Berlusconi sceglie i servizi sociali
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Berlusconi sceglie i servizi sociali

Depositata oggi a Palazzo di Giustizia di Milano la richiesta. Ecco cos'accadrà adesso

C'era tempo fino al 15 ottobre, ma Silvio Berlusconi ha deciso di depositare oggi la richiesta per l'affidamento ai servizi sociali presso la procura di Milano, che la trasmetterà a sua volta al Tribunale di sorveglianza competente. Forse a spingerlo e' stata anche la volontà di uscire dall'incertezza per definire in tempi rapidi la sua condizione personale e politica, che inevitabilmente si ripercuoterà, come già accade ormai da settimane, sulla vita familiare, il rapporto con i figli, e, cosa non meno rilevante, sulle effettive possibilità di continuare a svolgere il ruolo di guida politica per un partito, che alle ultime elezioni ha raccolto quasi otto milioni di voto attorno alla sua leadership.

Negli scorsi giorni diverse associazioni si sono offerte per consentire al capo del centrodestra, condannato a quattro anni di reclusione nel processo per i diritti tv Mediaset, di scontarne uno, quello non coperto da indulto, in affidamento ai servizi sociali: tra queste, il Ceis, che accolse a suo tempo Cesare Previti, la fondazione GenEticaMente di Mario Capanna, le organizzazioni radicali Nessuno tocchi Caino e Non c'e' pace senza giustizia, Exodus di don Mazzi e il Centro Astalli per i rifugiati, gestito dai gesuiti e assai vicino a Palazzo Grazioli (dove l'ex premier ha eletto la residenza). Non e' escluso che alla fine non si opti per soluzioni 'interne' come le onlus Mediafriends e Milan.

La procedura prevede dapprima una fase istruttoria, in cui l'ex premier dovra' confrontarsi in diversi colloqui con gli assistenti sociali, cui tocchera' il compito di valutare il 'ravvedimento' del condannato, la sua volonta' riparativa rispetto al crimine commesso. Finora pero' Berlusconi si e' sempre dichiarato innocente, ricordando ai suoi accusatori che per i medesimi capi di imputazione, relativi ad anni differenti, egli e' stato scagionato per ben due volte, a Roma e a Milano, con due sentenze confermate in via definitiva dalla Cassazione (da ricordare che a condannare Berlusconi e' stata la sezione feriale presieduta dal famigerato Esposito).

Probabilmente la decisione del Tribunale di sorveglianza non arriverà prima della primavera. Sicuramente arriverà dopo che l'aula del Senato si sarà espressa sulla sua decadenza dalla carica di senatore (il voto e' previsto per novembre). Da più parti si fa strada l'ipotesi che, contrariamente alla prassi consolidata nella storia repubblicana, nel caso di Berlusconi il voto riguardante la sorte personale e giudiziaria di un parlamentare avvenga a scrutinio palese. Il senatore Pd Luigi Manconi, in contrasto con il proprio partito, si e' schierato per il voto segreto: 'Rinunciare al voto segreto significa rinunciare a uno dei principi fondamentali del costituzionalismo moderno e del parlamentarismo democratico'.

C'e' il rischio pero' che quella di Manconi rimanga una vox clamans in deserto. Se così fosse, alla umiliazione di una condanna ingiusta si aggiungerebbe l'ennesimo trattamento contra personam volto a spogliare il leader del centrodestra del mandato che milioni di italiani gli hanno conferito alle ultime elezioni. E negli ultimi vent'anni. Difficile pensare che lui se ne starà a guardare.

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