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Calcio

Italia, ecco come si arriva al Mondiale

La delusione per un girone finito male, le critiche eccessive alla nazionale campione d'Europa e come funzionano gli spareggi che ci devono portare in Qatar. A qualsiasi costo - FLOP MONDIALE, MA GUAI A SCARICARE MANCINI

La certezza è che il sentiero per arrivare al Mondiale di Qatar sarà stretto e in salita. Pericoloso per definizione come solo le sfide senza rete sanno esserlo, soprattutto quando ci entri dopo aver a lungo accarezzato il pensiero che non ti sarebbe servito l'esame di riparazione ma che, da studente modello, eri in realtà il primo della classe. L'Italia di Roberto Mancini ha quattro mesi per ricostruirsi così da presentarsi allo spareggio mondiale di nuovo piena di quelle certezze che sono improvvisamente venute meno. Non bisogna tralasciare nulla, nemmeno un dettaglio, perché la formula pensata da Fifa e Uefa per decidere le ultime 3 europee inscritte alla Coppa del Mondo è insidiosa come una trappola.

Dimentichiamoci del passato e anche dei rapporti di forza, veri o presunti. Gli azzurri si giocheranno tutto a marzo in due partite secche, senza possibilità di pareggio e nemmeno con la certezza di farle entrambe davanti al proprio pubblico. Conterà arrivare in condizione in quella settimana (24-25 marzo il primo turno, 28-29 marzo il secondo) e avere anche tanta buona sorte nel momento del sorteggio che determinerà la sede della partita decisiva: giocarla in casa o fuori può fare tutta la differenza del mondo.

L'Italia sa di essere testa di serie, eredità dei 16 punti raccolti nel girone chiuso alle spalle della Svizzera. Nella stessa situazione si trovano Portogallo, Russia, Scozia, Galles e Svezia. La Polonia è scivolata nella seconda urna insieme alla Turchia e a Macedonia, Ucraina e alle due entrate per diritto guadagnato con la Nations League: Austria e Repubblica Ceca.

Nel primo turno all'Italia toccherà, giocando in casa, una di queste seconde mentre poi l'incrocio sarà aperto e potrebbe coinvolgere anche una delle altre big. Chi c'è da temere? Tutti e nessuno. Impossibile non sperare di evitare il Portogallo di Cristiano Ronaldo beffato in extremis dalla Serbia e con CR7 a caccia dell'ultima grande vetrina della sua carriera. Oppure occhio alla Polonia di Lewandowski e di tanti calciatori conosciuti in Serie A. Come da maneggiare con la massima cautela un abbinamento con la Svezia che evoca cattivi ricordi e ha Ibrahimovic nelle stesse condizioni di Ronaldo.

Insomma, non c'è da stare allegri anche perché nella eventuale finale anche un avversario sulla carta abbordabile può diventare terribile se affrontato a casa sua: la Russia a Mosca o la Turchia a Istanbul, ad esempio, diventano ostacoli durissimi davanti al proprio pubblico e in condizioni ambientali estreme. Se si vuole evocare lo stellone, non sarebbe male prendere la Macedonia o la Finlandia nella prima sfida e poi il Galles o la Russia, a patto di avere fortuna nella determinazione della sede. Evitare Ronaldo, per sintesi brutale. E soprattutto presentarsi all'appuntamento in condizioni decenti.

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