barbara balzerani
(Ansa)
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Chi era Barbara Balzerani, la «Primula Rossa» delle Brigate Rosse mai pentita

Il curriculum e la storia di una delle più famose terroriste delle Brigate Rosse condannata a diversi ergastoli e che partecipò anche al rapimento di Aldo Moro

Barbara Balzerani, è deceduta a Roma, all'età di 75 anni. L’ex brigatista conosciuta come la "Primula Rossa"è stata una figura di spicco delle Brigate Rosse, entrando nell'organizzazione nel 1975 e rimanendovi fedele fino alla sua cattura nel 1985 e da cui non prese mai veramente le distanze. Non si pentì mai e nemmeno si dissociò, ma dichiarò un profondo rammarico “per quanti furono colpiti” dai terroristi. Dal carcere “Compagna Luna” così chiamata come il titolo di uno dei suoi libri, ha rivendicato anche l'omicidio dell’ex sindaco di Firenze, Lando Conti, freddato con 17 colpi di pistola mentre andava in consiglio comunale.Partecipò attivamente a numerosi attacchi terroristici, tra cui l'agguato di via Fani durante il quale fu rapito Aldo Moro, e il sequestro del generale della Nato, James Lee Dozier, nel 1981.
Con la sua morte, avvenuta 46 anni dopo il Caso Moro, si spegne una delle persone che avrebbero potuto chiarire i mille misteri che avvolgono, ancora oggi, il rapimento e poi la morte dell’ex presidente della Dc.



La cattura di Primula rossa
Balzerani fu tra gli ultimi esponenti delle Brigate rosse ad essere arrestati: fu catturata il 19 giugno 1985, assieme a Gianni Pelosi, per questo venne soprannominata la 'Primula rossa’.Al momento dell'arresto aveva una pistola calibro 9. In questo periodo, prima dell'arresto, era detta la "primula rossa" delle BR; circa la cattura della Balzerani, molti quotidiani, all'epoca, riportarono la notizia che la terrorista fosse stata sorpresa da agenti in borghese su un autobus di Ostia in seguito a una telefonata fatta alla Polizia da un cliente di un ristorante che l'aveva riconosciuta.Tale notizia, però, trova scettici molti esperti dell'antiterrorismo, dal momento che i connotati fisici della Balzerani erano molto mutati rispetto a quelli riportati nelle foto segnaletiche.
Come abbiamo anticipato Barbara Balzerani condannata a sei ergastoli, non si è mai tecnicamente pentita né dissociata, perlomeno non secondo i percorsi seguiti da altri ex appartenenti all'organizzazione come Adriana Faranda, Valerio Morucci e Alberto Franceschini.
Nel 1987, assieme agli altri leader storici delle BR Renato Curcio e Mario Moretti, partecipò ad un'intervista televisiva concessa al giornalista Rai Ennio Remondino, nella quale i tre ex brigatisti concordarono nel considerare conclusa l'esperienza della lotta armata in Italia nell'ottica dei cambiamenti del tessuto sociale nel quale si erano mossi dieci anni prima, e sancirono formalmente la resa definitiva delle BR e l'abbandono della lotta armata.
Il 12 dicembre 2006 le è stata concessa la libertà condizionale.È tornata definitivamente in libertà, avendo scontato la pena, nel 2011. In seguito ha lavorato per una cooperativa di informatica, oltre a dedicarsi alla letteraturaNel 2003 criticò l'attività delle cosiddette Nuove Br.
Il suo nome ritornò sulle pagine dei giornali per le polemiche seguite ad un suo post su Facebook: "Chi mi ospita oltre confine per i fasti del 40ennale?", riferendosi ai 40 anni dalla strage di via Fani dove vennero uccisi gli agenti di scorta di Moro che ha provocato l'immediata reazione anche di un altro brigatista, Raimondo Etro, noto per aver custodito le armi usate in via Fani. Un botta e risposta in cui Etro si rivolge alla «signora Barbara Balzerani» per «chiederle di tacere semplicemente in nome dell’umanità verso le vittime, inclusi quelli caduti tra noi...».

Negli anni, Barbara Balzerani ha scritto numerosi libri: l’opera d’esordo nel 1998, ‘Compagna luna’, seguiti da ‘La sirena delle cinque’ (2003), ‘Perché io, perché non tu’(2009), ‘Cronaca di un'attesa,’ (2011), ‘Lascia che il mare entri’ (2014), ‘L'ho sempre saputo’ (2018).

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Linda Di Benedetto