carabinieri ros
(Ansa)
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Cronaca

«Che rabbia quelle allusioni sulla cattura di Matteo Messina Denaro»

Un uomo del Ros ci ha raccontato cosa c'è stato dietro la cattura del super boss e la tristezza per il mancato appoggio e soddisfazione per l'operazione di una buona parte della gente

«L’arresto di Messina Denaro ci è costato fatica, anni di lavoro e a qualcuno anche la vita e le persone invece di festeggiare la vittoria dello Stato sulla mafia mettendo in dubbio la modalità con cui è stato arrestato». Il messaggio che leggete testuale ci arriva da un uomo, un uomo dei Ros. Uno dei Carabinieri impegnato nell'operazione che ha portato alla cattura dopo 30 anni di latitanza di Matteo Messina Denaro. Una operazione difficile, faticosa dietro la quale ci sono difficoltà e sacrifici invisibili e che solo per questo avrebbe meritato una reazione di festa, gioia, orgoglio.

Sui social e non solo invece continuano ad essere postati commenti e addirittura meme che tentano di sminuire il lavoro di tutte le forze dell’ordine. “Si è consegnato” “Era sotto il loro naso, lo hanno coperto”, “Il pentito Boiardo lo aveva detto” quando in realtà ci sono voluti anni di indagini per arrivare ad assicurare alla giustizia con l’operazione “Tramonto” uno dei più spietati boss di Cosa Nostra mandante di centinaia di omicidi.“Tramonto” nome scelto appositamente dai Ros in ricordo della poesia incorniciata nella caserma dei Ros di Nadia Nencioni, la bimba fiorentina di 9 anni, barbaramente uccisa insieme ai suoi genitori e la sorellina di 50 giorni, nell’attentato ai Georgofili.

Ed è proprio uno di loro ad averci scritto per raccontarci le sensazioni fortissime di questi giorni e la gioia provata da tutto il suo reparto per avere finalmente arrestato il boss stragista di cui da 30 anni si era persa traccia. Una soddisfazione però che lascia anche tanta amarezza per la reazione inimmaginabile dell’opinione pubblica che più che puntare il dito sulla ferocia di Messina Denaro e riconoscere la vittoria dello Stato continua a sollevare dubbi sulle modalità della sua cattura.

Come sono andate le cose, come vi sentite?

«Sono state giornate incredibili; lo abbiano preso finalmente e c’è una gioia incontenibile, difficile da descrivere, per questo risultato. Il nostro è stato uno sforzo incredibile a cui tutti abbiamo partecipato. Non sono vere le storie che la gente sta raccontando, non c’è nessuna dietrologia. Matteo Messina Denaro non si è consegnato. Lo abbiamo preso noi. Il suo arresto è stato frutto di indagini complesse favorite indubbiamente dalla malattia che ha contribuito a portarlo allo scoperto. Ma se da una parte si festeggia dall’altra sale anche un po' di rabbia nel leggere tante critiche verso di noi e lo Stato dopo che abbiamo lavorato giorno e notte senza sosta».

Come spiega queste critiche?

«Perché gli italiani sembra sempre che non sappiano apprezzare gli sforzi delle istituzioni, non hanno fiducia nemmeno nel lavoro svolto nemmeno dopo un arresto così importante e fondamentale per la storia di questo Paese. Ci abbiamo messo 30 anni ma finalmente lo abbiamo trovato. Non servono riconoscimenti, siamo felici comunque per questo risultato straordinario ma le critiche senza fondamento non hanno senso, se non quello di far perdere la fiducia nelle istituzioni e aumentare il potere della mafia che si basa proprio su questo».

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