Contrordine grillini, la clandestinità è reato
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Contrordine grillini, la clandestinità è reato

Grillo e Casaleggio sconfessano i parlamentari che hanno votato per l'abolizione del reato: «Non era nel programma». Il sondaggio: abolire il reato di clandestinità?  - Le reazioni sul web -

Beppe Grillo sconfessa i suoi due senatori che in commissione Giustizia avevano presentato un emendamento per abolire il reato di clandestinità previsto dalla legge Bossi-Fini. Lo fa con un post sul suo blog che ha suscitato qualche malumore tra i parlamentari a cinque stelle (come quello espresso sul Fatto.it dai due firmatari dell'emendamento, Andrea Cioffi e Fabrizio Buccarella) ma anche - nel metodo, «Ma uno non valeva uno?» - tra gli attivisti e i simpatizzanti che popolano il blog. Senza contare le per altro scontate reazioni di sdegno del mondo della sinistra, tra cui spiccano quelle di Nichi Vendola su Twitter («Bossi-Calderoli=Grillo-Casaleggio») e Stefano Fassina («Grillo e Casaleggio x reato di #clandestinità . ennesima conferma M5s partito padronale di destra populista»).

Scrivono Grillo e Casaleggio: «Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno. Non siamo d'accordo sia nel metodo che nel merito». Secondo il comico genovese l'abolizione del reato di clandestinità «sarebbe un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia».

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