Cristiano Ronaldo a terra (Ansa, Epa)
Calcio

A Lione la Juventus più brutta dell'anno

Uscire a marzo con i francesi sarebbe un fallimento insostenibile ed inspiegabile, soprattutto per Sarri

La Juventus vista a Lione è stata la più brutta della stagione nella serata preparata per mesi, con la consapevolezza che si trattava del debutto nella seconda parte dell'annata, quella davvero decisiva per tutti. Lenta, senza idee e tiri in porta: un incubo per i tifosi bianconeri e un duro risveglio per chi immaginava il palcoscenico della Champions League uno stimolo adeguato per la rosa di Sarri.

Non è stato così con l'aggravante di alcune cose palesemente non da Juventus che vanno corrette in fretta. Al ritorno servirà tutt'altro rispetto al poco (e in ritardo) visto a Lione a partire dal ritmo che continua a mancare e che è ormai una costante. Cosa succede a Pjanic e compagni? Perché la condizione atletica continua a mancare? Sarri ha provato ad abbozzare di non essere ancora in grado di far fare giro palla veloce si suoi, ma più che una consolazione le sue parole sono state in ammissione di impotenza. Quasi la certificazione di una crisi di rigetto alla sua idea di calcio

Furia agonistica e idee chiare, un gioco più veloce nel portare il pallone a Ronaldo e soci in attacco, aggressione a centrocampo e attenzione in difesa dove ormai non fanno più notizia i gol incassati che invece, nel passato, da gennaio in poi diventavano una rarità.

Poi c'è l'aspetto della mentalità che si esprime in tanti modi, compresa le gestione comunicativa di una serata andata male. Sarri ha detto che in Italia alla Juventus sarebbero stati concessi due rigori e che in Europa il metro è differente e bisogna adeguarsi. A parte il fatto che è tutto da dimostrare, in pochi secondi ha iscritto la Juventus al partito di chi evoca alibi per spiegare una sconfitta e ha dato fiato a quelli che ritengono che in campionato i bianconeri sono aiutati nei momenti che contano. Nel primo e nel secondo caso non ha fatto un favore alla sua squadra e alla sua società. Il tempo delle parole è finito.

L'apertura di credito concessa da Agnelli alla vigilia della trasferta in Francia è stato ampio ma ribadendo che alla fine contano i risultati. Uscire a marzo contro il Lione aprirebbe a scenari da rivoluzione e sarebbe un fallimento tecnico impossibile da accettare.

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