Che cosa diceva Napolitano nell'estate 2011
Che cosa diceva Napolitano nell'estate 2011
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Che cosa diceva Napolitano nell'estate 2011

Il pressing per varare una manovra che rassicurasse l'Europa. La richiesta di uno scatto di orgoglio nazionale: lo scontro politico-istituzionale tra Quirinale e Palazzo Chigi nel periodo di cui parla Friedman nel suo libro

 

L’estate 2011 segnerà il punto di non ritorno nei rapporti tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Capo del Governo Silvio Berlusconi. Il 29 giugno, giorno del suo compleanno, Napolitano si trova a Oxford per ricevere la laurea in legge, e da lì lancia un monito: “Ciascuno si deve assumere le proprie responsabilità. Non c’è dubbio che chi prende delle decisioni oggi sulla situazione economica si prende delle responsabilità anche per domani”. Il riferimento è alla manovra economia che il 30 avrebbe varato il governo Berlusconi. “C’è stato il 7 giugno scorso un documento molto puntuale della Commissione europea… In esso si dice che lo sforzo fatto dall’Italia rende credibile la vigilanza sui conti pubblici fino al 2012, ma che occorrono misure addizionali per il biennio successivo”. Sul provvedimento del governo dichiara: “Vedremo se sarà o meno un provvedimento che entra nel merito del da farsi per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013-2014”.

Il 3 luglio arriva una nota ufficiale del Quirinale alla notizia pubblicata sui giornali che il Capo dello Stato avrebbe ricevuto il provvedimento dal venerdì 1 luglio: “Poiché molti organi di informazione continuano a ripetere che la manovra finanziaria approvata dal governo giovedì scorso sarebbe già da venerdì al vaglio, si precisa che, a tutt’oggi, il governo non ha trasmesso alla Presidenza della Repubblica il testo del decreto legge”. Tre giorni dopo, Napolitano firma il decreto Tremonti, ma aggiunge una nota relativa alla copertura finanziaria del provvedimento che: “Il decreto-legge prevede gran parte della manovra necessaria per raggiungere il pareggio del bilancio entro il 2014; per la restante parte si dovrà procedere con gli ordinari strumenti di bilancio relativi al triennio 2012-2014 e i relativi disegni di legge collegati”. In sintesi: il decreto così com’è non basta.

L’11 luglio arriva la tempesta perfetta dei mercati finanziari e Piazza Affari perde il 3,6%. In mattinata Napolitano rivolge un invito alla società civile: “In questo momento più che mai dovrebbe sprigionarsi, nella società civile e nelle istituzioni,un impegno di coesione nazionale di cui c’è indispensabile bisogno per affrontare e superare le difficili prove che già sono all’ordine del giorno”.

Il 15 luglio il Financial Times titola un editoriale dedicato all’Italia: “Preserving Italy’s Fiscal Credibility” nel quale, pur apprezzando gli sforzi fatti dal nostro Paese, si invita Napolitano a sostituire il governo Berlusconi con un governo di tecnici.

Il 18 luglio incontro tra Berlusconi e Napolitano e questi dichiara: “La manovra è stata fatta nello spirito giusto, ma ora servono risorse per la crescita e il governo deve essere pronto e in grado di reggere altre misure che potrebbero presto rivelarsi necessarie”.

Il 28 luglio arriva un nuovo monito: “La politica appare debole e divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise. Non dovremmo tutti essere capaci di un simile scatto, di una simile svolta non fosse altro per istinto di sopravvivenza nazionale?

Il 2 agosto nuovo tonfo in Borsa. Napolitano convoca il governatore di Bankitalia e presidente della Bce, Mario Draghi. “Integrare subito le decisioni sui conti. Per la crescita serve il confronto tra governo, opposizione e parti sociali”. Intanto il Financial Times attaccando Tremonti e definendolo come non indispensabile. Il 13 agosto arriva la seconda manovra finanziaria da 45 mld di euro.

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