessuali.
Dal 2014 è prefetto della Segreteria per l'economia presso la Curia romana. 

Il 29 giugno alle 8.30 Pell ha voluto dire la sua in conferenza nella sala stampa vaticana. "Queste questioni sono state oggetto di indagini ormai da quasi due anni", ha detto il porporato. "Sono state fatte filtrare notizie ai media, un accanimento senza tregua e per più di un mese dichiarazioni relative al fatto che la decisione sulle accuse sarebbe stata 'imminente'. Adesso sono contento che finalmente potrò difendermi nei tribunali".

E poi la negazione di ogni coinvolgimento: "Rifiuto in blocco le accuse contro di me, sono false. Aborrisco la sola idea degli abusi sessuali". E ancora: "La notizia riguardo queste accuse rafforza la mia determinazione e il processo giudiziario mi darà l'opportunità di pulire il mio nome e tornare al mio lavoro a Roma".

A proposito di Roma e di cosa ne pensa in merito Papa Francesco, ecco cosa dice Pell: "Il Santo Padre è stato da me costantemente informato durante questo lungo periodo, e ho anche avuto l'occasione di poter parlare con lui recentemente, nei giorni scorsi, circa la necessità di prendermi un congedo temporaneo per poter difendere il mio nome. Sono grato a sua Santità per avermelo concesso di modo che io possa tornare in Australia. Ho parlato con i miei avvocati per comprendere le tempistiche del mio rientro e ho consultato i miei dottori per vedere quale sia il miglior modo per farlo".

Le parole del Vaticano su Pell

Durante l'incontro del cardinale Pell con i giornalisti, il portavoce Greg Burke ha letto una nota del Vaticano: "La Santa Sede ha appreso con rincrescimento la notizia del rinvio a giudizio in Australia del cardinale George Pell per imputazioni riferibili a fatti accaduti alcuni decenni orsono".

"Il Santo Padre, informato di ciò dallo stesso card. Pell, gli ha concesso un periodo di congedo per potersi difendere". E ancora: "Il Santo Padre, che ha potuto apprezzare l'onestà del card. Pell durante i tre anni di lavoro nella Curia Romana, gli è grato per la collaborazione e, in particolare, per l'energico impegno a favore delle riforme nel settore economico e amministrativo e l'attiva partecipazione nel Consiglio dei Cardinali".

Circa le accuse di abusi sessuali, così si esprime: "La Santa Sede esprime il proprio rispetto nei confronti della giustizia australiana che dovrà decidere il merito delle questioni sollevate. Allo stesso tempo va ricordato che il Cardinale Pell da decenni ha condannato apertamente e ripetutamente gli abusi commessi contro minori come atti immorali e intollerabili, ha cooperato in passato con le Autorità australiane (ad esempio nelle deposizioni rese alla Royal Commission), ha appoggiato la creazione della Pontificia Commissione la Tutela dei Minori e, infine, come Vescovo diocesano in Australia ha introdotto sistemi e procedure per la protezione di minori, e per fornire assistenza alle vittime di abusi".

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Papa Francesco: "C'è corruzione in Vaticano. Ma io sono in pace"

E sugli abusi sessuali spiega: "Se non siamo convinti che questa è una malattia, non si potrà risolvere il problema"

Pedofilia, quando l'orco è un sacerdote

A Catania l'ultimo caso: un religioso avrebbe abusato di un ragazzo minacciandolo con un coltello

Pedofilia: come difendere i minori sul web

A Bari un postino si fingeva donna per indurre le vittime a compiere atti sessuali davanti alla webcam. Un dirigente di polizia spiega come evitare i rischi

Commenti